Tariffa intera
€ 25
Ridotto Box Cultura
€ 18
Spettacolo in collaborazione con Romaeuropa Festival
regia, drammaturgia, scene e video Giorgina Pi
dramaturg Massimo Fusillo
con Gaia Insenga (Filottete), Giampiero Judica (Ulisse), Aurora Peres (Deus Ex), Gabriele Portoghese (Neottolemo), Alexia Sarantopoulou (Il Coro)
ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai
arrangiamenti e cura del suono Cristiano De Fabritiis, Valerio Vigliar
costumi Sandra Cardini
luci Andrea Gallo
colorist Alessio Morglia
produzione Bluemotion /Teatro Nazionale di Genova / ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione –Teatro Nazionale / TPE Teatro Piemonte Europa in collaborazione Angelo Mai
durata 1 ora e 15’
Lemnos è la prima tappa di un progetto performativo che attraversa mito, poesia e paesaggio contemporaneo. Il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete, l’eroe abbandonato sull’isola di Lemnos dopo essere stato ferito da un serpente. La sua ferita, incurabile e maleodorante, lo rende intollerabile alla comunità dei guerrieri che lo lasciano solo sull’isola durante la spedizione verso Troia. Anni dopo, quando la guerra sembra impossibile da vincere, i Greci scoprono che solo il suo arco — l’arco di Eracle — può garantire la vittoria. Sono così costretti a tornare a cercare proprio colui che avevano espulso. Il mito narra che Ulisse e il giovane Neottolemo tornino a Lemnos, per sottrargli l’arco con l’inganno. Alla fine, però, la rivoluzione interiore di Neottolemo modificherà l’esito della storia. Lemnos è una drammaturgia originale che nasce da scoperte e risonanze con il presente, da viaggi nei luoghi della ricerca, da incontri e interviste.
Da diari scritti nei mesi di lavoro. Il progetto assume questo mito come una figura nodale per interrogare i meccanismi di esclusione che attraversano le comunità politiche e le narrazioni storiche. Nella riscrittura scenica di Lemnos, Filottete è una donna: un gesto che si pone come omaggio alla poesia e al pensiero di Adrienne Rich, che sceglie proprio Filottete come suo alter ego che re-visiona il mondo da una prospettiva femminista e radicale. La ferita di Filottete diventa così il punto di emergenza di un corpo che la comunità non riesce a contenere ma di cui continua ad avere bisogno. Anche Eracle è una donna, ma ha perso le sue doti di deus ex machina. Queste due polarità circondano i due diversi modelli maschili: Ulisse archetipo di una strategia stanca accanto a Neottolemo che porta il peso di essere figlio di un eroe. E poi c’è il coro che dal presente racconta, sa, rende testimonianza parlando in greco.
La drammaturgia si costruisce come un montaggio di materiali poetici e teorici che attraversano il Novecento e la scrittura femminista. Tra questi, la riscrittura del mito di Ghiannis Ritsos, poeta greco che visse lunghi periodi di confino politico, e le risonanze epiche e postcoloniali di Derek Walcott. A queste voci si intrecciano la scrittura di Rich e il pensiero di Hélène Cixous, componendo un campo di forze poetiche in cui il mito viene riattivato come dispositivo critico sul presente.
Il lavoro nasce parallelamente da una ricerca sul campo condotta in Grecia, tra isole e paesaggi attraversati da stratificazioni di memoria politica. In particolare, l’isola di Makronisos, che è la vera isola del Filottete di Giorgina Pi, luogo di deportazione e rieducazione durante e dopo la guerra civile greca entra nel progetto come controcampo storico del mito: un paesaggio reale in cui la ferita e l’esilio assumono una dimensione collettiva ancora irrisolta.
Video, suono e parola costruiscono in scena un ambiente immersivo che nasce da queste indagini sul campo. Riprese video, field recordings, materiali raccolti nei luoghi della ricerca e frammenti poetici vengono montati come un dispositivo performativo in cui il paesaggio diventa parte attiva della drammaturgia.
In Lemnos il mito non viene rappresentato ma riattivato. Filottete diventa una figura attraverso cui interrogare le genealogie della violenza, le forme dell’abbandono e il ritorno di ciò che la storia tenta di espellere. La scena si configura così come uno spazio di attraversamento tra mito e archivio, tra poesia e paesaggio, in cui la ferita continua a produrre voce.
Lemnos è un’isola. L’isola del confino, dell’esclusione. Il luogo dove sopravvivere è il sogno più impossibile. Ma è anche il solo posto in cui Filottete, dal margine, legge chiaramente il passato e riconosce da dove viene. Sceglie la sua genealogia. Così come fecero e continuano a fare tante persone attraverso la politica e la poesia come atto di testimonianza. Lemnos è un viaggio sulla tragedia che abitò alcune isole di confino greche creando, anche dopo la Seconda guerra mondiale, veri campi di concentramento in Europa, nel mar Egeo, per chi non rinnegava il proprio antifascismo. Un’epica della crudeltà, di cui non si conosce nulla. Abbiamo visitato Makronisos, il cuore di quell’orrore e abbiamo scelto di raccontarne le atrocità. Lo facciamo a partire da Sofocle attraverso le voci contemporanee di chi ha raccontato con la poesia quanto il mito di Filottete fosse ancora necessario. Persone che come noi quella storia non l’hanno mai perdonata. L’isola è sospensione tra prima e dopo. La frattura, la vertigine di cui si sceglie di non parlare. Il nostro Neottolemo si domanda “perché siamo venuti?” “perché abbiamo combattuto?” “dove e perché torniamo?”. E sono domande che ci poniamo noi, oggi, come oppositori e oppositrici dell’orrore in cui siamo cresciute e che non smette di circondarci, dove stridono ancora armi e fascismo, e il mare incombe scuro e luttuoso, ancora con Filottete improvvisamente un vicolo una spiaggetta un secolo breve grida Non abbandonarmi.
Giorgina Pi
“Con Giorgina Pi abbiamo da tempo un dialogo fitto sul mito antico e sulle sue riscritture nella cultura contemporanea, con uno sguardo sui temi del desiderio e del corpo (come a proposito della figura di Tiresia). Tornare a lavorare con lei sul mito di Filottete e sulla figura di Neottolemo (che avevo affrontato negli anni Ottanta collaborando con Mario Martone) è stata un’esperienza affascinante, perché la drammaturgia si è costruita per gradi, per sondaggi plurimi su innumerevoli testi moderni da far interagire con Sofocle (anche solo come suggestione) e per montaggi che hanno coinvolto il suo viaggio in Grecia, e le risonanze politiche che questo mito può avere nella storia della Grecia moderna.”
Massimo Fusillo
Di ritorno al Romaeuropa Festival, Giorgina Pi prosegue con Lemnos una ricerca che intreccia mito, scrittura scenica e interrogazione politica del presente. Prima tappa di un progetto più ampio, il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete, l’eroe abbandonato sull’isola di Lemno perché ferito, maleodorante, divenuto insostenibile per la comunità che pure, anni dopo, sarà costretta a tornare da lui. Nella riscrittura di Pi, Filottete è una donna: non un semplice spostamento di genere, ma un gesto che rilegge il mito come dispositivo di esclusione, facendo della ferita il punto in cui un corpo diventa insieme intollerabile e necessario. Anche Eracle è una donna, privata però di ogni funzione salvifica, mentre Ulisse e Neottolemo restano a incarnare due diverse forme del maschile: la strategia consumata e il peso dell’eredità. Tra drammaturgia originale, materiali di ricerca, viaggi, interviste e un coro che dal presente testimonia in greco, Lemnos non cerca una rilettura archeologica del mito, ma ne riattiva la forza per interrogare ciò che le comunità espellono, e ciò di cui, nonostante tutto, continuano ad avere bisogno.
Bluemotion è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, regist*, musicist* e artist* visiv* si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni del gruppo. Bluemotion indaga vari linguaggi: il teatro contemporaneo, la musica, il cinema, la letteratura, la fotografia e soprattutto le loro ibridazioni. Crea, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. L*artist* di Bluemotion sono anche attivist* nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavorat_ dello spettacolo.
