BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Cavalieri di Cultura - ECPv6.17.3//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Cavalieri di Cultura
X-ORIGINAL-URL:https://cavalieridicultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Cavalieri di Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261016T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261016T223000
DTSTAMP:20260625T104114Z
CREATED:20260625T104114Z
LAST-MODIFIED:20260625T104114Z
UID:10001809-1792184400-1792189800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:L’OROLOGIO AMERICANO
DESCRIPTION:di Arthur Miller \ntraduzione Cristina Viti\nregia Elio De Capitani\nscene e costumi Carlo Sala\nmusiche originali e arrangiamenti Mario Arcari eseguite dal vivo\ncon gli attori della Compagnia dell’Accademia: Angelica Barelli\, Alessandro Buono\, Melissa Del Carmen Chaigan\, Chiara Casarin\, Laura Cestaro\, Flavio D’Andrea\, Edoardo De Padova\, Anna Demichelis\, Luca Duarte Di Gangi\, Vittorio Maria Mearelli\, Giorgio Petrotta\, Gabriele Maria Pizzurro\, Caterina Rugghia\, Pietro Saccomani\, Nicola Tagliatori\, Chiara Tognarini\, Chiara Trombini\, Nicola Vantaggi\nluci Nando Frigerio\nsuono Hubert Westkemper\nassistente alla regia Alessandro Frigerio\nassistenti di regia allievi Alessia Giglio e Gennaro Madonna\nassistente scene e costumi Ambra Santanicchio\ncostruzione scene Tommaso Frigerio\nscene e costumi realizzati dal Teatro dell’Elfo con la collaborazione degli allievi dell’Accademia di Brera: scenografi stagisti Giada Genoni\, Martina Mazzoleni\, Fabio Sciacca\, Sofia Villapiano\, Shujin Zhao\nsarti stagisti Lorenzo Talamonti\, Aurora Torre\, Chiara Cavazza\, Benedetta Bodini\nmaschere realizzate dalla classe di trucco e maschera dell’Accademia di Brera della prof.ssa Donatella Mondani \nco-produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, Teatro dell’Elfo \nNel 1927\, all’apice del boom\, ho letto la notizia che la Società Aeronautica Wright aveva in costruzione l’aereo con cui Lindbergh avrebbe fatto la traversata dell’Atlantico. Così ho comprato le azioni della Wright. Bene\, quelle azioni sono salite da uno a sessantasette nel giro di una mattinata. E fu quel giorno che io smisi di credere nel boom permanente: solo un’illusione si può moltiplicare per sessantasette in tre ore. Quel giorno stesso ho iniziato a uscire dal mercato. Nel giro di due anni\, tutto andò a catafascio. \n(Arthur Robertson in L’orologio americano) \nElio De Capitani sceglie ancora Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi\, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli che ha già affrontato) al suo testo più innovativo. L’orologio americano\, composto nel 1980\, aspira a un’originale forma di teatro totale\, che risente della lezione di Brecht – sia quello espressionista dei primi drammi che agli sviluppi successivi del teatro epico – per portarla verso esiti totalmente inediti\, ispirandosi a un genere teatrale tipicamente americano\, il vaudeville. È un testo corale e perfetto per mettere alla prova la giovane Compagnia dell’Accademia\, formata da attori e attrici che hanno appena concluso il percorso di studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. \nDalle note di regia di Elio De Capitani\nPer incarnare la mia visione di quest’opera\, la più aperta e sperimentale di Miller\, ho subito pensato a un circo\, tra Brecht e Fellini\, un nuovo teatro-circo per quest’epoca di accelerazioni brutali. Sotto la maschera di un clown\, l’uomo si mostra nella sua sempre vulnerata grandezza. Dietro al ghigno di un ambiguo maestro di cerimonie\, come nel Kit-Kat Club del film Cabaret di Bob Fosse\, l’uomo mostra il suo lato mefistofelico. \nMiller ci porta nel pieno della Grande Depressione e della crisi che investe l’America nel 1929. Rispetto ai testi precedenti\, qui allarga il campo del suo racconto: il ring delle azioni non è circoscritto alla famiglia americana\, ma guarda all’intero paese\, da Brooklin alle pianure dell’Iowa\, dalle sponde del Mississippi a quelle dei grandi laghi in Michigan. \nLa famiglia Baum – che è lo specchio di quella di Arthur Miller – un tempo benestante\, vede restringersi i propri privilegi e scivola progressivamente nell’indigenza\, dopo che il capofamiglia perde il lavoro. La sua storia è raccontata intrecciando i ricordi del giovane figlio e di Arthur Robertson\, un uomo di affari che è scampato al collasso finanziario prevedendo gli esiti della grande bolla che ha trascinato il Paese nella più grave crisi economica e sociale conosciuta sino ad allora. I due evocano e mettono in scena una girandola di decine di personaggi\, una folla proveniente dai più diversi contesti sociali\, un grande affresco corale: la società stessa diventa protagonista e con essa la sua responsabilità nei confronti dell’individuo e quella del potere politico ed economico nei confronti della collettività. \nUna grande produzione che vede associati l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e il Teatro dell’Elfo e che si avvale anche della collaborazione dell’Accademia di Brera. La traduzione è affidata a Cristina Viti (già autrice della versione italiana di Moby Dick alla prova)\, scene e costumi del circo-cabaret sono ideati da Carlo Sala e le musiche originali sono composte ed eseguite dal vivo da Mario Arcari.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/lorologio-americano/2026-10-16/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/06/orologio.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261017T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261017T203000
DTSTAMP:20260625T104114Z
CREATED:20260625T104114Z
LAST-MODIFIED:20260625T104114Z
UID:10001810-1792263600-1792269000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:L’OROLOGIO AMERICANO
DESCRIPTION:di Arthur Miller \ntraduzione Cristina Viti\nregia Elio De Capitani\nscene e costumi Carlo Sala\nmusiche originali e arrangiamenti Mario Arcari eseguite dal vivo\ncon gli attori della Compagnia dell’Accademia: Angelica Barelli\, Alessandro Buono\, Melissa Del Carmen Chaigan\, Chiara Casarin\, Laura Cestaro\, Flavio D’Andrea\, Edoardo De Padova\, Anna Demichelis\, Luca Duarte Di Gangi\, Vittorio Maria Mearelli\, Giorgio Petrotta\, Gabriele Maria Pizzurro\, Caterina Rugghia\, Pietro Saccomani\, Nicola Tagliatori\, Chiara Tognarini\, Chiara Trombini\, Nicola Vantaggi\nluci Nando Frigerio\nsuono Hubert Westkemper\nassistente alla regia Alessandro Frigerio\nassistenti di regia allievi Alessia Giglio e Gennaro Madonna\nassistente scene e costumi Ambra Santanicchio\ncostruzione scene Tommaso Frigerio\nscene e costumi realizzati dal Teatro dell’Elfo con la collaborazione degli allievi dell’Accademia di Brera: scenografi stagisti Giada Genoni\, Martina Mazzoleni\, Fabio Sciacca\, Sofia Villapiano\, Shujin Zhao\nsarti stagisti Lorenzo Talamonti\, Aurora Torre\, Chiara Cavazza\, Benedetta Bodini\nmaschere realizzate dalla classe di trucco e maschera dell’Accademia di Brera della prof.ssa Donatella Mondani \nco-produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, Teatro dell’Elfo \nNel 1927\, all’apice del boom\, ho letto la notizia che la Società Aeronautica Wright aveva in costruzione l’aereo con cui Lindbergh avrebbe fatto la traversata dell’Atlantico. Così ho comprato le azioni della Wright. Bene\, quelle azioni sono salite da uno a sessantasette nel giro di una mattinata. E fu quel giorno che io smisi di credere nel boom permanente: solo un’illusione si può moltiplicare per sessantasette in tre ore. Quel giorno stesso ho iniziato a uscire dal mercato. Nel giro di due anni\, tutto andò a catafascio. \n(Arthur Robertson in L’orologio americano) \nElio De Capitani sceglie ancora Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi\, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli che ha già affrontato) al suo testo più innovativo. L’orologio americano\, composto nel 1980\, aspira a un’originale forma di teatro totale\, che risente della lezione di Brecht – sia quello espressionista dei primi drammi che agli sviluppi successivi del teatro epico – per portarla verso esiti totalmente inediti\, ispirandosi a un genere teatrale tipicamente americano\, il vaudeville. È un testo corale e perfetto per mettere alla prova la giovane Compagnia dell’Accademia\, formata da attori e attrici che hanno appena concluso il percorso di studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. \nDalle note di regia di Elio De Capitani\nPer incarnare la mia visione di quest’opera\, la più aperta e sperimentale di Miller\, ho subito pensato a un circo\, tra Brecht e Fellini\, un nuovo teatro-circo per quest’epoca di accelerazioni brutali. Sotto la maschera di un clown\, l’uomo si mostra nella sua sempre vulnerata grandezza. Dietro al ghigno di un ambiguo maestro di cerimonie\, come nel Kit-Kat Club del film Cabaret di Bob Fosse\, l’uomo mostra il suo lato mefistofelico. \nMiller ci porta nel pieno della Grande Depressione e della crisi che investe l’America nel 1929. Rispetto ai testi precedenti\, qui allarga il campo del suo racconto: il ring delle azioni non è circoscritto alla famiglia americana\, ma guarda all’intero paese\, da Brooklin alle pianure dell’Iowa\, dalle sponde del Mississippi a quelle dei grandi laghi in Michigan. \nLa famiglia Baum – che è lo specchio di quella di Arthur Miller – un tempo benestante\, vede restringersi i propri privilegi e scivola progressivamente nell’indigenza\, dopo che il capofamiglia perde il lavoro. La sua storia è raccontata intrecciando i ricordi del giovane figlio e di Arthur Robertson\, un uomo di affari che è scampato al collasso finanziario prevedendo gli esiti della grande bolla che ha trascinato il Paese nella più grave crisi economica e sociale conosciuta sino ad allora. I due evocano e mettono in scena una girandola di decine di personaggi\, una folla proveniente dai più diversi contesti sociali\, un grande affresco corale: la società stessa diventa protagonista e con essa la sua responsabilità nei confronti dell’individuo e quella del potere politico ed economico nei confronti della collettività. \nUna grande produzione che vede associati l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e il Teatro dell’Elfo e che si avvale anche della collaborazione dell’Accademia di Brera. La traduzione è affidata a Cristina Viti (già autrice della versione italiana di Moby Dick alla prova)\, scene e costumi del circo-cabaret sono ideati da Carlo Sala e le musiche originali sono composte ed eseguite dal vivo da Mario Arcari.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/lorologio-americano/2026-10-17/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/06/orologio.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261018T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261018T183000
DTSTAMP:20260625T104114Z
CREATED:20260625T104114Z
LAST-MODIFIED:20260625T104114Z
UID:10001811-1792342800-1792348200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:L’OROLOGIO AMERICANO
DESCRIPTION:di Arthur Miller \ntraduzione Cristina Viti\nregia Elio De Capitani\nscene e costumi Carlo Sala\nmusiche originali e arrangiamenti Mario Arcari eseguite dal vivo\ncon gli attori della Compagnia dell’Accademia: Angelica Barelli\, Alessandro Buono\, Melissa Del Carmen Chaigan\, Chiara Casarin\, Laura Cestaro\, Flavio D’Andrea\, Edoardo De Padova\, Anna Demichelis\, Luca Duarte Di Gangi\, Vittorio Maria Mearelli\, Giorgio Petrotta\, Gabriele Maria Pizzurro\, Caterina Rugghia\, Pietro Saccomani\, Nicola Tagliatori\, Chiara Tognarini\, Chiara Trombini\, Nicola Vantaggi\nluci Nando Frigerio\nsuono Hubert Westkemper\nassistente alla regia Alessandro Frigerio\nassistenti di regia allievi Alessia Giglio e Gennaro Madonna\nassistente scene e costumi Ambra Santanicchio\ncostruzione scene Tommaso Frigerio\nscene e costumi realizzati dal Teatro dell’Elfo con la collaborazione degli allievi dell’Accademia di Brera: scenografi stagisti Giada Genoni\, Martina Mazzoleni\, Fabio Sciacca\, Sofia Villapiano\, Shujin Zhao\nsarti stagisti Lorenzo Talamonti\, Aurora Torre\, Chiara Cavazza\, Benedetta Bodini\nmaschere realizzate dalla classe di trucco e maschera dell’Accademia di Brera della prof.ssa Donatella Mondani \nco-produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, Teatro dell’Elfo \nNel 1927\, all’apice del boom\, ho letto la notizia che la Società Aeronautica Wright aveva in costruzione l’aereo con cui Lindbergh avrebbe fatto la traversata dell’Atlantico. Così ho comprato le azioni della Wright. Bene\, quelle azioni sono salite da uno a sessantasette nel giro di una mattinata. E fu quel giorno che io smisi di credere nel boom permanente: solo un’illusione si può moltiplicare per sessantasette in tre ore. Quel giorno stesso ho iniziato a uscire dal mercato. Nel giro di due anni\, tutto andò a catafascio. \n(Arthur Robertson in L’orologio americano) \nElio De Capitani sceglie ancora Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi\, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli che ha già affrontato) al suo testo più innovativo. L’orologio americano\, composto nel 1980\, aspira a un’originale forma di teatro totale\, che risente della lezione di Brecht – sia quello espressionista dei primi drammi che agli sviluppi successivi del teatro epico – per portarla verso esiti totalmente inediti\, ispirandosi a un genere teatrale tipicamente americano\, il vaudeville. È un testo corale e perfetto per mettere alla prova la giovane Compagnia dell’Accademia\, formata da attori e attrici che hanno appena concluso il percorso di studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. \nDalle note di regia di Elio De Capitani\nPer incarnare la mia visione di quest’opera\, la più aperta e sperimentale di Miller\, ho subito pensato a un circo\, tra Brecht e Fellini\, un nuovo teatro-circo per quest’epoca di accelerazioni brutali. Sotto la maschera di un clown\, l’uomo si mostra nella sua sempre vulnerata grandezza. Dietro al ghigno di un ambiguo maestro di cerimonie\, come nel Kit-Kat Club del film Cabaret di Bob Fosse\, l’uomo mostra il suo lato mefistofelico. \nMiller ci porta nel pieno della Grande Depressione e della crisi che investe l’America nel 1929. Rispetto ai testi precedenti\, qui allarga il campo del suo racconto: il ring delle azioni non è circoscritto alla famiglia americana\, ma guarda all’intero paese\, da Brooklin alle pianure dell’Iowa\, dalle sponde del Mississippi a quelle dei grandi laghi in Michigan. \nLa famiglia Baum – che è lo specchio di quella di Arthur Miller – un tempo benestante\, vede restringersi i propri privilegi e scivola progressivamente nell’indigenza\, dopo che il capofamiglia perde il lavoro. La sua storia è raccontata intrecciando i ricordi del giovane figlio e di Arthur Robertson\, un uomo di affari che è scampato al collasso finanziario prevedendo gli esiti della grande bolla che ha trascinato il Paese nella più grave crisi economica e sociale conosciuta sino ad allora. I due evocano e mettono in scena una girandola di decine di personaggi\, una folla proveniente dai più diversi contesti sociali\, un grande affresco corale: la società stessa diventa protagonista e con essa la sua responsabilità nei confronti dell’individuo e quella del potere politico ed economico nei confronti della collettività. \nUna grande produzione che vede associati l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e il Teatro dell’Elfo e che si avvale anche della collaborazione dell’Accademia di Brera. La traduzione è affidata a Cristina Viti (già autrice della versione italiana di Moby Dick alla prova)\, scene e costumi del circo-cabaret sono ideati da Carlo Sala e le musiche originali sono composte ed eseguite dal vivo da Mario Arcari.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/lorologio-americano/2026-10-18/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/06/orologio.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261029T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261029T223000
DTSTAMP:20260625T104253Z
CREATED:20260625T104253Z
LAST-MODIFIED:20260625T104253Z
UID:10001812-1793307600-1793313000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA MEDIUM
DESCRIPTION:uno spettacolo di mentalismo femminista ispirato alla storia vera di Hersilie Rouy \ndi e con Marta Cuscunàliberamente tratto da Incantagioni di Mariano Tomatisset & lighting design Paola Villaniassistenza alla regia e direzione tecnica Marco Rogante \nFoto © Alessandro Ruzzier \nproduzione Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemiin coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\, Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Stabile di Bolzanocon il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia \nin corealizzazione con Teatro Vascello \nin collaborazione con Teatro Piccolo di Milano \ndurata prevista di circa 60 minuti senza intervallo \n  \nCon La Medium\, Marta Cuscunà prosegue il suo percorso di ricerca tra artigianalità scenica\, teatro di figura e sperimentazione\, tornando a misurarsi con i dispositivi del potere e con le radici storiche della violenza di genere. Al centro dello spettacolo c’è la storia vera di Hersilie Rouy\, figlia dell’illusionista Charles Rouy (celebre per il numero de La Donna Invisibile in cui delle donne venivano fatte scomparire attraverso scatole magiche)\, rinchiusa in manicomio per quattordici anni.  Durante la prigionia\, Hersilie scrive con il proprio sangue un diario-denuncia in cui registra i soprusi subiti\, diventando la voce ribelle delle internate della Salpêtrière\, luogo simbolico della psichiatria ottocentesca e degli studi sull’isteria femminile.Tra illusionismo\, sedute spiritiche\, guarattelle napoletane e dispositivi tecnologici\, Cuscunà costruisce un immaginario scenico che riporta alla luce le “donne invisibili” dello spettacolo e delle istituzioni manicomiali del XIX secolo. La magia\, qui\, non serve a produrre meraviglia\, ma a rendere visibile ciò che è stato rimosso. La vicenda di Hersilie (che dopo la liberazione riuscì a incidere sulla modifica della legge francese del 1838 sull’internamento) diventa così il punto di partenza per una riflessione lucida su emancipazione\, resistenza e memoria\, ma anche sui meccanismi con cui le istituzioni disciplinano\, cancellano e riducono al silenzio i corpi femminili.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-medium/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/06/medium.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261101T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261101T183000
DTSTAMP:20260625T104650Z
CREATED:20260625T104650Z
LAST-MODIFIED:20260625T104650Z
UID:10001813-1793552400-1793557800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:CATALOGO
DESCRIPTION:n’idea originale di Marta Ciappina\, Marco D’Agostin\, Damien Modolo\ncreazioni di Silvia Gribaudi\, Francesca Pennini / CollettivO CineticO\, Sotteraneo\, Emio Greco | Pieter C. Scholten\ncon Marta Ciappina\nsuono Simone Arganini\ndrammaturgia Marco D’Agostin\ncura\, promozione Damien Modolo\norganizzazione\, amministrazione Eleonora Cavallo\, Irene Maiolin\, Paola Miolano \nproduzione VAN\ncoproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa; ERT Emilia Romagna Teatro; Romaeuropa Festival; CDCN Pôle Sud; ICK Dans Amsterdam\ncon il sostegno di Centro di Residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia / La Contrada Teatro stabile di Trieste; Atcl / Spazio Rossellini\nin collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro per RAM – Residenze Artistiche Marchigiane \nin corealizzazione con Teatro Vascello \nDurata: 60 minuti circa (senza intervallo) \nCome si orchestra la propria sparizione?\nM. è una danzatrice che intende congedarsi dalle scene. Ogni suo giorno in sala prove sembra essere l’ultimo. Ogni frammento di danza è un affondo in un’estetica\, in un linguaggio\, in un tempo specifico.\nMarco D’Agostin e Marta Ciappina orchestrano Catalogo come una rete di collaborazioni\, sguardi\, intenzioni e prospettive intorno al corpo e alla danza\, riunendo in un’unica serata gli sguardi di alcuni tra i più importanti coreografi della scena italiana e internazionale.\nSilvia Gribaudi\, Francesca Pennini per CollettivO CineticO\, Sotterraneo ed Emio Greco insieme a Pieter C. Scholten compongono un brano per M. senza averla mai incontrata prima. Ne nasce un blind date coreografico\, come lo definisce D’Agostin\, dagli esiti imprevedibili\, in cui i diversi pezzi\, cuciti dalla drammaturgia del coreografo Premio Ubu\, compongono una partitura sull’addio\, sulla fine e sulla sopravvivenza.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/catalogo/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/06/catalogo.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261105T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261105T223000
DTSTAMP:20260625T104812Z
CREATED:20260625T104812Z
LAST-MODIFIED:20260625T104812Z
UID:10001814-1793912400-1793917800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:STARMAN
DESCRIPTION:Di e con Pietro Giannini\nProduzione Teatro Nazionale di Genova \ndurata di 50 minuti \nChi è Leon Skum?\nL’uomo più ricco del mondo\, genio visionario\, imprenditore discusso\, pioniere dello spazio e delle nuove tecnologie.\nMa cosa si nasconde davvero dietro questo mito?\nCon STARMAN. La vera storia di Leon Skum Pietro Giannini porta in scena la ricostruzione della vita di un Leonardo ai tempi di Elon Musk mettendo insieme tasselli o tracce che compongono un nero mosaico del XXI secolo. Dall’infanzia in Sudafrica fino alla costruzione dell’impero economico che tutti conosciamo. Da un vortice di testimonianze e quadri in salsa barbecue\, linguaggio contaminato dai musical e dai talk-show\, saghe galattiche e l’enigmatica presenza del robot Prometheus\, prende forma la figura prismatica e controversa di Leon. Un ritratto tra mito e spettacolo\, frutto di un percorso di studio e letture onnivore di saggistica americana per raccontare la morte dei “padri”\, tra ambizione smisurata e fantasmi del passato\, per provare a capire come nasce – e cosa diventa – un uomo deciso a cambiare il destino dell’umanità. \nBio\nPietro Giannini (Genova\, 2000). Si forma all’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”\, dove lavora sotto la guida di Massimiliano Civica\, Arturo Cirillo\, Giovanni Ortoleva e Liv Ferracchiati. Inizia nel 2022 un proprio percorso di ricerca teatrale che sfocia nel primo lavoro La costanza della mia vita\, prodotto dal Metastasio\, che entra a far parte della generazione Scenario 2022. Prosegue con il monologo La trattoria calante\, racconto di inchiesta sui fatti che hanno portato alla tragedia del ponte Morandi\, che ha debuttato al Romaeuropa Festival\, nell’ambito della rassegna Anni Luce- PoweredbyRef\, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova. Sempre per il TNG\, è stato il giovane protagonista di Equus di Peter Schaffer\, con la regia di Carlo Sciaccaluga (stagione 2024 -25). Suo maestro è Antonio Latella\, con cui collabora come attore stabilmente nel biennio 2024-25 per il progetto World War bomb\, che debutta all’interno del programma della Biennale Teatro di Venezia 2025. Conclude inoltre il proprio percorso formativo di ricerca con figure di spicco della scena teatrale Europea come Thom Luz e Alessio Maria Romano.\nNel 2025\, vince il premio Ubu come migliore attore o performer Under 35.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/starman/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/06/STARMAN.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261110T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261110T220000
DTSTAMP:20260625T104908Z
CREATED:20260625T104908Z
LAST-MODIFIED:20260625T104908Z
UID:10001815-1794344400-1794348000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:C’ERA UNA VOLTA
DESCRIPTION:Coreografia\, Danzatori LIM Jinho\, JI Kyung Min\, LEE Kyunggu\nStrumentista (Gayageum) KIM Minjeog\nLighting Designer LEE Seungho\nStage Manager KWAK Yongmin\nProducer LEE Yeong Chan \nDurata 60 minuti \nC’era una volta è un’opera basata sul movimento; utilizziamo elementi come l’hanbok (abito tradizionale coreano)\, il ventaglio\, la pipa coreana\, e il cappello tradizionale realizzato in bambù e crine di cavallo\, oggetti impiegati nelle performance tradizionali coreane. Attraverso questi elementi\, diamo nuovi significati alle figure storiche e reinterpretiamo eventi della storia. \n«Sai\, quando me ne vado in giro\, vedo questi strumenti sempre lì a farsi prendere a botte… e ai miei occhi non sono mai belli\, per niente.\nÈ per questo che mi sono arrabbiato e ho deciso di portarli fuori e mostrare loro un po’ il mondo!» \nQuest’opera\, che rappresenta anche una riflessione su come i giovani artisti contemporanei possano portare avanti la tradizione\, porta in scena elementi del passato coreano tramandati nel tempo; i costumi tradizionali hanbok\, il pansori\, l’immagine degli aristocratici yangban e i racconti antichi. Una volta sul palco\, questi elementi vengono smembrati e\, con l’aggiunta dell’immaginazione\, viene costruito il racconto trasmesso al pubblico. Allo stesso tempo\, l’opera può essere considerata un rito in danza contemporanea dedicato agli antenati che ci hanno lasciato tale eredità. \nLe epoche passate\, le persone di un tempo e gli oggetti antichi vengono reinterpretati e ricreati attraverso i molteplici strumenti espressivi dei danzatori\, come la danza\, il canto e la recitazione. Avvicinandosi a ciò che appartiene al passato in modo nuovo\, l’opera infonde vitalità a questi elementi e\, allo stesso tempo\, cerca di comunicare e di scoprire insieme al pubblico\, come se si visitasse una scena del passato che forse potrebbe essere reale. \n<C’era una volta> è un’opera che\, grazie all’immaginazione capace di riscoprire la tradizione e al talento vivace e arguto degli interpreti\, riesce anche a regalare risate e leggerezza al pubblico. \nPresentazione della compagnia\nLa compagnia di danza contemporanea Goblin Party è un partito(party) formato dai dokkaebi(goblin); creature degli antichi racconti coreani\, capaci di affascinare le persone con abilità straordinarie\, ma anche dotate di uno sguardo e di comportamenti birichini e dispettosi. Goblin Party non ha un rappresentante unico: tutti i membri sono coreografi e insieme creano un racconto. \nNel “partito” dei goblin esistono persone che propongono la direzione delle opere\, co-creatori e anche il pubblico\, che condivide il percorso dell’opera. Goblin Party lavora sulla base della danza contemporanea e pone la massima attenzione alla comunicazione con gli spettatori. Allo stesso tempo\, si impegna costantemente nello studio e nella ricerca per creare opere capaci di ampliare il punto di vista del pubblico. \nPremi e riconoscimenti\n2025 Premio Sangnoksu di ASSITEJ Korea\n2023 Premio della Korean Dance Critics Association – Best 6 dell’anno <Kkokdugaksi>\n2021 Premio per l’opera – Changmu Dance Art Award (Changmu Art Center) <Noritho>\nPremio della Korean Dance Critics Association – Best 6 dell’anno <Noritho>\n2020 Premio speciale della giuria – Seoul Dance Film Festival <Eunjangdo>\n2018 Premio Miglior danzatore – Korean Contemporary Dance Promotion Association (Goblin Party)\n2017 Premio “Giovane artista dell’anno” – Ministero della Cultura\, Sport e Turismo\n2017 Premio della giuria – 22ª Competizione Masdanza (Spagna) <Natgarim>\n2016 Selezionato tra i Best 5 dell’anno – Korean Dance Critics Association <C’era una volta> \nDicembre 2016\nSelezionato come opera eccellente finale –\nPiattaforma di creazione coreutica (Dance Creation Support Program)\norganizzata dal Korea Arts Council
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/cera-una-volta/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/06/C-era-una-volta.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261111T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261111T220000
DTSTAMP:20260706T120236Z
CREATED:20260706T120236Z
LAST-MODIFIED:20260706T120236Z
UID:10001825-1794430800-1794434400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL GIORNO DELLA CIVETTA
DESCRIPTION:Musiche originali e direzione artistica Paolo Vivaldi\nPianoforte Paolo Vivaldi\nVoce recitante Vita Villi\nI Solisti dell’Augusteo ensemble musicale\nOrganico musicale Quintetto d’archi\, batteria\, clarinetto\, fisarmonica e pianoforte\nMusiche originali: Paolo Vivaldi \nDurata: circa 60 minuti \nPRESENTAZIONE \nIl Giorno della Civetta – Lettura Concerto è un omaggio intenso e raffinato alla letteratura\, alla legalità e alla memoria civile. \nIspirato al capolavoro di Leonardo Sciascia\, lo spettacolo intreccia la forza della parola recitata con la potenza evocativa della musica dal vivo\, dando vita a un’esperienza scenica capace di emozionare\, interrogare e coinvolgere profondamente il pubblico. \nLa voce di Vita Villi attraversa le pagine più significative del romanzo\, restituendo la tensione morale dell’indagine\, la solitudine del Capitano Bellodi\, il peso dell’omertà e la presenza invisibile di un potere che condiziona vite\, coscienze e destini. \nLe musiche originali del M° Paolo Vivaldi\, eseguite dal vivo\, creano una partitura intensa e cinematografica\, in cui ogni nota diventa memoria\, sospensione e denuncia. \nIl Giorno della Civetta non è soltanto un romanzo sulla mafia. È una riflessione universale sulla verità\, sul coraggio e sulla responsabilità. È la storia di chi cerca giustizia in un mondo che preferisce tacere. È una domanda ancora aperta rivolta a ciascuno di noi.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-giorno-della-civetta/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Musica,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/PAOLO-VIVALDI.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261113T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261113T223000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001832-1794603600-1794609000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-13/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261114T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261114T203000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001833-1794682800-1794688200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-14/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261115T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261115T180000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001834-1794762000-1794765600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-15/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261117T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261117T223000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001835-1794949200-1794954600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-17/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261118T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261118T230000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001836-1795035600-1795042800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-18/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261119T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261119T223000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001837-1795122000-1795127400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-19/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261120T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261120T223000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001838-1795208400-1795213800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-20/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261121T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261121T203000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001839-1795287600-1795293000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-21/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261122T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261122T183000
DTSTAMP:20260706T120325Z
CREATED:20260706T120325Z
LAST-MODIFIED:20260706T120325Z
UID:10001840-1795366800-1795372200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:IL PRODIGIO
DESCRIPTION:dal romanzo omonimo di Fabrizio Sinisi edito da Mondadori\npremio Intersezioni 2026\nadattamento di Giacomo Bisordi e Fabrizio Sinisi\nregia Giacomo Bisordi\ncon (in o.a.) Chiara Ferrara\, Candida Nieri\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\nscene Marco Giusti\ncostumi e scenografa collaboratrice Caterina Rossi\nsuono Dario Felli \naiuto regia Paolo Costantini\nassistente regia Marta Dellabona\ndramaturg Dimitri Galli Rohl \nproduzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello\nin coproduzione Romaeuropa Festival e LAC – Lugano Arte e Cultura \nGiacomo Bisordi porta in scena Il Prodigio\, primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi Premio Intersezioni 2026\, accolto con entusiasmo dalla critica\, trasformandolo in un dispositivo scenico visionario che interroga il nostro bisogno di credere. Più che una semplice trasposizione\, il lavoro prende forma come un’apocalisse contemporanea nel senso originario del termine: una rivelazione. Nel cielo di una grande città italiana appare un volto dai tratti rozzi\, quasi infantili; all’inizio è un’anomalia\, poi una presenza\, infine un enigma capace di catalizzare desideri\, paure e tensioni collettive. Attorno a quell’apparizione si moltiplicano segni\, guarigioni\, eventi inspiegabili: proiezione\, inganno o manifestazione divina? Al centro di questo smottamento del reale ci sono Don Luca\, sacerdote mediatico più abituato a raccontare la fede che a praticarla\, Marta\, figura enigmatica e sfuggente\, e Folker\, profeta magnetico capace di intercettare il bisogno di spiritualità e trasformarlo in una nuova\, inquietante forma di culto. \nCon la sua regia tesa e lucidissima\, Bisordi attraversa il romanzo come un libro di visioni\, costruendo una sequenza di immagini\, crolli e apparizioni che incrinano ogni sistema di senso. In scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri danno corpo a un universo sospeso tra desiderio\, fede e dissoluzione. Di fronte all’inspiegabile\, quando ogni certezza vacilla\, a che cosa scegliamo di credere? \nIn scena\, Gabriele Portoghese\, Federica Rosellini\, Chiara Ferrara e Candida Nieri
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/il-prodigio/2026-11-22/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/IL-PRODIGIO.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261124T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261124T223000
DTSTAMP:20260706T120340Z
CREATED:20260706T120340Z
LAST-MODIFIED:20260706T120340Z
UID:10001841-1795554000-1795559400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:QUINTO: NON UCCIDERE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Massimiliano Civica \ncon Maria Vittoria Argenti\, Monica Demuru\, Luigi Fedele\, Francesco Rotelli\, Marcello Sambati\, Paola Tintinelli\ncollaborazione all’elaborazione del testo Maria Vittoria Argenti\nscene Loris Giancola\ncostumi Daniela Salernitano\nluci Gianni Staropoli\nproduzione Teatro Metastasio di Prato\, TPE – Teatro Piemonte Europa \nriproduzione in scena di un’opera di Annibale Carracci\nsu concessione del MiC – Museo e Real Bosco di Capodimonte \ndurata 80 minuti \nSi può chiedere perdono per un gesto irreparabile? Si può perdonare chi ha ucciso il proprio figlio? \nDurante la Prima Guerra Mondiale\, Henri\, un giovane soldato francese\, ha ucciso Peter\, un soldato tedesco\, suo coetaneo. \nNel primo anniversario dell’Armistizio\, in una Parigi in festa\, Henri è nella chiesa di Notre-Dame per chiedere l’assoluzione per l’omicidio che ha commesso. Non riesce a fuggire dallo sguardo dell’uomo che ha ucciso. Il prete\, dopo aver ascoltato la sua confessione\, lo benedice dicendogli che non ha nessun crimine da farsi perdonare: ha solo compiuto il suo dovere di soldato. \n“Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l’hai data”\, risponde Henri\, decidendo così di partire per andare in Germania dai genitori di Peter e chiedere a loro il perdono. \nUna volta conosciuti gli anziani genitori di Peter e la sua promessa sposa\, Annette\, Henri si rende però conto di essere andato lì a chiedere loro un gesto dis-umano: ripetere “lo scandalo” di Gesù che perdona i suoi assassini\, di Dio che perdona agli uomini l’uccisione del figlio. \nDi fronte a questo\, Henri esiterà tra il suo bisogno di trovare pace e quello umano\, troppo umano\, di dire una bugia. \nLo spettacolo è ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/quinto-non-uccidere/2026-11-24/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/CAPITOLO-II.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261125T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261125T223000
DTSTAMP:20260706T120340Z
CREATED:20260706T120340Z
LAST-MODIFIED:20260706T120340Z
UID:10001842-1795640400-1795645800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:QUINTO: NON UCCIDERE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Massimiliano Civica \ncon Maria Vittoria Argenti\, Monica Demuru\, Luigi Fedele\, Francesco Rotelli\, Marcello Sambati\, Paola Tintinelli\ncollaborazione all’elaborazione del testo Maria Vittoria Argenti\nscene Loris Giancola\ncostumi Daniela Salernitano\nluci Gianni Staropoli\nproduzione Teatro Metastasio di Prato\, TPE – Teatro Piemonte Europa \nriproduzione in scena di un’opera di Annibale Carracci\nsu concessione del MiC – Museo e Real Bosco di Capodimonte \ndurata 80 minuti \nSi può chiedere perdono per un gesto irreparabile? Si può perdonare chi ha ucciso il proprio figlio? \nDurante la Prima Guerra Mondiale\, Henri\, un giovane soldato francese\, ha ucciso Peter\, un soldato tedesco\, suo coetaneo. \nNel primo anniversario dell’Armistizio\, in una Parigi in festa\, Henri è nella chiesa di Notre-Dame per chiedere l’assoluzione per l’omicidio che ha commesso. Non riesce a fuggire dallo sguardo dell’uomo che ha ucciso. Il prete\, dopo aver ascoltato la sua confessione\, lo benedice dicendogli che non ha nessun crimine da farsi perdonare: ha solo compiuto il suo dovere di soldato. \n“Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l’hai data”\, risponde Henri\, decidendo così di partire per andare in Germania dai genitori di Peter e chiedere a loro il perdono. \nUna volta conosciuti gli anziani genitori di Peter e la sua promessa sposa\, Annette\, Henri si rende però conto di essere andato lì a chiedere loro un gesto dis-umano: ripetere “lo scandalo” di Gesù che perdona i suoi assassini\, di Dio che perdona agli uomini l’uccisione del figlio. \nDi fronte a questo\, Henri esiterà tra il suo bisogno di trovare pace e quello umano\, troppo umano\, di dire una bugia. \nLo spettacolo è ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/quinto-non-uccidere/2026-11-25/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/CAPITOLO-II.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261126T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261126T223000
DTSTAMP:20260706T120340Z
CREATED:20260706T120340Z
LAST-MODIFIED:20260706T120340Z
UID:10001843-1795726800-1795732200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:QUINTO: NON UCCIDERE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Massimiliano Civica \ncon Maria Vittoria Argenti\, Monica Demuru\, Luigi Fedele\, Francesco Rotelli\, Marcello Sambati\, Paola Tintinelli\ncollaborazione all’elaborazione del testo Maria Vittoria Argenti\nscene Loris Giancola\ncostumi Daniela Salernitano\nluci Gianni Staropoli\nproduzione Teatro Metastasio di Prato\, TPE – Teatro Piemonte Europa \nriproduzione in scena di un’opera di Annibale Carracci\nsu concessione del MiC – Museo e Real Bosco di Capodimonte \ndurata 80 minuti \nSi può chiedere perdono per un gesto irreparabile? Si può perdonare chi ha ucciso il proprio figlio? \nDurante la Prima Guerra Mondiale\, Henri\, un giovane soldato francese\, ha ucciso Peter\, un soldato tedesco\, suo coetaneo. \nNel primo anniversario dell’Armistizio\, in una Parigi in festa\, Henri è nella chiesa di Notre-Dame per chiedere l’assoluzione per l’omicidio che ha commesso. Non riesce a fuggire dallo sguardo dell’uomo che ha ucciso. Il prete\, dopo aver ascoltato la sua confessione\, lo benedice dicendogli che non ha nessun crimine da farsi perdonare: ha solo compiuto il suo dovere di soldato. \n“Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l’hai data”\, risponde Henri\, decidendo così di partire per andare in Germania dai genitori di Peter e chiedere a loro il perdono. \nUna volta conosciuti gli anziani genitori di Peter e la sua promessa sposa\, Annette\, Henri si rende però conto di essere andato lì a chiedere loro un gesto dis-umano: ripetere “lo scandalo” di Gesù che perdona i suoi assassini\, di Dio che perdona agli uomini l’uccisione del figlio. \nDi fronte a questo\, Henri esiterà tra il suo bisogno di trovare pace e quello umano\, troppo umano\, di dire una bugia. \nLo spettacolo è ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/quinto-non-uccidere/2026-11-26/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/CAPITOLO-II.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261127T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261127T223000
DTSTAMP:20260706T120340Z
CREATED:20260706T120340Z
LAST-MODIFIED:20260706T120340Z
UID:10001844-1795813200-1795818600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:QUINTO: NON UCCIDERE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Massimiliano Civica \ncon Maria Vittoria Argenti\, Monica Demuru\, Luigi Fedele\, Francesco Rotelli\, Marcello Sambati\, Paola Tintinelli\ncollaborazione all’elaborazione del testo Maria Vittoria Argenti\nscene Loris Giancola\ncostumi Daniela Salernitano\nluci Gianni Staropoli\nproduzione Teatro Metastasio di Prato\, TPE – Teatro Piemonte Europa \nriproduzione in scena di un’opera di Annibale Carracci\nsu concessione del MiC – Museo e Real Bosco di Capodimonte \ndurata 80 minuti \nSi può chiedere perdono per un gesto irreparabile? Si può perdonare chi ha ucciso il proprio figlio? \nDurante la Prima Guerra Mondiale\, Henri\, un giovane soldato francese\, ha ucciso Peter\, un soldato tedesco\, suo coetaneo. \nNel primo anniversario dell’Armistizio\, in una Parigi in festa\, Henri è nella chiesa di Notre-Dame per chiedere l’assoluzione per l’omicidio che ha commesso. Non riesce a fuggire dallo sguardo dell’uomo che ha ucciso. Il prete\, dopo aver ascoltato la sua confessione\, lo benedice dicendogli che non ha nessun crimine da farsi perdonare: ha solo compiuto il suo dovere di soldato. \n“Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l’hai data”\, risponde Henri\, decidendo così di partire per andare in Germania dai genitori di Peter e chiedere a loro il perdono. \nUna volta conosciuti gli anziani genitori di Peter e la sua promessa sposa\, Annette\, Henri si rende però conto di essere andato lì a chiedere loro un gesto dis-umano: ripetere “lo scandalo” di Gesù che perdona i suoi assassini\, di Dio che perdona agli uomini l’uccisione del figlio. \nDi fronte a questo\, Henri esiterà tra il suo bisogno di trovare pace e quello umano\, troppo umano\, di dire una bugia. \nLo spettacolo è ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/quinto-non-uccidere/2026-11-27/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/CAPITOLO-II.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261128T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261128T203000
DTSTAMP:20260706T120340Z
CREATED:20260706T120340Z
LAST-MODIFIED:20260706T120340Z
UID:10001845-1795892400-1795897800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:QUINTO: NON UCCIDERE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Massimiliano Civica \ncon Maria Vittoria Argenti\, Monica Demuru\, Luigi Fedele\, Francesco Rotelli\, Marcello Sambati\, Paola Tintinelli\ncollaborazione all’elaborazione del testo Maria Vittoria Argenti\nscene Loris Giancola\ncostumi Daniela Salernitano\nluci Gianni Staropoli\nproduzione Teatro Metastasio di Prato\, TPE – Teatro Piemonte Europa \nriproduzione in scena di un’opera di Annibale Carracci\nsu concessione del MiC – Museo e Real Bosco di Capodimonte \ndurata 80 minuti \nSi può chiedere perdono per un gesto irreparabile? Si può perdonare chi ha ucciso il proprio figlio? \nDurante la Prima Guerra Mondiale\, Henri\, un giovane soldato francese\, ha ucciso Peter\, un soldato tedesco\, suo coetaneo. \nNel primo anniversario dell’Armistizio\, in una Parigi in festa\, Henri è nella chiesa di Notre-Dame per chiedere l’assoluzione per l’omicidio che ha commesso. Non riesce a fuggire dallo sguardo dell’uomo che ha ucciso. Il prete\, dopo aver ascoltato la sua confessione\, lo benedice dicendogli che non ha nessun crimine da farsi perdonare: ha solo compiuto il suo dovere di soldato. \n“Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l’hai data”\, risponde Henri\, decidendo così di partire per andare in Germania dai genitori di Peter e chiedere a loro il perdono. \nUna volta conosciuti gli anziani genitori di Peter e la sua promessa sposa\, Annette\, Henri si rende però conto di essere andato lì a chiedere loro un gesto dis-umano: ripetere “lo scandalo” di Gesù che perdona i suoi assassini\, di Dio che perdona agli uomini l’uccisione del figlio. \nDi fronte a questo\, Henri esiterà tra il suo bisogno di trovare pace e quello umano\, troppo umano\, di dire una bugia. \nLo spettacolo è ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/quinto-non-uccidere/2026-11-28/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/CAPITOLO-II.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261129T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261129T183000
DTSTAMP:20260706T120340Z
CREATED:20260706T120340Z
LAST-MODIFIED:20260706T120340Z
UID:10001846-1795971600-1795977000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:QUINTO: NON UCCIDERE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Massimiliano Civica \ncon Maria Vittoria Argenti\, Monica Demuru\, Luigi Fedele\, Francesco Rotelli\, Marcello Sambati\, Paola Tintinelli\ncollaborazione all’elaborazione del testo Maria Vittoria Argenti\nscene Loris Giancola\ncostumi Daniela Salernitano\nluci Gianni Staropoli\nproduzione Teatro Metastasio di Prato\, TPE – Teatro Piemonte Europa \nriproduzione in scena di un’opera di Annibale Carracci\nsu concessione del MiC – Museo e Real Bosco di Capodimonte \ndurata 80 minuti \nSi può chiedere perdono per un gesto irreparabile? Si può perdonare chi ha ucciso il proprio figlio? \nDurante la Prima Guerra Mondiale\, Henri\, un giovane soldato francese\, ha ucciso Peter\, un soldato tedesco\, suo coetaneo. \nNel primo anniversario dell’Armistizio\, in una Parigi in festa\, Henri è nella chiesa di Notre-Dame per chiedere l’assoluzione per l’omicidio che ha commesso. Non riesce a fuggire dallo sguardo dell’uomo che ha ucciso. Il prete\, dopo aver ascoltato la sua confessione\, lo benedice dicendogli che non ha nessun crimine da farsi perdonare: ha solo compiuto il suo dovere di soldato. \n“Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l’hai data”\, risponde Henri\, decidendo così di partire per andare in Germania dai genitori di Peter e chiedere a loro il perdono. \nUna volta conosciuti gli anziani genitori di Peter e la sua promessa sposa\, Annette\, Henri si rende però conto di essere andato lì a chiedere loro un gesto dis-umano: ripetere “lo scandalo” di Gesù che perdona i suoi assassini\, di Dio che perdona agli uomini l’uccisione del figlio. \nDi fronte a questo\, Henri esiterà tra il suo bisogno di trovare pace e quello umano\, troppo umano\, di dire una bugia. \nLo spettacolo è ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/quinto-non-uccidere/2026-11-29/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/CAPITOLO-II.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261201T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261201T220000
DTSTAMP:20260706T120405Z
CREATED:20260706T120405Z
LAST-MODIFIED:20260706T120405Z
UID:10001847-1796158800-1796162400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:THE SLEEPING QUEEN
DESCRIPTION:Coreografia e Regia Mauro Astolfi\nInterpreti Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, Lorenzo Beneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana Mele\nDisegno luci Marco Policastro\nRealizzazione scene Marco Fieni\nMusiche Pëtr Il’ič Čajkovskij\nMusiche originali Davidson Jaconello\nCostumi Anna Coluccia\nAssistente alle Coreografie Elena Furlan \nUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Vicenza \nDurata 64’ \nSleeping Queen si propone come una riflessione poetica e simbolica sul potere\, sull’alienazione e sul risveglio. Un lavoro che trae ispirazione dalla fiaba universale de La Bella Addormentata nel Bosco\, ma ne sovverte i codici narrativi e i simbolismi per trasporli in una dimensione profondamente attuale. \nLa figura centrale non è una principessa\, ma una regina: non una giovane donna in attesa del proprio destino\, ma una figura di potere e autorità\, intrappolata nei suoi nuovi poteri\, perde il contatto con il suo scopo originario e con le persone che governa. \nLa regina di Sleeping Queen non è colpita da una maledizione soprannaturale\, bensì da una ferita simbolica: il potere stesso\, che da strumento di costruzione e ascolto si trasforma in un veleno\, un peso che la isola e la anestetizza. Il “sonno” in cui cade non è uno stato di incantesimo\, ma una condizione psicologica e spirituale: l’incapacità di vedere\, ascoltare e connettersi con chi dipende da lei. Circondata dalle mura del suo “castello”\, la regina vive un isolamento che non è solo fisico\, ma profondamente esistenziale\, un luogo dove il tempo sembra sospeso e il dialogo con l’esterno è stato spezzato. \nSe nella fiaba originale la puntura del fuso è il gesto fatale che porta al sonno\, qui il suo equivalente è un momento di crisi: un evento\, forse un abuso di potere o un’azione dettata dall’egoismo\, che la allontana dalla propria umanità e la intrappola in una spirale di stasi e autocompiacimento. I “rovi” che circondano il castello non sono altro che le barriere invisibili costruite dal privilegio\, dalla paura e dalla perdita di empatia. \nIl cuore narrativo di Sleeping Queen si sviluppa attorno al tema del risveglio: cosa può scuotere una figura di potere dal torpore emotivo? Nella fiaba\, il bacio del principe è un atto d’amore esterno\, salvifico. Qui\, invece\, il risveglio è un processo interno\, un ritorno all’essenza dell’essere umano che abita dietro la maschera della sovranità. È un cammino di riconnessione con la realtà e con coloro che\, nella struttura gerarchica del potere\, sono stati ignorati o soffocati. Il “bacio” simbolico non è un gesto romantico\, ma un confronto diretto con la sofferenza\, la ribellione o persino la speranza di chi la circonda. \nSleeping Queen si pone come una metafora del potere contemporaneo\, interrogandosi su come l’autorità possa trasformarsi in una prigione. È un racconto sulla vulnerabilità del potere e sul suo potenziale di rinascita: il vero risveglio non avviene attraverso la forza\, ma attraverso l’ascolto\, la compassione e il riconoscimento della propria fragilità. La regina\, alla fine\, non si risveglia per essere salvata\, ma per riscoprire se stessa come donna\, leader e\, soprattutto\, come essere umano. \nIl processo creativo di SQ si articola come un viaggio introspettivo e sociale\, dove il dialogo tra corpo\, spazio e simbolo invita lo spettatore a riflettere sul significato del potere nell’era contemporanea. Sleeping Queen non racconta solo la caduta e il risveglio di una regina\, ma diventa una parabola universale sulla necessità di trasformare il potere in uno strumento di ascolto e creazione condivisa. \nLa partitura musicale di Sleeping Queen basata per gran parte la composizione originale di Ciaikovskij si configurerà come un processo di indagine sonora in cui Jaconello decodificherà alcuni momenti della struttura originaria di Pëtr Il’ič Čajkovskij\, trasmutandola attraverso una lente contemporanea. Mauro Astolfi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/the-sleeping-queen/2026-12-01/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/SLEEPING-QUEEN.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261202T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261202T220000
DTSTAMP:20260706T120405Z
CREATED:20260706T120405Z
LAST-MODIFIED:20260706T120405Z
UID:10001848-1796245200-1796248800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:THE SLEEPING QUEEN
DESCRIPTION:Coreografia e Regia Mauro Astolfi\nInterpreti Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, Lorenzo Beneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana Mele\nDisegno luci Marco Policastro\nRealizzazione scene Marco Fieni\nMusiche Pëtr Il’ič Čajkovskij\nMusiche originali Davidson Jaconello\nCostumi Anna Coluccia\nAssistente alle Coreografie Elena Furlan \nUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Vicenza \nDurata 64’ \nSleeping Queen si propone come una riflessione poetica e simbolica sul potere\, sull’alienazione e sul risveglio. Un lavoro che trae ispirazione dalla fiaba universale de La Bella Addormentata nel Bosco\, ma ne sovverte i codici narrativi e i simbolismi per trasporli in una dimensione profondamente attuale. \nLa figura centrale non è una principessa\, ma una regina: non una giovane donna in attesa del proprio destino\, ma una figura di potere e autorità\, intrappolata nei suoi nuovi poteri\, perde il contatto con il suo scopo originario e con le persone che governa. \nLa regina di Sleeping Queen non è colpita da una maledizione soprannaturale\, bensì da una ferita simbolica: il potere stesso\, che da strumento di costruzione e ascolto si trasforma in un veleno\, un peso che la isola e la anestetizza. Il “sonno” in cui cade non è uno stato di incantesimo\, ma una condizione psicologica e spirituale: l’incapacità di vedere\, ascoltare e connettersi con chi dipende da lei. Circondata dalle mura del suo “castello”\, la regina vive un isolamento che non è solo fisico\, ma profondamente esistenziale\, un luogo dove il tempo sembra sospeso e il dialogo con l’esterno è stato spezzato. \nSe nella fiaba originale la puntura del fuso è il gesto fatale che porta al sonno\, qui il suo equivalente è un momento di crisi: un evento\, forse un abuso di potere o un’azione dettata dall’egoismo\, che la allontana dalla propria umanità e la intrappola in una spirale di stasi e autocompiacimento. I “rovi” che circondano il castello non sono altro che le barriere invisibili costruite dal privilegio\, dalla paura e dalla perdita di empatia. \nIl cuore narrativo di Sleeping Queen si sviluppa attorno al tema del risveglio: cosa può scuotere una figura di potere dal torpore emotivo? Nella fiaba\, il bacio del principe è un atto d’amore esterno\, salvifico. Qui\, invece\, il risveglio è un processo interno\, un ritorno all’essenza dell’essere umano che abita dietro la maschera della sovranità. È un cammino di riconnessione con la realtà e con coloro che\, nella struttura gerarchica del potere\, sono stati ignorati o soffocati. Il “bacio” simbolico non è un gesto romantico\, ma un confronto diretto con la sofferenza\, la ribellione o persino la speranza di chi la circonda. \nSleeping Queen si pone come una metafora del potere contemporaneo\, interrogandosi su come l’autorità possa trasformarsi in una prigione. È un racconto sulla vulnerabilità del potere e sul suo potenziale di rinascita: il vero risveglio non avviene attraverso la forza\, ma attraverso l’ascolto\, la compassione e il riconoscimento della propria fragilità. La regina\, alla fine\, non si risveglia per essere salvata\, ma per riscoprire se stessa come donna\, leader e\, soprattutto\, come essere umano. \nIl processo creativo di SQ si articola come un viaggio introspettivo e sociale\, dove il dialogo tra corpo\, spazio e simbolo invita lo spettatore a riflettere sul significato del potere nell’era contemporanea. Sleeping Queen non racconta solo la caduta e il risveglio di una regina\, ma diventa una parabola universale sulla necessità di trasformare il potere in uno strumento di ascolto e creazione condivisa. \nLa partitura musicale di Sleeping Queen basata per gran parte la composizione originale di Ciaikovskij si configurerà come un processo di indagine sonora in cui Jaconello decodificherà alcuni momenti della struttura originaria di Pëtr Il’ič Čajkovskij\, trasmutandola attraverso una lente contemporanea. Mauro Astolfi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/the-sleeping-queen/2026-12-02/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/SLEEPING-QUEEN.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261203T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261203T220000
DTSTAMP:20260706T120405Z
CREATED:20260706T120405Z
LAST-MODIFIED:20260706T120405Z
UID:10001849-1796331600-1796335200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:THE SLEEPING QUEEN
DESCRIPTION:Coreografia e Regia Mauro Astolfi\nInterpreti Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, Lorenzo Beneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana Mele\nDisegno luci Marco Policastro\nRealizzazione scene Marco Fieni\nMusiche Pëtr Il’ič Čajkovskij\nMusiche originali Davidson Jaconello\nCostumi Anna Coluccia\nAssistente alle Coreografie Elena Furlan \nUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Vicenza \nDurata 64’ \nSleeping Queen si propone come una riflessione poetica e simbolica sul potere\, sull’alienazione e sul risveglio. Un lavoro che trae ispirazione dalla fiaba universale de La Bella Addormentata nel Bosco\, ma ne sovverte i codici narrativi e i simbolismi per trasporli in una dimensione profondamente attuale. \nLa figura centrale non è una principessa\, ma una regina: non una giovane donna in attesa del proprio destino\, ma una figura di potere e autorità\, intrappolata nei suoi nuovi poteri\, perde il contatto con il suo scopo originario e con le persone che governa. \nLa regina di Sleeping Queen non è colpita da una maledizione soprannaturale\, bensì da una ferita simbolica: il potere stesso\, che da strumento di costruzione e ascolto si trasforma in un veleno\, un peso che la isola e la anestetizza. Il “sonno” in cui cade non è uno stato di incantesimo\, ma una condizione psicologica e spirituale: l’incapacità di vedere\, ascoltare e connettersi con chi dipende da lei. Circondata dalle mura del suo “castello”\, la regina vive un isolamento che non è solo fisico\, ma profondamente esistenziale\, un luogo dove il tempo sembra sospeso e il dialogo con l’esterno è stato spezzato. \nSe nella fiaba originale la puntura del fuso è il gesto fatale che porta al sonno\, qui il suo equivalente è un momento di crisi: un evento\, forse un abuso di potere o un’azione dettata dall’egoismo\, che la allontana dalla propria umanità e la intrappola in una spirale di stasi e autocompiacimento. I “rovi” che circondano il castello non sono altro che le barriere invisibili costruite dal privilegio\, dalla paura e dalla perdita di empatia. \nIl cuore narrativo di Sleeping Queen si sviluppa attorno al tema del risveglio: cosa può scuotere una figura di potere dal torpore emotivo? Nella fiaba\, il bacio del principe è un atto d’amore esterno\, salvifico. Qui\, invece\, il risveglio è un processo interno\, un ritorno all’essenza dell’essere umano che abita dietro la maschera della sovranità. È un cammino di riconnessione con la realtà e con coloro che\, nella struttura gerarchica del potere\, sono stati ignorati o soffocati. Il “bacio” simbolico non è un gesto romantico\, ma un confronto diretto con la sofferenza\, la ribellione o persino la speranza di chi la circonda. \nSleeping Queen si pone come una metafora del potere contemporaneo\, interrogandosi su come l’autorità possa trasformarsi in una prigione. È un racconto sulla vulnerabilità del potere e sul suo potenziale di rinascita: il vero risveglio non avviene attraverso la forza\, ma attraverso l’ascolto\, la compassione e il riconoscimento della propria fragilità. La regina\, alla fine\, non si risveglia per essere salvata\, ma per riscoprire se stessa come donna\, leader e\, soprattutto\, come essere umano. \nIl processo creativo di SQ si articola come un viaggio introspettivo e sociale\, dove il dialogo tra corpo\, spazio e simbolo invita lo spettatore a riflettere sul significato del potere nell’era contemporanea. Sleeping Queen non racconta solo la caduta e il risveglio di una regina\, ma diventa una parabola universale sulla necessità di trasformare il potere in uno strumento di ascolto e creazione condivisa. \nLa partitura musicale di Sleeping Queen basata per gran parte la composizione originale di Ciaikovskij si configurerà come un processo di indagine sonora in cui Jaconello decodificherà alcuni momenti della struttura originaria di Pëtr Il’ič Čajkovskij\, trasmutandola attraverso una lente contemporanea. Mauro Astolfi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/the-sleeping-queen/2026-12-03/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/SLEEPING-QUEEN.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261204T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261204T220000
DTSTAMP:20260706T120405Z
CREATED:20260706T120405Z
LAST-MODIFIED:20260706T120405Z
UID:10001850-1796418000-1796421600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:THE SLEEPING QUEEN
DESCRIPTION:Coreografia e Regia Mauro Astolfi\nInterpreti Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, Lorenzo Beneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana Mele\nDisegno luci Marco Policastro\nRealizzazione scene Marco Fieni\nMusiche Pëtr Il’ič Čajkovskij\nMusiche originali Davidson Jaconello\nCostumi Anna Coluccia\nAssistente alle Coreografie Elena Furlan \nUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Vicenza \nDurata 64’ \nSleeping Queen si propone come una riflessione poetica e simbolica sul potere\, sull’alienazione e sul risveglio. Un lavoro che trae ispirazione dalla fiaba universale de La Bella Addormentata nel Bosco\, ma ne sovverte i codici narrativi e i simbolismi per trasporli in una dimensione profondamente attuale. \nLa figura centrale non è una principessa\, ma una regina: non una giovane donna in attesa del proprio destino\, ma una figura di potere e autorità\, intrappolata nei suoi nuovi poteri\, perde il contatto con il suo scopo originario e con le persone che governa. \nLa regina di Sleeping Queen non è colpita da una maledizione soprannaturale\, bensì da una ferita simbolica: il potere stesso\, che da strumento di costruzione e ascolto si trasforma in un veleno\, un peso che la isola e la anestetizza. Il “sonno” in cui cade non è uno stato di incantesimo\, ma una condizione psicologica e spirituale: l’incapacità di vedere\, ascoltare e connettersi con chi dipende da lei. Circondata dalle mura del suo “castello”\, la regina vive un isolamento che non è solo fisico\, ma profondamente esistenziale\, un luogo dove il tempo sembra sospeso e il dialogo con l’esterno è stato spezzato. \nSe nella fiaba originale la puntura del fuso è il gesto fatale che porta al sonno\, qui il suo equivalente è un momento di crisi: un evento\, forse un abuso di potere o un’azione dettata dall’egoismo\, che la allontana dalla propria umanità e la intrappola in una spirale di stasi e autocompiacimento. I “rovi” che circondano il castello non sono altro che le barriere invisibili costruite dal privilegio\, dalla paura e dalla perdita di empatia. \nIl cuore narrativo di Sleeping Queen si sviluppa attorno al tema del risveglio: cosa può scuotere una figura di potere dal torpore emotivo? Nella fiaba\, il bacio del principe è un atto d’amore esterno\, salvifico. Qui\, invece\, il risveglio è un processo interno\, un ritorno all’essenza dell’essere umano che abita dietro la maschera della sovranità. È un cammino di riconnessione con la realtà e con coloro che\, nella struttura gerarchica del potere\, sono stati ignorati o soffocati. Il “bacio” simbolico non è un gesto romantico\, ma un confronto diretto con la sofferenza\, la ribellione o persino la speranza di chi la circonda. \nSleeping Queen si pone come una metafora del potere contemporaneo\, interrogandosi su come l’autorità possa trasformarsi in una prigione. È un racconto sulla vulnerabilità del potere e sul suo potenziale di rinascita: il vero risveglio non avviene attraverso la forza\, ma attraverso l’ascolto\, la compassione e il riconoscimento della propria fragilità. La regina\, alla fine\, non si risveglia per essere salvata\, ma per riscoprire se stessa come donna\, leader e\, soprattutto\, come essere umano. \nIl processo creativo di SQ si articola come un viaggio introspettivo e sociale\, dove il dialogo tra corpo\, spazio e simbolo invita lo spettatore a riflettere sul significato del potere nell’era contemporanea. Sleeping Queen non racconta solo la caduta e il risveglio di una regina\, ma diventa una parabola universale sulla necessità di trasformare il potere in uno strumento di ascolto e creazione condivisa. \nLa partitura musicale di Sleeping Queen basata per gran parte la composizione originale di Ciaikovskij si configurerà come un processo di indagine sonora in cui Jaconello decodificherà alcuni momenti della struttura originaria di Pëtr Il’ič Čajkovskij\, trasmutandola attraverso una lente contemporanea. Mauro Astolfi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/the-sleeping-queen/2026-12-04/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/SLEEPING-QUEEN.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261205T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261205T203000
DTSTAMP:20260706T120405Z
CREATED:20260706T120405Z
LAST-MODIFIED:20260706T120405Z
UID:10001851-1796497200-1796502600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:THE SLEEPING QUEEN
DESCRIPTION:Coreografia e Regia Mauro Astolfi\nInterpreti Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, Lorenzo Beneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana Mele\nDisegno luci Marco Policastro\nRealizzazione scene Marco Fieni\nMusiche Pëtr Il’ič Čajkovskij\nMusiche originali Davidson Jaconello\nCostumi Anna Coluccia\nAssistente alle Coreografie Elena Furlan \nUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Vicenza \nDurata 64’ \nSleeping Queen si propone come una riflessione poetica e simbolica sul potere\, sull’alienazione e sul risveglio. Un lavoro che trae ispirazione dalla fiaba universale de La Bella Addormentata nel Bosco\, ma ne sovverte i codici narrativi e i simbolismi per trasporli in una dimensione profondamente attuale. \nLa figura centrale non è una principessa\, ma una regina: non una giovane donna in attesa del proprio destino\, ma una figura di potere e autorità\, intrappolata nei suoi nuovi poteri\, perde il contatto con il suo scopo originario e con le persone che governa. \nLa regina di Sleeping Queen non è colpita da una maledizione soprannaturale\, bensì da una ferita simbolica: il potere stesso\, che da strumento di costruzione e ascolto si trasforma in un veleno\, un peso che la isola e la anestetizza. Il “sonno” in cui cade non è uno stato di incantesimo\, ma una condizione psicologica e spirituale: l’incapacità di vedere\, ascoltare e connettersi con chi dipende da lei. Circondata dalle mura del suo “castello”\, la regina vive un isolamento che non è solo fisico\, ma profondamente esistenziale\, un luogo dove il tempo sembra sospeso e il dialogo con l’esterno è stato spezzato. \nSe nella fiaba originale la puntura del fuso è il gesto fatale che porta al sonno\, qui il suo equivalente è un momento di crisi: un evento\, forse un abuso di potere o un’azione dettata dall’egoismo\, che la allontana dalla propria umanità e la intrappola in una spirale di stasi e autocompiacimento. I “rovi” che circondano il castello non sono altro che le barriere invisibili costruite dal privilegio\, dalla paura e dalla perdita di empatia. \nIl cuore narrativo di Sleeping Queen si sviluppa attorno al tema del risveglio: cosa può scuotere una figura di potere dal torpore emotivo? Nella fiaba\, il bacio del principe è un atto d’amore esterno\, salvifico. Qui\, invece\, il risveglio è un processo interno\, un ritorno all’essenza dell’essere umano che abita dietro la maschera della sovranità. È un cammino di riconnessione con la realtà e con coloro che\, nella struttura gerarchica del potere\, sono stati ignorati o soffocati. Il “bacio” simbolico non è un gesto romantico\, ma un confronto diretto con la sofferenza\, la ribellione o persino la speranza di chi la circonda. \nSleeping Queen si pone come una metafora del potere contemporaneo\, interrogandosi su come l’autorità possa trasformarsi in una prigione. È un racconto sulla vulnerabilità del potere e sul suo potenziale di rinascita: il vero risveglio non avviene attraverso la forza\, ma attraverso l’ascolto\, la compassione e il riconoscimento della propria fragilità. La regina\, alla fine\, non si risveglia per essere salvata\, ma per riscoprire se stessa come donna\, leader e\, soprattutto\, come essere umano. \nIl processo creativo di SQ si articola come un viaggio introspettivo e sociale\, dove il dialogo tra corpo\, spazio e simbolo invita lo spettatore a riflettere sul significato del potere nell’era contemporanea. Sleeping Queen non racconta solo la caduta e il risveglio di una regina\, ma diventa una parabola universale sulla necessità di trasformare il potere in uno strumento di ascolto e creazione condivisa. \nLa partitura musicale di Sleeping Queen basata per gran parte la composizione originale di Ciaikovskij si configurerà come un processo di indagine sonora in cui Jaconello decodificherà alcuni momenti della struttura originaria di Pëtr Il’ič Čajkovskij\, trasmutandola attraverso una lente contemporanea. Mauro Astolfi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/the-sleeping-queen/2026-12-05/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/SLEEPING-QUEEN.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261206T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261206T180000
DTSTAMP:20260706T120405Z
CREATED:20260706T120405Z
LAST-MODIFIED:20260706T120405Z
UID:10001852-1796576400-1796580000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:THE SLEEPING QUEEN
DESCRIPTION:Coreografia e Regia Mauro Astolfi\nInterpreti Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, Lorenzo Beneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana Mele\nDisegno luci Marco Policastro\nRealizzazione scene Marco Fieni\nMusiche Pëtr Il’ič Čajkovskij\nMusiche originali Davidson Jaconello\nCostumi Anna Coluccia\nAssistente alle Coreografie Elena Furlan \nUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Vicenza \nDurata 64’ \nSleeping Queen si propone come una riflessione poetica e simbolica sul potere\, sull’alienazione e sul risveglio. Un lavoro che trae ispirazione dalla fiaba universale de La Bella Addormentata nel Bosco\, ma ne sovverte i codici narrativi e i simbolismi per trasporli in una dimensione profondamente attuale. \nLa figura centrale non è una principessa\, ma una regina: non una giovane donna in attesa del proprio destino\, ma una figura di potere e autorità\, intrappolata nei suoi nuovi poteri\, perde il contatto con il suo scopo originario e con le persone che governa. \nLa regina di Sleeping Queen non è colpita da una maledizione soprannaturale\, bensì da una ferita simbolica: il potere stesso\, che da strumento di costruzione e ascolto si trasforma in un veleno\, un peso che la isola e la anestetizza. Il “sonno” in cui cade non è uno stato di incantesimo\, ma una condizione psicologica e spirituale: l’incapacità di vedere\, ascoltare e connettersi con chi dipende da lei. Circondata dalle mura del suo “castello”\, la regina vive un isolamento che non è solo fisico\, ma profondamente esistenziale\, un luogo dove il tempo sembra sospeso e il dialogo con l’esterno è stato spezzato. \nSe nella fiaba originale la puntura del fuso è il gesto fatale che porta al sonno\, qui il suo equivalente è un momento di crisi: un evento\, forse un abuso di potere o un’azione dettata dall’egoismo\, che la allontana dalla propria umanità e la intrappola in una spirale di stasi e autocompiacimento. I “rovi” che circondano il castello non sono altro che le barriere invisibili costruite dal privilegio\, dalla paura e dalla perdita di empatia. \nIl cuore narrativo di Sleeping Queen si sviluppa attorno al tema del risveglio: cosa può scuotere una figura di potere dal torpore emotivo? Nella fiaba\, il bacio del principe è un atto d’amore esterno\, salvifico. Qui\, invece\, il risveglio è un processo interno\, un ritorno all’essenza dell’essere umano che abita dietro la maschera della sovranità. È un cammino di riconnessione con la realtà e con coloro che\, nella struttura gerarchica del potere\, sono stati ignorati o soffocati. Il “bacio” simbolico non è un gesto romantico\, ma un confronto diretto con la sofferenza\, la ribellione o persino la speranza di chi la circonda. \nSleeping Queen si pone come una metafora del potere contemporaneo\, interrogandosi su come l’autorità possa trasformarsi in una prigione. È un racconto sulla vulnerabilità del potere e sul suo potenziale di rinascita: il vero risveglio non avviene attraverso la forza\, ma attraverso l’ascolto\, la compassione e il riconoscimento della propria fragilità. La regina\, alla fine\, non si risveglia per essere salvata\, ma per riscoprire se stessa come donna\, leader e\, soprattutto\, come essere umano. \nIl processo creativo di SQ si articola come un viaggio introspettivo e sociale\, dove il dialogo tra corpo\, spazio e simbolo invita lo spettatore a riflettere sul significato del potere nell’era contemporanea. Sleeping Queen non racconta solo la caduta e il risveglio di una regina\, ma diventa una parabola universale sulla necessità di trasformare il potere in uno strumento di ascolto e creazione condivisa. \nLa partitura musicale di Sleeping Queen basata per gran parte la composizione originale di Ciaikovskij si configurerà come un processo di indagine sonora in cui Jaconello decodificherà alcuni momenti della struttura originaria di Pëtr Il’ič Čajkovskij\, trasmutandola attraverso una lente contemporanea. Mauro Astolfi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/the-sleeping-queen/2026-12-06/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/SLEEPING-QUEEN.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261210T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261210T221500
DTSTAMP:20260706T120416Z
CREATED:20260706T120416Z
LAST-MODIFIED:20260706T120416Z
UID:10001853-1796936400-1796940900@cavalieridicultura.it
SUMMARY:HOSPITALITY SUITE
DESCRIPTION:di Roger Rueff\ntraduzione italiana di Paola Ponti e Paola Ermenegildo\nin accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Roger Rueff \nregia Francesco Scianna \ncon Francesco Scianna\, Sergio Romano (miglior attore protagonista David di Donatello 2026)\, Lorenzo Crovo\, Fabrizio Romano \nscene e luci Angelo Linzalata\ncostumi Stefania Cempini\nmusiche Paolo Spaccamonti\nregista assistente Luca Bargagna \nproduzione MARCHE TEATRO\, GOLDENART PRODUCTION\, Teatro Biondo Palermo\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello \ndurata 1 ora e 15 minuti atto unico \n“Hospitality Suite” è un’opera teatrale scritta da Roger Rueff\, un testo che affronta con acume e profondità i temi dell’identità\, della moralità e delle scelte di vita. Ambientata in una suite d’albergo durante una convention aziendale\, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda. \nIl dialogo serrato tra i personaggi svela a poco a poco le loro vulnerabilità\, ambizioni e illusioni\, offrendo al pubblico uno spaccato umano che va ben oltre la superficie professionale. Una riflessione attuale e potente sul lavoro\, le relazioni interpersonali e le domande esistenziali che ognuno si pone nel corso della propria vita. \n“Hospitality Suite” è uno spettacolo che tocca l’anima e il cuore dello spettatore. Un’occasione unica per vedere in scena un testo di rara profondità e attualità\, interpretato da uno degli attori più talentuosi del panorama teatrale italiano.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/hospitality-suite/2026-12-10/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
CATEGORIES:Arte e Spettacolo,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2026/07/Hospitality-Suite.jpg
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
END:VCALENDAR