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DESCRIPTION:«Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» \nAle perde l’uso delle braccia a 25 anni per un incidente in moto. Tornato a casa\, dopo giorni di disperazione\, reinventa la propria vita grazie anche allo sport\, vincendo un titolo mondiale e due europei di paraduathlon\, e conquistando in sella alla sua bicicletta il record dell’ora di paraciclismo su pista.\nÈ la storia del suo percorso verso l’autonomia\, dalle prime cadute alle speranze di qualificazione per i giochi olimpici. Una storia di sport\, ma soprattutto di vita\, di vittorie\, ma anche di fallimenti\, perché solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero\, e come provare a realizzare i propri sogni\, superando il nostro “non limite”.\nLo spettacolo tratto dal libro omonimo è la storia vera di Alessandro Cavani Minetti e sarà proprio lui\, in scena\, a raccontare la sua vicenda. \n\n\n\nDi: Alessandro Carvani Minetti\, Armando Barone\nCon: Alessandro Carvani Minetti\nRegia: Renata Coluccini
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SUMMARY:ORT-CERETTA SPAGNOLO
DESCRIPTION:Atmosfere italiane\, brillantezza classica e virtuosismo romantico: il concerto diretto da Diego Ceretta\, direttore principale dell’ORT\, mette in dialogo quattro compositori dell’Ottocento in un gioco di riflessi tra nord e sud Europa. In apertura\, Ouverture\, Scherzo e Finale op. 52 di Robert Schumann\, partitura vivace e costruita con slancio sinfonico\, dove ogni movimento ha una propria personalità ma agisce come parte di un tutto organico. \nAl centro del programma il Concerto n. 2 in mi bemolle maggiore per clarinetto e orchestra op. 74 di Carl Maria von Weber\, esempio perfetto del romanticismo strumentale tedesco: teatrale\, brillante\, ricco di slanci melodici e passaggi funambolici. Lo interpreta Kevin Spagnolo\, clarinettista affermato sulle scene internazionali\, vincitore del concorso di Ginevra e apprezzato per la tecnica fluida e la musicalità trascinante. \nCompletano il programma l’Ouverture in stile italiano di Franz Schubert\, pagina frizzante nata come omaggio all’opera buffa\, e la Sinfonia ‘Italiana’ di Felix Mendelssohn\, scritta dopo il celebre viaggio in Italia: solare\, agile\, densa di ritmo e colori. \n  \nOrchestra della Toscana\nDiego Ceretta direttore\nKevin Spagnolo clarinetto \nProgramma:\nRobert Schumann / Ouverture\, Scherzo e finale\, op. 52\nCarl Maria von Weber / Concerto per clarinetto e orchestra n. 2 op. 74\nFranz Schubert/ Ouverture in stile italiano\, D 590\nFelix Mendelssohn / Sinfonia n. 4 op. 90 ‘Italiana’
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SUMMARY:ORT-CONCERTO DI CARNEVALE
DESCRIPTION:Travestimenti musicali\, contaminazioni ritmiche\, incursioni tra generi. Il Concerto di Carnevale dell’ORT si muove tra tango argentino\, lirica italiana\, suggestioni brasiliane e spirito festoso. Sul podio Roberto Molinelli\, compositore\, direttore e arrangiatore tra i più versatili della scena italiana\, da anni impegnato in progetti che intrecciano repertorio classico\, jazz\, pop e tradizioni popolari. \nIl titolo Carnevale Reloaded dice già molto: una stagione capovolta\, un’estate infilata dentro l’inverno\, un’opera travestita da milonga. Musiche di Vivaldi e Piazzolla\, Verdi e Vinicius de Moraes\, il Mambo di Bernstein e un Paganini in chiave samba si mescolano a brani originali dello stesso Molinelli\, in un programma pensato per sorprendere e divertire. \nNon un concerto-spettacolo\, ma uno spettacolo in forma di concerto: energico\, creativo\, costruito con la leggerezza del travestimento e la precisione dell’artigianato musicale. \n  \nOrchestra della Toscana\nRoberto Molinelli direttore\nCarnival Reloaded – L’arte del travestimento in musica \nProgramma: \nMusiche di Verdi\, Paganini\, Molinelli\, Vivaldi\, Piazzolla
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SUMMARY:Romeo and Juliet (are dead)
DESCRIPTION:«Mercuzio […] propone un’alternativa: ripercorrere le tappe della loro storia.» \nRomeo\, Giulietta e Mercuzio non sono contenti del finale che Shakespeare ha scritto per loro. Soprattutto i due innamorati pensano che il drammaturgo sia stato troppo crudele e\, alla ricerca di un senso\, continuano a ripetere all’infinito la scena della loro morte. Ma Mercuzio è stanco di assistere alla rappresentazione e propone un’alternativa: ripercorrere le tappe della loro storia per riuscire forse a trovare le risposte che cercano riguardo il loro destino.\nLo spettacolo\, in lingua inglese e italiana\, presenta brani tratti direttamente dall’opera di Shakespeare e\, al contempo\, vede i tre personaggi commentare le scene in un inglese contemporaneo. A tenere tutto assieme è Mercuzio\, che usa l’italiano per collegare le scene e per tradurre alcuni commenti di Romeo e Giulietta\, così da facilitare la comprensione per tutti. \nUn progetto di: Laura Pasetti\nCon: Alessandro Guetta\, Eleonora Longobardi\, Izaak Hutton\nLuci: Marco Zennaro\nCostumi: Caterina Berta\nRegia: Laura Pasetti\nDirettore di produzione: Franco Spadavecchia \nSpettacolo in lingua inglese con raccordi in italiano \n 
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SUMMARY:ORT-CLERICI LEONG
DESCRIPTION:Due volti dell’Ottocento a confronto: la tensione classica che si apre al futuro e la freschezza giovanile che guarda al passato. Il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 di Ludwig van Beethoven\, scritto nel 1806\, è una delle vette del repertorio: solenne\, lirico\, costruito su un equilibrio rigoroso che lascia spazio a momenti di poesia sospesa. \nLo interpreta Kerson Leong\, violinista canadese acclamato per il suono intenso\, il controllo assoluto dell’arco e la capacità di fondere precisione e profondità espressiva. \nSul podio Umberto Clerici\, già primo violoncello a Sydney e oggi direttore principale della Queensland Symphony Orchestra\, musicista dalla visione ampia\, fisica\, dinamica\, capace di fondere istinto e struttura. \nChiude il concerto la Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200 di Franz Schubert\, composta a diciott’anni: una pagina frizzante e vitale\, tra slanci haydniani e melodie già inconfondibilmente sue. Una musica che sorride con leggerezza e intelligenza. \n  \nOrchestra della Toscana\nUmberto Clerici / Direttore\nKersong Leong / Violino \n\nProgramma:\nLudwig van Beethoven / Concerto per violino e orchestra op. 61\nFranz Schubert /Sinfonia n. 3 D 200
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SUMMARY:Alfonsina corridora
DESCRIPTION:«La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere\, diritti universali\, riscatto sociale.»\n\n\n\n\n\nLo spettacolo racconta la storia della ciclista Alfonsina Morini Strada\, la prima donna a correre nel 1924 il giro d’Italia. All’epoca il ciclismo era uno sport prettamente maschile e le donne che lo praticavano\, oltre a essere molto rare\, erano spesso oggetto di discriminazioni\, scherno\, derisione e aspra critica sociale. Lo spettacolo utilizza i linguaggi artistici del teatro\, della musica\, e delle video proiezioni per raccontare una storia di riscatto e passione\, di emancipazione e coraggio. Nel Regno d’Italia di inizio ‘900\, Alfonsina apre la strada alle donne nello sport più epico ed eroico di tutti i tempi e conquista\, tappa dopo tappa\, la sua libertà e l’affetto popolare. La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere\, diritti universali\, riscatto sociale. \n\n\n\n\n\nMusiche dal vivo e canzoni originali: Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti\, dei Tupamaros\n\n\n\n\nRegia: Maria Giulia Campioli\nElaborazione video: Francesco Grillenzoni\, Stefano Garuti\nOggetti di scena: Stefano Garuti\nDa un’idea di Claudia Bulgarelli\nProduzione: Teatro al Quadrato / Tupamaros con il supporto di Teatro Evento \nCon: Maria Giulia Campioli\, Francesco Grillenzoni\, Stefano Garuti \n\n 
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SUMMARY:ORT-KOCSÁR STADLER
DESCRIPTION:Una nuova commissione ORT inaugura il concerto diretto da Balázs Kocsár\, figura di spicco della scena musicale ungherese\, attivo in teatri d’opera e sale da concerto in tutta Europa. Il brano\, ancora inedito\, è affidato a Paolo Catenaccio\, compositore italiano classe 1998\, autore di una musica raffinata e tersa\, spesso in dialogo con strumenti solisti e strutture classiche.\nLa commissione\, per violoncello e orchestra\, sarà affidata all’interpretazione di Alexey Stadler\, solista russo dalla sensibilità profonda\, formatosi con Rostropovič e già applaudito accanto a Gergiev\, Eschenbach\, Currentzis. \nSeguono le Variazioni su un tema rococò op. 33 (1876) di Čajkovskij\, dedicate al violoncellista Fitzenhage che furono alterate da quest’ultimo. La versione originale\, riscoperta più tardi\, riflette meglio l’intento classico del compositore.\nChiude la Sinfonia “Linz” di Wolfgang Amadeus Mozart\, scritta in pochi giorni nel 1783: elegante\, brillante\, tra le più felici invenzioni sinfoniche del compositore. \n  \nOrchestra della Toscana\nBalázs Kocsár direttore\nAlexey Stadler violoncello \nProgramma:\nPaolo Catenaccio /  Grande Danse\, concerto per violoncello e orchestra prima assoluta – commissione Fondazione ORT\nPëtr Il’ič Čajkovskij / Variazioni su un tema rococò op. 33\nWolfgang Amadeus Mozart / Sinfonia n. 36 K 425 “Linz”
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SUMMARY:Delete “La cultura della cancellazione”capitolo I
DESCRIPTION:Un piccolo gesto che è capitato a tutti di fare. Cancellare. Nel mio dispositivo elettronico la memoria è piena\, devo fare posto. Cosa cancello?\nDati e cache delle app e poi elimino i file inutili (foto\, video\, documenti e download). Ma quali sono inutili? Davvero non mi serviranno più?).\nLa cultura della cancellazione\nDa Wikipedia: La “cultura della cancellazione” (cancel culture) è un fenomeno sociale che implica la messa al bando\, la critica o il boicottaggio di individui o gruppi per comportamenti o dichiarazioni considerate offensive o controverse.\nLa grande storia e le piccole storie.\nUn incontro per discutere insieme su cosa cancellare\, cosa vogliamo conservare\, cosa sogniamo\, cosa ricordiamo. E la memoria? E i ricordi digitalizzati spariranno? E la carta\, i libri resteranno? Queste riflessioni condivise ci porteranno a una lettera. La lettera di una madre a un figlio. La lettera di una donna cancellata!\nDalla platea al palco\, da piccole testimonianze a una storia\, dentro la grande Storia\, ma che accade oggi\, ancora\, come ieri. La lettera di una madre a un figlio testimonianza degli ultimi giorni della donna\, della sua storia\, della sua gente\, dell’amore per il figlio in salvo dagli orrori di una guerra e di una persecuzione. \nDi e con Renata Coluccini e Marta Mungo
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SUMMARY:Ultimo round. Storia del pugile sinti Johann ‘Rukelie’ Trollmann
DESCRIPTION:«Stremato e ridotto pelle e ossa\, rialzò il capo e sconfisse il suo aguzzino\, […]. La vittoria gli costò la vita.»\n\n\n\n\n\nJohann Trollmann\, pugile tedesco di origini zingare\, fu un atleta dalle potenzialità incredibili\, paragonato al famosissimo Muhammad Alì\, per le movenze leggiadre\, molto più simili a quelle di un danzatore. Caratteristiche vincenti ma non apprezzate dall’ambiente nazista che nel 1933 gli tolse il titolo dei pesi medi e iniziò a contrastarne la carriera. In quanto sinti\, nel 1942 venne deportato in un campo di lavoro e sfruttato come “sparring partner” negli incontri di pugilato organizzati dalle guardie naziste. Nel ’44\, stremato e ridotto pelle e ossa\, rialzò il capo e sconfisse il suo aguzzino\, il Kapò Emil Cornelius. La vittoria gli costò la vita. \nDi: Gaetano Colella e Andrea Simonetti\nCon: Andrea Simonetti\nRegia: Gaetano Colella\nCostumi: Mariagiovanna Stallo\nDisegno luci: Vito Marra\nTecnico luci: Walter Mirabile/Vito Marra
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SUMMARY:ORT-CONCERTO DI NATALE
DESCRIPTION:Per il tradizionale concerto del 24 dicembre\, un programma che unisce ironia\, lirismo e grande forma classica. Sul podio Nicolò Jacopo Suppa\, giovane direttore in ascesa\, già applaudito in teatri lirici e sinfonici italiani\, con uno stile energico e comunicativo. Al violoncello Ettore Pagano\, tra i talenti più interessanti della nuova generazione\, solista dalla voce calda e naturale. \nSi comincia con l’ouverture da Il signor Bruschino di Gioachino Rossini\, breve pagina brillante e teatralissima\, seguita dall’Andante cantabile di Pëtr Il’ič Čajkovskij\, nato da un quartetto d’archi e poi trascritto dallo stesso autore per violoncello e orchestra: un canto denso e introverso\, dal lirismo struggente. \nAl centro la Suite italienne n. 1 di Igor Stravinskij\, costruita su temi attribuiti a Pergolesi\, ma rielaborati con ironia e trasparenza neoclassica. Chiude la serata la Sinfonia “Jupiter” di Wolfgang Amadeus Mozart\, vetta del sinfonismo settecentesco: luminosa\, architettonica\, perfetta per concludere l’anno con un gesto di gioia e razionalità. \n  \nOrchestra della Toscana\nNicolò Jacopo Suppa direttore\nEttore Pagano violoncello \nProgramma:\nGioachino Rossini / Il signor Bruschino\, ouverture\nPëtr Il’ič Čajkovskij / Andante cantabile per violoncello e orchestra d’archi\nIgor’ Fëdorovič Stravinskij / Suite italienne n. 1\, per violoncello e orchestra d’archi (trascrizione di B. Wallfisch)\nWolfgang Amadeus Mozart /Sinfonia n. 41 K 551 “Jupiter”
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SUMMARY:ORT-PISHKAR NGUCI
DESCRIPTION:Due pagine intense del repertorio ottocentesco\, entrambe legate all’idea di spiritualità\, anche se in forme molto diverse. Il Concerto n. 1 in re minore per pianoforte e orchestra op. 15 è uno dei lavori giovanili più drammatici di Johannes Brahms\, frutto di una lunga gestazione tormentata: nato come possibile sinfonia\, divenne un concerto solo dopo numerose revisioni. L’orchestra qui non accompagna\, ma partecipa: dialoga con il pianoforte\, lo sfida\, lo consola. Il risultato è una musica che guarda a Ludwig van Beethoven\, ma con una voce già fortemente personale. \nLa parte solistica è affidata a Marie-Ange Nguci\, pianista franco-albanese\, classe 1998\, nota per la maturità sorprendente e la potenza del gesto musicale. \nSul podio Hossein Pishkar\, direttore iraniano vincitore del Deutscher Dirigentenpreis\, attivo in Germania e in Europa con un repertorio che privilegia profondità e struttura. Chiude il concerto la Sinfonia n. 5 in re minore op. 107 ‘Riforma’ di Felix Mendelssohn\, omaggio al protestantesimo e al corale di Lutero Ein feste Burg. Una sinfonia pensata per celebrare i 300 anni della Confessione di Augusta\, che unisce tensione\, trasparenza e solennità liturgica. \n\nOrchestra della Toscana\nHossein Pishkar direttore\nMarie – Ange Nguci pianoforte \nProgramma:\nJohannes Brahms / Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra op. 15\nFelix Mendelssohn / Sinfonia n. 5 op. 107 “Riforma”
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