BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Cavalieri di Cultura - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Cavalieri di Cultura
X-ORIGINAL-URL:https://cavalieridicultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Cavalieri di Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260124T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260124T200000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145710Z
LAST-MODIFIED:20250620T145710Z
UID:10000605-1769281200-1769284800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:AMORE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Pippo Delbono \ncon Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Aline Frazão\, Mario Intruglio\, Pedro Jóia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\nmusiche originali di Pedro Jóia e di autori vari\ncollaboratori artistici Joana Villaverde (scene)\, Elena Giampaoli (costumi)\, Orlando Bolognesi (luci)\, Tiago Bartolomeu Costa (consulenza letteraria)\nsuono Pietro Tirella\, capo macchinista Enrico Zucchelli\nregia Pippo Delbono \nproduzione Emilia Romagna Teatro ERT- Teatro Nazionale \nDurata: 1 ora senza intervallo \n«Che altro può una creatura se non amare tra creature\, amare?\nAmare e dimenticare\, amare e amar male\, amare\, decisamente\, amare?\nAmare ciò che il mare trascina alla spiaggia\, ciò che interra\, ciò che\, nella brezza marina\, è sale\, esigenza d’amore\, ansia pura?\nAmare l’inospitale\, l’aspro\, un vaso senza fiori\, un suolo di ferro\, un uccello rapace. Questo è il nostro destino: amare senza limiti. Amare la nostra carenza d’amore» \nCarlos Drummond De Andrade \n  \nIl progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo. \nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda. \nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. \n“Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura”. \nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi. \nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna. \nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \nPippo Delbono \nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”. Da oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\, La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la bataglia\, Orchidee\, Vangelo e La Gioia. Nel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018). Realizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso. Ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali e un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021. \nAline Frazão è un’artista angolana nata a Luanda nel 1988. Come cantautrice\, ha pubblicato quattro album. È autrice della colonna sonora del film angolano “Aria Condizionata” (2020). Oltre alla musica\, scrive saggi\, racconti e altre rime. \nPedro Jóia inizia a suonare la chitarra classica all’età di sette anni a Lisbona\, prima con Paulo Valente Pereira\, poi con Manuel Morais\, fino al diploma al Conservatorio Nazionale. Ha studiato chitarra flamenca con Paco Peña\, Gerardo Núñez e con Manolo Sanlúcar. Compone regolarmente per produzioni teatrali\, cinematografiche e televisive. Ha vissuto e lavorato a Rio de Janeiro\, dove ha suonato tra gli altri con Ney Matogrosso\, Simone e Gilberto Gil. Si esibisce come solista e in formazioni musicali tra cui l’Orchestra Sinfonica Portoghese\, l’Orchestra Nazionale del Venezuela\, l’Orchestra Classica di Madeira\, l’Orchestra Cinese di Macao e l’Orchestra Sinfonietta di Lisbona. Ha suonato e inciso con Mariza\, attualmente tra le più grandi interpreti di fado. Nel 2020 ha inciso l’album “Zeca” dedicato a José Afonso\, per il quale ha vinto il Premio Carlos Paredes 2021. \nMiguel Ramos è nato a Lisbona nel 1976 in una famiglia di cantanti di fado con una lunghissima tradizione. Fin da giovanissimo ha accompagnato il padre Vitor che si esibiva in numerose Case di Fado di Lisbona.\nHa iniziato la sua carriera come fadista a 14 anni presso la Casa di Fado “Os Ferreiras”. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nei principali concorsi grazie ai quali ha potuto esibirsi nelle principali case di fado in Portogallo e all’estero. Ha collaborato e suonato con i più importanti cantanti di fado professionisti. In teatro ha fatto parte del cast del musical “Amalia” di Filipe La Feria. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album “Aqui na Alma” (Tejo Music Lab). Miguel Ramos è sicuramente uno dei più grandi nomi della nuova generazione del fado. \nJoana Villaverde è nata a Lisbona nel 1970\, vive e lavora ad Avis (Portogallo). I suoi lavori sono esposti al MAAT Foundation EDP di Lisbona\, nella collezione quARTel Fernando Ribeiro\, alla Fundação Carmona e Costa di Lisbona\, nella Diocesi di Beja (Portogallo) e in numerose collezioni private in Portogallo\, Spagna\, Francia\, Belgio\, Regno Unito\, Stati Uniti e Palestina. \nTiago Bartolomeu Costa dal 2002 ha sviluppato un lavoro diversificato nel campo delle arti dello spettacolo. Come ricercatore e critico\, si è dedicato al rapporto tra linguaggio e discorso. È anche autore e si occupa di coordinare l’edizione di testi e di pubblicazioni specialistiche. In qualità di curatore culturale ha collaborato\, come ospite\, con numerose istituzioni pubbliche: il São Luiz Teatro Municipal di Lisbona\, il Théâtre de la Ville di Parigi\, il Teatro Coliseo di Porto\, la Cinemateca Portuguesa di Lisbona.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/amore/2026-01-24/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-13.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260123T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260123T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145710Z
LAST-MODIFIED:20250620T145710Z
UID:10000604-1769202000-1769205600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:AMORE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Pippo Delbono \ncon Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Aline Frazão\, Mario Intruglio\, Pedro Jóia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\nmusiche originali di Pedro Jóia e di autori vari\ncollaboratori artistici Joana Villaverde (scene)\, Elena Giampaoli (costumi)\, Orlando Bolognesi (luci)\, Tiago Bartolomeu Costa (consulenza letteraria)\nsuono Pietro Tirella\, capo macchinista Enrico Zucchelli\nregia Pippo Delbono \nproduzione Emilia Romagna Teatro ERT- Teatro Nazionale \nDurata: 1 ora senza intervallo \n«Che altro può una creatura se non amare tra creature\, amare?\nAmare e dimenticare\, amare e amar male\, amare\, decisamente\, amare?\nAmare ciò che il mare trascina alla spiaggia\, ciò che interra\, ciò che\, nella brezza marina\, è sale\, esigenza d’amore\, ansia pura?\nAmare l’inospitale\, l’aspro\, un vaso senza fiori\, un suolo di ferro\, un uccello rapace. Questo è il nostro destino: amare senza limiti. Amare la nostra carenza d’amore» \nCarlos Drummond De Andrade \n  \nIl progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo. \nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda. \nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. \n“Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura”. \nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi. \nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna. \nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \nPippo Delbono \nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”. Da oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\, La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la bataglia\, Orchidee\, Vangelo e La Gioia. Nel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018). Realizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso. Ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali e un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021. \nAline Frazão è un’artista angolana nata a Luanda nel 1988. Come cantautrice\, ha pubblicato quattro album. È autrice della colonna sonora del film angolano “Aria Condizionata” (2020). Oltre alla musica\, scrive saggi\, racconti e altre rime. \nPedro Jóia inizia a suonare la chitarra classica all’età di sette anni a Lisbona\, prima con Paulo Valente Pereira\, poi con Manuel Morais\, fino al diploma al Conservatorio Nazionale. Ha studiato chitarra flamenca con Paco Peña\, Gerardo Núñez e con Manolo Sanlúcar. Compone regolarmente per produzioni teatrali\, cinematografiche e televisive. Ha vissuto e lavorato a Rio de Janeiro\, dove ha suonato tra gli altri con Ney Matogrosso\, Simone e Gilberto Gil. Si esibisce come solista e in formazioni musicali tra cui l’Orchestra Sinfonica Portoghese\, l’Orchestra Nazionale del Venezuela\, l’Orchestra Classica di Madeira\, l’Orchestra Cinese di Macao e l’Orchestra Sinfonietta di Lisbona. Ha suonato e inciso con Mariza\, attualmente tra le più grandi interpreti di fado. Nel 2020 ha inciso l’album “Zeca” dedicato a José Afonso\, per il quale ha vinto il Premio Carlos Paredes 2021. \nMiguel Ramos è nato a Lisbona nel 1976 in una famiglia di cantanti di fado con una lunghissima tradizione. Fin da giovanissimo ha accompagnato il padre Vitor che si esibiva in numerose Case di Fado di Lisbona.\nHa iniziato la sua carriera come fadista a 14 anni presso la Casa di Fado “Os Ferreiras”. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nei principali concorsi grazie ai quali ha potuto esibirsi nelle principali case di fado in Portogallo e all’estero. Ha collaborato e suonato con i più importanti cantanti di fado professionisti. In teatro ha fatto parte del cast del musical “Amalia” di Filipe La Feria. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album “Aqui na Alma” (Tejo Music Lab). Miguel Ramos è sicuramente uno dei più grandi nomi della nuova generazione del fado. \nJoana Villaverde è nata a Lisbona nel 1970\, vive e lavora ad Avis (Portogallo). I suoi lavori sono esposti al MAAT Foundation EDP di Lisbona\, nella collezione quARTel Fernando Ribeiro\, alla Fundação Carmona e Costa di Lisbona\, nella Diocesi di Beja (Portogallo) e in numerose collezioni private in Portogallo\, Spagna\, Francia\, Belgio\, Regno Unito\, Stati Uniti e Palestina. \nTiago Bartolomeu Costa dal 2002 ha sviluppato un lavoro diversificato nel campo delle arti dello spettacolo. Come ricercatore e critico\, si è dedicato al rapporto tra linguaggio e discorso. È anche autore e si occupa di coordinare l’edizione di testi e di pubblicazioni specialistiche. In qualità di curatore culturale ha collaborato\, come ospite\, con numerose istituzioni pubbliche: il São Luiz Teatro Municipal di Lisbona\, il Théâtre de la Ville di Parigi\, il Teatro Coliseo di Porto\, la Cinemateca Portuguesa di Lisbona.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/amore/2026-01-23/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-13.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260122T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260122T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145710Z
LAST-MODIFIED:20250620T145710Z
UID:10000603-1769115600-1769119200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:AMORE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Pippo Delbono \ncon Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Aline Frazão\, Mario Intruglio\, Pedro Jóia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\nmusiche originali di Pedro Jóia e di autori vari\ncollaboratori artistici Joana Villaverde (scene)\, Elena Giampaoli (costumi)\, Orlando Bolognesi (luci)\, Tiago Bartolomeu Costa (consulenza letteraria)\nsuono Pietro Tirella\, capo macchinista Enrico Zucchelli\nregia Pippo Delbono \nproduzione Emilia Romagna Teatro ERT- Teatro Nazionale \nDurata: 1 ora senza intervallo \n«Che altro può una creatura se non amare tra creature\, amare?\nAmare e dimenticare\, amare e amar male\, amare\, decisamente\, amare?\nAmare ciò che il mare trascina alla spiaggia\, ciò che interra\, ciò che\, nella brezza marina\, è sale\, esigenza d’amore\, ansia pura?\nAmare l’inospitale\, l’aspro\, un vaso senza fiori\, un suolo di ferro\, un uccello rapace. Questo è il nostro destino: amare senza limiti. Amare la nostra carenza d’amore» \nCarlos Drummond De Andrade \n  \nIl progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo. \nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda. \nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. \n“Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura”. \nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi. \nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna. \nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \nPippo Delbono \nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”. Da oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\, La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la bataglia\, Orchidee\, Vangelo e La Gioia. Nel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018). Realizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso. Ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali e un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021. \nAline Frazão è un’artista angolana nata a Luanda nel 1988. Come cantautrice\, ha pubblicato quattro album. È autrice della colonna sonora del film angolano “Aria Condizionata” (2020). Oltre alla musica\, scrive saggi\, racconti e altre rime. \nPedro Jóia inizia a suonare la chitarra classica all’età di sette anni a Lisbona\, prima con Paulo Valente Pereira\, poi con Manuel Morais\, fino al diploma al Conservatorio Nazionale. Ha studiato chitarra flamenca con Paco Peña\, Gerardo Núñez e con Manolo Sanlúcar. Compone regolarmente per produzioni teatrali\, cinematografiche e televisive. Ha vissuto e lavorato a Rio de Janeiro\, dove ha suonato tra gli altri con Ney Matogrosso\, Simone e Gilberto Gil. Si esibisce come solista e in formazioni musicali tra cui l’Orchestra Sinfonica Portoghese\, l’Orchestra Nazionale del Venezuela\, l’Orchestra Classica di Madeira\, l’Orchestra Cinese di Macao e l’Orchestra Sinfonietta di Lisbona. Ha suonato e inciso con Mariza\, attualmente tra le più grandi interpreti di fado. Nel 2020 ha inciso l’album “Zeca” dedicato a José Afonso\, per il quale ha vinto il Premio Carlos Paredes 2021. \nMiguel Ramos è nato a Lisbona nel 1976 in una famiglia di cantanti di fado con una lunghissima tradizione. Fin da giovanissimo ha accompagnato il padre Vitor che si esibiva in numerose Case di Fado di Lisbona.\nHa iniziato la sua carriera come fadista a 14 anni presso la Casa di Fado “Os Ferreiras”. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nei principali concorsi grazie ai quali ha potuto esibirsi nelle principali case di fado in Portogallo e all’estero. Ha collaborato e suonato con i più importanti cantanti di fado professionisti. In teatro ha fatto parte del cast del musical “Amalia” di Filipe La Feria. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album “Aqui na Alma” (Tejo Music Lab). Miguel Ramos è sicuramente uno dei più grandi nomi della nuova generazione del fado. \nJoana Villaverde è nata a Lisbona nel 1970\, vive e lavora ad Avis (Portogallo). I suoi lavori sono esposti al MAAT Foundation EDP di Lisbona\, nella collezione quARTel Fernando Ribeiro\, alla Fundação Carmona e Costa di Lisbona\, nella Diocesi di Beja (Portogallo) e in numerose collezioni private in Portogallo\, Spagna\, Francia\, Belgio\, Regno Unito\, Stati Uniti e Palestina. \nTiago Bartolomeu Costa dal 2002 ha sviluppato un lavoro diversificato nel campo delle arti dello spettacolo. Come ricercatore e critico\, si è dedicato al rapporto tra linguaggio e discorso. È anche autore e si occupa di coordinare l’edizione di testi e di pubblicazioni specialistiche. In qualità di curatore culturale ha collaborato\, come ospite\, con numerose istituzioni pubbliche: il São Luiz Teatro Municipal di Lisbona\, il Théâtre de la Ville di Parigi\, il Teatro Coliseo di Porto\, la Cinemateca Portuguesa di Lisbona.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/amore/2026-01-22/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-13.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260121T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260121T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145710Z
LAST-MODIFIED:20250620T145710Z
UID:10000602-1769029200-1769032800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:AMORE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Pippo Delbono \ncon Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Aline Frazão\, Mario Intruglio\, Pedro Jóia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\nmusiche originali di Pedro Jóia e di autori vari\ncollaboratori artistici Joana Villaverde (scene)\, Elena Giampaoli (costumi)\, Orlando Bolognesi (luci)\, Tiago Bartolomeu Costa (consulenza letteraria)\nsuono Pietro Tirella\, capo macchinista Enrico Zucchelli\nregia Pippo Delbono \nproduzione Emilia Romagna Teatro ERT- Teatro Nazionale \nDurata: 1 ora senza intervallo \n«Che altro può una creatura se non amare tra creature\, amare?\nAmare e dimenticare\, amare e amar male\, amare\, decisamente\, amare?\nAmare ciò che il mare trascina alla spiaggia\, ciò che interra\, ciò che\, nella brezza marina\, è sale\, esigenza d’amore\, ansia pura?\nAmare l’inospitale\, l’aspro\, un vaso senza fiori\, un suolo di ferro\, un uccello rapace. Questo è il nostro destino: amare senza limiti. Amare la nostra carenza d’amore» \nCarlos Drummond De Andrade \n  \nIl progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo. \nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda. \nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. \n“Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura”. \nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi. \nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna. \nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \nPippo Delbono \nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”. Da oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\, La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la bataglia\, Orchidee\, Vangelo e La Gioia. Nel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018). Realizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso. Ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali e un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021. \nAline Frazão è un’artista angolana nata a Luanda nel 1988. Come cantautrice\, ha pubblicato quattro album. È autrice della colonna sonora del film angolano “Aria Condizionata” (2020). Oltre alla musica\, scrive saggi\, racconti e altre rime. \nPedro Jóia inizia a suonare la chitarra classica all’età di sette anni a Lisbona\, prima con Paulo Valente Pereira\, poi con Manuel Morais\, fino al diploma al Conservatorio Nazionale. Ha studiato chitarra flamenca con Paco Peña\, Gerardo Núñez e con Manolo Sanlúcar. Compone regolarmente per produzioni teatrali\, cinematografiche e televisive. Ha vissuto e lavorato a Rio de Janeiro\, dove ha suonato tra gli altri con Ney Matogrosso\, Simone e Gilberto Gil. Si esibisce come solista e in formazioni musicali tra cui l’Orchestra Sinfonica Portoghese\, l’Orchestra Nazionale del Venezuela\, l’Orchestra Classica di Madeira\, l’Orchestra Cinese di Macao e l’Orchestra Sinfonietta di Lisbona. Ha suonato e inciso con Mariza\, attualmente tra le più grandi interpreti di fado. Nel 2020 ha inciso l’album “Zeca” dedicato a José Afonso\, per il quale ha vinto il Premio Carlos Paredes 2021. \nMiguel Ramos è nato a Lisbona nel 1976 in una famiglia di cantanti di fado con una lunghissima tradizione. Fin da giovanissimo ha accompagnato il padre Vitor che si esibiva in numerose Case di Fado di Lisbona.\nHa iniziato la sua carriera come fadista a 14 anni presso la Casa di Fado “Os Ferreiras”. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nei principali concorsi grazie ai quali ha potuto esibirsi nelle principali case di fado in Portogallo e all’estero. Ha collaborato e suonato con i più importanti cantanti di fado professionisti. In teatro ha fatto parte del cast del musical “Amalia” di Filipe La Feria. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album “Aqui na Alma” (Tejo Music Lab). Miguel Ramos è sicuramente uno dei più grandi nomi della nuova generazione del fado. \nJoana Villaverde è nata a Lisbona nel 1970\, vive e lavora ad Avis (Portogallo). I suoi lavori sono esposti al MAAT Foundation EDP di Lisbona\, nella collezione quARTel Fernando Ribeiro\, alla Fundação Carmona e Costa di Lisbona\, nella Diocesi di Beja (Portogallo) e in numerose collezioni private in Portogallo\, Spagna\, Francia\, Belgio\, Regno Unito\, Stati Uniti e Palestina. \nTiago Bartolomeu Costa dal 2002 ha sviluppato un lavoro diversificato nel campo delle arti dello spettacolo. Come ricercatore e critico\, si è dedicato al rapporto tra linguaggio e discorso. È anche autore e si occupa di coordinare l’edizione di testi e di pubblicazioni specialistiche. In qualità di curatore culturale ha collaborato\, come ospite\, con numerose istituzioni pubbliche: il São Luiz Teatro Municipal di Lisbona\, il Théâtre de la Ville di Parigi\, il Teatro Coliseo di Porto\, la Cinemateca Portuguesa di Lisbona.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/amore/2026-01-21/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-13.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260120T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260120T170000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145710Z
LAST-MODIFIED:20250620T145710Z
UID:10000601-1768896000-1768928400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:AMORE
DESCRIPTION:uno spettacolo di Pippo Delbono \ncon Dolly Albertin\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Aline Frazão\, Mario Intruglio\, Pedro Jóia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\nmusiche originali di Pedro Jóia e di autori vari\ncollaboratori artistici Joana Villaverde (scene)\, Elena Giampaoli (costumi)\, Orlando Bolognesi (luci)\, Tiago Bartolomeu Costa (consulenza letteraria)\nsuono Pietro Tirella\, capo macchinista Enrico Zucchelli\nregia Pippo Delbono \nproduzione Emilia Romagna Teatro ERT- Teatro Nazionale \nDurata: 1 ora senza intervallo \n«Che altro può una creatura se non amare tra creature\, amare?\nAmare e dimenticare\, amare e amar male\, amare\, decisamente\, amare?\nAmare ciò che il mare trascina alla spiaggia\, ciò che interra\, ciò che\, nella brezza marina\, è sale\, esigenza d’amore\, ansia pura?\nAmare l’inospitale\, l’aspro\, un vaso senza fiori\, un suolo di ferro\, un uccello rapace. Questo è il nostro destino: amare senza limiti. Amare la nostra carenza d’amore» \nCarlos Drummond De Andrade \n  \nIl progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo. \nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda. \nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. \n“Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura”. \nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi. \nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna. \nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \nPippo Delbono \nAutore\, attore e regista\, Pippo Delbono nasce a Varazze nel 1959. Negli anni ‘80 fonda la Compagnia Pippo Delbono\, dando vita a numerosi spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo. L’incontro con persone in situazioni di emarginazione e diversità determina una svolta nella sua ricerca. Nasce così Barboni – Premio Speciale UBU nel 1997 “per una ricerca condotta tra arte e vita”. Da oltre vent’anni gli spettacoli realizzati con la sua Compagnia in un flusso di ricerca continua fra teatro\, poesia\, musica\, cinema e danza\, sono presentati in prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo\, inclusi il Festival d’Avignon\, la Biennale di Venezia\, l’Holland Festival\, l’Hong Kong Arts Festival\, il Festival de Otoño\, il Festival Grec di Barcellona\, il Theater Spektakel di Zurigo\, il Wiener Festwochen\, il Festival TransAmeriques di Montréal: Il tempo degli assassini\, La rabbia\, Guerra\, Esodo\, Gente di plastica\, Urlo\, Il silenzio\, Racconti di giugno\, Questo buio feroce\, La menzogna\, Dopo la bataglia\, Orchidee\, Vangelo e La Gioia. Nel 2003 Delbono realizza il film Guerra (Mostra del Cinema di Venezia e Miglior film documentario David di Donatello 2004); a seguire: Grido (2006)\, La paura (Festival di Locarno 2009)\, Amore carne (68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2011)\, Blue Sofa (miglior film alla 32° edizione del Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand)\, Sangue (66° Festival di Locarno)\, La Visite-Versailles (2016) e Vangelo (2017). Nella lirica ha firmato le regie: Studio per Obra Maestra (Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto 2007)\, Don Giovanni (Teatr Wielki di Poznan\, Polonia 2014)\, Cavalleria rusticana e Madama Butterfly (Teatro San Carlo di Napoli 2012 e 2014)\, La Passione secondo Giovanni (Teatro Massimo di Palermo 2017) e I Pagliacci (Opera di Roma 2018). Realizza con grandi musicisti i concerti: Amore e carne con Alexander Balanescu\, Il sangue sull’Edipo di Sofocle con Petra Magoni\, Bestemmia d’amore con Enzo Avitabile e La notte con Piero Corso. Ha pubblicato Barboni – Il teatro di Pippo Delbono\, Racconti di giugno\, Corpi senza menzogna\, Dopo la battaglia – scritti poetico-politici\, Sangue. Dialogo tra un artista buddista e un ex terrorista tornato in libertà\, L’uomo che cadde sulla terra\, Le don de soi. Ha ottenuto il Premio Speciale Ubu per Barboni\, il Premio della Critica per Guerra\, i Premi Olimpici per Gente di plastica e Urlo\, a Wroclaw\, Polonia (2009)\, il Premio Europa per le nuove realtà teatrali e un Premio alla Carriera all’International Theatre Festival IKSV di Istanbul nel 2021. \nAline Frazão è un’artista angolana nata a Luanda nel 1988. Come cantautrice\, ha pubblicato quattro album. È autrice della colonna sonora del film angolano “Aria Condizionata” (2020). Oltre alla musica\, scrive saggi\, racconti e altre rime. \nPedro Jóia inizia a suonare la chitarra classica all’età di sette anni a Lisbona\, prima con Paulo Valente Pereira\, poi con Manuel Morais\, fino al diploma al Conservatorio Nazionale. Ha studiato chitarra flamenca con Paco Peña\, Gerardo Núñez e con Manolo Sanlúcar. Compone regolarmente per produzioni teatrali\, cinematografiche e televisive. Ha vissuto e lavorato a Rio de Janeiro\, dove ha suonato tra gli altri con Ney Matogrosso\, Simone e Gilberto Gil. Si esibisce come solista e in formazioni musicali tra cui l’Orchestra Sinfonica Portoghese\, l’Orchestra Nazionale del Venezuela\, l’Orchestra Classica di Madeira\, l’Orchestra Cinese di Macao e l’Orchestra Sinfonietta di Lisbona. Ha suonato e inciso con Mariza\, attualmente tra le più grandi interpreti di fado. Nel 2020 ha inciso l’album “Zeca” dedicato a José Afonso\, per il quale ha vinto il Premio Carlos Paredes 2021. \nMiguel Ramos è nato a Lisbona nel 1976 in una famiglia di cantanti di fado con una lunghissima tradizione. Fin da giovanissimo ha accompagnato il padre Vitor che si esibiva in numerose Case di Fado di Lisbona.\nHa iniziato la sua carriera come fadista a 14 anni presso la Casa di Fado “Os Ferreiras”. Ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nei principali concorsi grazie ai quali ha potuto esibirsi nelle principali case di fado in Portogallo e all’estero. Ha collaborato e suonato con i più importanti cantanti di fado professionisti. In teatro ha fatto parte del cast del musical “Amalia” di Filipe La Feria. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album “Aqui na Alma” (Tejo Music Lab). Miguel Ramos è sicuramente uno dei più grandi nomi della nuova generazione del fado. \nJoana Villaverde è nata a Lisbona nel 1970\, vive e lavora ad Avis (Portogallo). I suoi lavori sono esposti al MAAT Foundation EDP di Lisbona\, nella collezione quARTel Fernando Ribeiro\, alla Fundação Carmona e Costa di Lisbona\, nella Diocesi di Beja (Portogallo) e in numerose collezioni private in Portogallo\, Spagna\, Francia\, Belgio\, Regno Unito\, Stati Uniti e Palestina. \nTiago Bartolomeu Costa dal 2002 ha sviluppato un lavoro diversificato nel campo delle arti dello spettacolo. Come ricercatore e critico\, si è dedicato al rapporto tra linguaggio e discorso. È anche autore e si occupa di coordinare l’edizione di testi e di pubblicazioni specialistiche. In qualità di curatore culturale ha collaborato\, come ospite\, con numerose istituzioni pubbliche: il São Luiz Teatro Municipal di Lisbona\, il Théâtre de la Ville di Parigi\, il Teatro Coliseo di Porto\, la Cinemateca Portuguesa di Lisbona.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/amore/2026-01-20/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-13.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251222T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251222T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T144751Z
LAST-MODIFIED:20250620T144751Z
UID:10000596-1766437200-1766440800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LE GRANDI COLONNE SONORE 2
DESCRIPTION:M° Paolo Vivaldi dirige l’Orchestra Giovanile di Roma \nomaggio a Nino Rota\, Ennio Morricone\, Ryūichi Sakamoto e altri.  \nDopo il grande successo dello scorso anno proponiamo una nuova edizione del concerto con l’esecuzione sinfonica delle più celebri colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema\, verranno eseguite e introdotte da una breve introduzione del Maestro Vivaldi che ne spiegherà la loro attinenza al film e le loro caratteristiche espressive Il concerto sarà eseguito con il supporto delle immagini dei film sullo schermo
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/le-grandi-colonne-sonore-2/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-11.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251218T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251218T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000595-1766091600-1766097000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-18/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251218T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251218T180000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145226Z
LAST-MODIFIED:20250620T145226Z
UID:10000600-1766077200-1766080800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:WONDER WOMAN
DESCRIPTION:di Antonio Latella e Federico Bellini \nregia Antonio Latella\ncon Maria Chiara Arrighini\, Giulia Heathfield Di Renzi\, Chiara Ferrara\, Beatrice Verzotti\nCostumi Simona D’amico\nMusiche e suono Franco Visioli\nMovimenti Francesco Manetti e Isacco Venturini \nproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Stabilemobile \nDurata 80 minuti \nNel 2015\, ad Ancona\, una ragazza peruviana è con ogni probabilità vittima di uno stupro di gruppo; con una sentenza che suscitò molto scalpore\, le giudici della Corte d’Appello chiamate ad emettere una sentenza sul fatto decisero di assolvere gli imputati con motivazioni quantomeno discutibili. Secondo le giudici\, la ragazza risultava “troppo mascolina” per essere attraente e causa di violenza sessuale. La Corte di Cassazione\, fortunatamente\, ha ribaltato il giudizio condannando i ragazzi autori dello stupro; eppure rimane nella memoria il precedente indelebile di un giudizio emesso per ragioni che fanno riferimento all’estetica della vittima\, in un singolare rovesciamento in cui pare che la vittima stessa sia in pratica l’imputato\, come fosse colpevole del proprio aspetto. \nLo spettacolo si muove da questa vicenda ripercorrendone i contenuti essenziali e affidando a quattro giovani donne il racconto\, immaginato e teatralizzato\, del caso giudiziario; Vichingo\, questo il soprannome con cui\, nella realtà\,  era chiamata dai ragazzi la vittima\, diviene qui una Wonder Woman contemporanea in lotta per ristabilire una verità che viene continuamente negata\, dove ogni incontro\, dai poliziotti di quartiere alle giudici stesse\, finisce per rafforzare l’idea di una comunità in cui non c’è spazio né per la pietà né tantomeno per la giustizia stessa. Un flusso di parole senza interruzioni che corre\, palpita e a volte quasi s’arresta come il cuore della ragazza\, sottoposta a continui interrogatori\, richieste\, spiegazioni che la violenza subita non può rendere coerenti\, logiche e senza contraddizioni. Eppure\, come la Wonder Woman disegnata e creata da William Marston\, l’eroina di questo racconto teatrale non si darà mai per vinta\, forte della propria volontà interiore\, qui metaforicamente simboleggiata dal lazo della verità\, l’arma che costringe chiunque ne venga avvolto a non mentire. Lo stesso Marston che\, oltre ad aver creato il fumetto della super-eroina figlia delle Amazzoni\, è conosciuto per aver brevettato la cosiddetta “macchina della verità”; lo sforzo di una vita tesa a individuare le storture della società cercando di risolvere\, se non di rimuovere\, quel confine spesso troppo arbitrario tra verità e menzogna. \nAntonio Latella e Federico Bellini \n  \nWONDER WOMAN – note di drammaturgia  \nIspirato a un fatto di cronaca realmente accaduto\, “Wonder Woman” ripercorre la vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza dove gli imputati vennero assolti in secondo grado di giudizio\, grazie a criteri assai discutibili quali l’estetica della giovane donna. La scrittura del testo si muove provando a ricostruire con l’immaginazione non solo il fatto in sé\, quanto i continui ostacoli affrontati dalla ragazza per provare ad affermare la propria verità; un flusso di parole\, spesso senza punteggiatura\, che pare assecondare il ritmo\, il battito cardiaco e il susseguirsi dei pensieri della giovane\, sottoposta a interrogatori o richieste che sembrano non tener conto del trauma subito e del dolore provato. L’intera vicenda contribuisce a creare una sorta di eroina contemporanea\, una Wonder Woman che\, come nel fumetto creato da William Marston\, sembra essere parte di quelle Amazzoni costrette a combattere contro gli uomini oppressori guidati da Ercole. Una donna guerriera dei nostri tempi che non esita a denunciare i propri assalitori e a farsi carico della fatica e della sofferenza che provoca ogni tentativo di far emergere l’autenticità dei fatti\, come ben sapeva William Marston stesso\, a cui si deve\, oltre all’invenzione di Wonder Woman\, la creazione della cosiddetta macchina della verità.  Seguendo queste linee guida\, il testo diviene quasi un nastro di registrazione che di continuo si arresta e si riavvolge per tornare al punto di partenza\, accettando e raccogliendo in sé anche le contraddizioni che caratterizzano quasi ogni deposizione\, in un contesto anche sociale dove la ricerca della verità\, più che promossa\, pare piuttosto scoraggiata o strumentalizzata. In questo modo\, il testo prova a mettere su un ideale banco degli imputati non soltanto gli autori stessi del crimine qui citato\, quanto un’intera comunità\, media inclusi\, che non riesce ad evitare di muoversi tra due estremi\, l’omertà o la spettacolarizzazione del dolore.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/wonder-woman/2025-12-18/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-12.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251217T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251217T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000594-1766005200-1766010600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-17/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251217T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251217T200000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145226Z
LAST-MODIFIED:20250620T145226Z
UID:10000599-1765998000-1766001600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:WONDER WOMAN
DESCRIPTION:di Antonio Latella e Federico Bellini \nregia Antonio Latella\ncon Maria Chiara Arrighini\, Giulia Heathfield Di Renzi\, Chiara Ferrara\, Beatrice Verzotti\nCostumi Simona D’amico\nMusiche e suono Franco Visioli\nMovimenti Francesco Manetti e Isacco Venturini \nproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Stabilemobile \nDurata 80 minuti \nNel 2015\, ad Ancona\, una ragazza peruviana è con ogni probabilità vittima di uno stupro di gruppo; con una sentenza che suscitò molto scalpore\, le giudici della Corte d’Appello chiamate ad emettere una sentenza sul fatto decisero di assolvere gli imputati con motivazioni quantomeno discutibili. Secondo le giudici\, la ragazza risultava “troppo mascolina” per essere attraente e causa di violenza sessuale. La Corte di Cassazione\, fortunatamente\, ha ribaltato il giudizio condannando i ragazzi autori dello stupro; eppure rimane nella memoria il precedente indelebile di un giudizio emesso per ragioni che fanno riferimento all’estetica della vittima\, in un singolare rovesciamento in cui pare che la vittima stessa sia in pratica l’imputato\, come fosse colpevole del proprio aspetto. \nLo spettacolo si muove da questa vicenda ripercorrendone i contenuti essenziali e affidando a quattro giovani donne il racconto\, immaginato e teatralizzato\, del caso giudiziario; Vichingo\, questo il soprannome con cui\, nella realtà\,  era chiamata dai ragazzi la vittima\, diviene qui una Wonder Woman contemporanea in lotta per ristabilire una verità che viene continuamente negata\, dove ogni incontro\, dai poliziotti di quartiere alle giudici stesse\, finisce per rafforzare l’idea di una comunità in cui non c’è spazio né per la pietà né tantomeno per la giustizia stessa. Un flusso di parole senza interruzioni che corre\, palpita e a volte quasi s’arresta come il cuore della ragazza\, sottoposta a continui interrogatori\, richieste\, spiegazioni che la violenza subita non può rendere coerenti\, logiche e senza contraddizioni. Eppure\, come la Wonder Woman disegnata e creata da William Marston\, l’eroina di questo racconto teatrale non si darà mai per vinta\, forte della propria volontà interiore\, qui metaforicamente simboleggiata dal lazo della verità\, l’arma che costringe chiunque ne venga avvolto a non mentire. Lo stesso Marston che\, oltre ad aver creato il fumetto della super-eroina figlia delle Amazzoni\, è conosciuto per aver brevettato la cosiddetta “macchina della verità”; lo sforzo di una vita tesa a individuare le storture della società cercando di risolvere\, se non di rimuovere\, quel confine spesso troppo arbitrario tra verità e menzogna. \nAntonio Latella e Federico Bellini \n  \nWONDER WOMAN – note di drammaturgia  \nIspirato a un fatto di cronaca realmente accaduto\, “Wonder Woman” ripercorre la vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza dove gli imputati vennero assolti in secondo grado di giudizio\, grazie a criteri assai discutibili quali l’estetica della giovane donna. La scrittura del testo si muove provando a ricostruire con l’immaginazione non solo il fatto in sé\, quanto i continui ostacoli affrontati dalla ragazza per provare ad affermare la propria verità; un flusso di parole\, spesso senza punteggiatura\, che pare assecondare il ritmo\, il battito cardiaco e il susseguirsi dei pensieri della giovane\, sottoposta a interrogatori o richieste che sembrano non tener conto del trauma subito e del dolore provato. L’intera vicenda contribuisce a creare una sorta di eroina contemporanea\, una Wonder Woman che\, come nel fumetto creato da William Marston\, sembra essere parte di quelle Amazzoni costrette a combattere contro gli uomini oppressori guidati da Ercole. Una donna guerriera dei nostri tempi che non esita a denunciare i propri assalitori e a farsi carico della fatica e della sofferenza che provoca ogni tentativo di far emergere l’autenticità dei fatti\, come ben sapeva William Marston stesso\, a cui si deve\, oltre all’invenzione di Wonder Woman\, la creazione della cosiddetta macchina della verità.  Seguendo queste linee guida\, il testo diviene quasi un nastro di registrazione che di continuo si arresta e si riavvolge per tornare al punto di partenza\, accettando e raccogliendo in sé anche le contraddizioni che caratterizzano quasi ogni deposizione\, in un contesto anche sociale dove la ricerca della verità\, più che promossa\, pare piuttosto scoraggiata o strumentalizzata. In questo modo\, il testo prova a mettere su un ideale banco degli imputati non soltanto gli autori stessi del crimine qui citato\, quanto un’intera comunità\, media inclusi\, che non riesce ad evitare di muoversi tra due estremi\, l’omertà o la spettacolarizzazione del dolore.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/wonder-woman/2025-12-17/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-12.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251216T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251216T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000593-1765918800-1765924200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-16/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251216T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251216T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145226Z
LAST-MODIFIED:20250620T145226Z
UID:10000598-1765918800-1765922400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:WONDER WOMAN
DESCRIPTION:di Antonio Latella e Federico Bellini \nregia Antonio Latella\ncon Maria Chiara Arrighini\, Giulia Heathfield Di Renzi\, Chiara Ferrara\, Beatrice Verzotti\nCostumi Simona D’amico\nMusiche e suono Franco Visioli\nMovimenti Francesco Manetti e Isacco Venturini \nproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Stabilemobile \nDurata 80 minuti \nNel 2015\, ad Ancona\, una ragazza peruviana è con ogni probabilità vittima di uno stupro di gruppo; con una sentenza che suscitò molto scalpore\, le giudici della Corte d’Appello chiamate ad emettere una sentenza sul fatto decisero di assolvere gli imputati con motivazioni quantomeno discutibili. Secondo le giudici\, la ragazza risultava “troppo mascolina” per essere attraente e causa di violenza sessuale. La Corte di Cassazione\, fortunatamente\, ha ribaltato il giudizio condannando i ragazzi autori dello stupro; eppure rimane nella memoria il precedente indelebile di un giudizio emesso per ragioni che fanno riferimento all’estetica della vittima\, in un singolare rovesciamento in cui pare che la vittima stessa sia in pratica l’imputato\, come fosse colpevole del proprio aspetto. \nLo spettacolo si muove da questa vicenda ripercorrendone i contenuti essenziali e affidando a quattro giovani donne il racconto\, immaginato e teatralizzato\, del caso giudiziario; Vichingo\, questo il soprannome con cui\, nella realtà\,  era chiamata dai ragazzi la vittima\, diviene qui una Wonder Woman contemporanea in lotta per ristabilire una verità che viene continuamente negata\, dove ogni incontro\, dai poliziotti di quartiere alle giudici stesse\, finisce per rafforzare l’idea di una comunità in cui non c’è spazio né per la pietà né tantomeno per la giustizia stessa. Un flusso di parole senza interruzioni che corre\, palpita e a volte quasi s’arresta come il cuore della ragazza\, sottoposta a continui interrogatori\, richieste\, spiegazioni che la violenza subita non può rendere coerenti\, logiche e senza contraddizioni. Eppure\, come la Wonder Woman disegnata e creata da William Marston\, l’eroina di questo racconto teatrale non si darà mai per vinta\, forte della propria volontà interiore\, qui metaforicamente simboleggiata dal lazo della verità\, l’arma che costringe chiunque ne venga avvolto a non mentire. Lo stesso Marston che\, oltre ad aver creato il fumetto della super-eroina figlia delle Amazzoni\, è conosciuto per aver brevettato la cosiddetta “macchina della verità”; lo sforzo di una vita tesa a individuare le storture della società cercando di risolvere\, se non di rimuovere\, quel confine spesso troppo arbitrario tra verità e menzogna. \nAntonio Latella e Federico Bellini \n  \nWONDER WOMAN – note di drammaturgia  \nIspirato a un fatto di cronaca realmente accaduto\, “Wonder Woman” ripercorre la vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza dove gli imputati vennero assolti in secondo grado di giudizio\, grazie a criteri assai discutibili quali l’estetica della giovane donna. La scrittura del testo si muove provando a ricostruire con l’immaginazione non solo il fatto in sé\, quanto i continui ostacoli affrontati dalla ragazza per provare ad affermare la propria verità; un flusso di parole\, spesso senza punteggiatura\, che pare assecondare il ritmo\, il battito cardiaco e il susseguirsi dei pensieri della giovane\, sottoposta a interrogatori o richieste che sembrano non tener conto del trauma subito e del dolore provato. L’intera vicenda contribuisce a creare una sorta di eroina contemporanea\, una Wonder Woman che\, come nel fumetto creato da William Marston\, sembra essere parte di quelle Amazzoni costrette a combattere contro gli uomini oppressori guidati da Ercole. Una donna guerriera dei nostri tempi che non esita a denunciare i propri assalitori e a farsi carico della fatica e della sofferenza che provoca ogni tentativo di far emergere l’autenticità dei fatti\, come ben sapeva William Marston stesso\, a cui si deve\, oltre all’invenzione di Wonder Woman\, la creazione della cosiddetta macchina della verità.  Seguendo queste linee guida\, il testo diviene quasi un nastro di registrazione che di continuo si arresta e si riavvolge per tornare al punto di partenza\, accettando e raccogliendo in sé anche le contraddizioni che caratterizzano quasi ogni deposizione\, in un contesto anche sociale dove la ricerca della verità\, più che promossa\, pare piuttosto scoraggiata o strumentalizzata. In questo modo\, il testo prova a mettere su un ideale banco degli imputati non soltanto gli autori stessi del crimine qui citato\, quanto un’intera comunità\, media inclusi\, che non riesce ad evitare di muoversi tra due estremi\, l’omertà o la spettacolarizzazione del dolore.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/wonder-woman/2025-12-16/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-12.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251215T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251215T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T145226Z
LAST-MODIFIED:20250620T145226Z
UID:10000597-1765832400-1765836000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:WONDER WOMAN
DESCRIPTION:di Antonio Latella e Federico Bellini \nregia Antonio Latella\ncon Maria Chiara Arrighini\, Giulia Heathfield Di Renzi\, Chiara Ferrara\, Beatrice Verzotti\nCostumi Simona D’amico\nMusiche e suono Franco Visioli\nMovimenti Francesco Manetti e Isacco Venturini \nproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Stabilemobile \nDurata 80 minuti \nNel 2015\, ad Ancona\, una ragazza peruviana è con ogni probabilità vittima di uno stupro di gruppo; con una sentenza che suscitò molto scalpore\, le giudici della Corte d’Appello chiamate ad emettere una sentenza sul fatto decisero di assolvere gli imputati con motivazioni quantomeno discutibili. Secondo le giudici\, la ragazza risultava “troppo mascolina” per essere attraente e causa di violenza sessuale. La Corte di Cassazione\, fortunatamente\, ha ribaltato il giudizio condannando i ragazzi autori dello stupro; eppure rimane nella memoria il precedente indelebile di un giudizio emesso per ragioni che fanno riferimento all’estetica della vittima\, in un singolare rovesciamento in cui pare che la vittima stessa sia in pratica l’imputato\, come fosse colpevole del proprio aspetto. \nLo spettacolo si muove da questa vicenda ripercorrendone i contenuti essenziali e affidando a quattro giovani donne il racconto\, immaginato e teatralizzato\, del caso giudiziario; Vichingo\, questo il soprannome con cui\, nella realtà\,  era chiamata dai ragazzi la vittima\, diviene qui una Wonder Woman contemporanea in lotta per ristabilire una verità che viene continuamente negata\, dove ogni incontro\, dai poliziotti di quartiere alle giudici stesse\, finisce per rafforzare l’idea di una comunità in cui non c’è spazio né per la pietà né tantomeno per la giustizia stessa. Un flusso di parole senza interruzioni che corre\, palpita e a volte quasi s’arresta come il cuore della ragazza\, sottoposta a continui interrogatori\, richieste\, spiegazioni che la violenza subita non può rendere coerenti\, logiche e senza contraddizioni. Eppure\, come la Wonder Woman disegnata e creata da William Marston\, l’eroina di questo racconto teatrale non si darà mai per vinta\, forte della propria volontà interiore\, qui metaforicamente simboleggiata dal lazo della verità\, l’arma che costringe chiunque ne venga avvolto a non mentire. Lo stesso Marston che\, oltre ad aver creato il fumetto della super-eroina figlia delle Amazzoni\, è conosciuto per aver brevettato la cosiddetta “macchina della verità”; lo sforzo di una vita tesa a individuare le storture della società cercando di risolvere\, se non di rimuovere\, quel confine spesso troppo arbitrario tra verità e menzogna. \nAntonio Latella e Federico Bellini \n  \nWONDER WOMAN – note di drammaturgia  \nIspirato a un fatto di cronaca realmente accaduto\, “Wonder Woman” ripercorre la vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza dove gli imputati vennero assolti in secondo grado di giudizio\, grazie a criteri assai discutibili quali l’estetica della giovane donna. La scrittura del testo si muove provando a ricostruire con l’immaginazione non solo il fatto in sé\, quanto i continui ostacoli affrontati dalla ragazza per provare ad affermare la propria verità; un flusso di parole\, spesso senza punteggiatura\, che pare assecondare il ritmo\, il battito cardiaco e il susseguirsi dei pensieri della giovane\, sottoposta a interrogatori o richieste che sembrano non tener conto del trauma subito e del dolore provato. L’intera vicenda contribuisce a creare una sorta di eroina contemporanea\, una Wonder Woman che\, come nel fumetto creato da William Marston\, sembra essere parte di quelle Amazzoni costrette a combattere contro gli uomini oppressori guidati da Ercole. Una donna guerriera dei nostri tempi che non esita a denunciare i propri assalitori e a farsi carico della fatica e della sofferenza che provoca ogni tentativo di far emergere l’autenticità dei fatti\, come ben sapeva William Marston stesso\, a cui si deve\, oltre all’invenzione di Wonder Woman\, la creazione della cosiddetta macchina della verità.  Seguendo queste linee guida\, il testo diviene quasi un nastro di registrazione che di continuo si arresta e si riavvolge per tornare al punto di partenza\, accettando e raccogliendo in sé anche le contraddizioni che caratterizzano quasi ogni deposizione\, in un contesto anche sociale dove la ricerca della verità\, più che promossa\, pare piuttosto scoraggiata o strumentalizzata. In questo modo\, il testo prova a mettere su un ideale banco degli imputati non soltanto gli autori stessi del crimine qui citato\, quanto un’intera comunità\, media inclusi\, che non riesce ad evitare di muoversi tra due estremi\, l’omertà o la spettacolarizzazione del dolore.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/wonder-woman/2025-12-15/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-12.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251214T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251214T183000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000592-1765731600-1765737000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-14/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251213T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251213T203000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000591-1765652400-1765657800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-13/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251212T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251212T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000590-1765573200-1765578600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-12/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251211T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251211T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000589-1765486800-1765492200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-11/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251210T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251210T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000588-1765400400-1765405800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-10/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251209T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251209T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000587-1765314000-1765319400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-09/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251207T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251207T183000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000586-1765126800-1765132200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-07/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251206T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251206T203000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000585-1765047600-1765053000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-06/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251205T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251205T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000584-1764968400-1764973800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-05/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251204T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251204T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000583-1764882000-1764887400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-04/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251203T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251203T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000582-1764795600-1764801000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-03/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251202T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251202T223000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T141115Z
LAST-MODIFIED:20250620T141115Z
UID:10000581-1764709200-1764714600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:METADIETRO
DESCRIPTION:di Flavia Mastrella Antonio Rezza  \ncon Antonio Rezza\ne con Daniele Cavaioli\nhabitat Flavia Mastrella\n(mai) scritto da Antonio Rezza\nassistente alla creazione Massimo Camilli\nluci e tecnica Alice Mollica\nvoci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci\nmontaggio traccia sonora Barbara Faonio\nmix traccia sonora Stefano Falcone\nmacchinista Eughenij Razzeca\norganizzazione generale Tamara Viola\, Stefania Saltarelli\nmetalli Cisall\nfoto Flavia Mastrella\nAnnalisa Gonnella\, Giulio Mazzi\nufficio stampa Artinconnessione \nuna produzione\nLa Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella \nL’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole\, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio\, che non è la migrazione di un popolo\, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. \nE vissero tutti relitti e portenti. \nTornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata\, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia\, un ecopentagono provoca il vuoto\, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e\, nonostante tutto\, la realtà non è mai uniforme\, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. \nLa crudeltà tecnologica permea l’essere vivente. \nÈ la scomparsa dell’eroe.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/metadietro/2025-12-02/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-10.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251130T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251130T180000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T140128Z
LAST-MODIFIED:20250620T140128Z
UID:10000580-1764522000-1764525600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ANTIGONE
DESCRIPTION:di Jean Anouilh\nadattamento di Roberto Latini \npersonaggi e interpreti\nSilvia Battaglio – ISMENE\nIlaria Drago – EMONE\nManuela Kustermann – LA NUTRICE\nRoberto Latini – ANTIGONE\nFrancesca Mazza – CREONTE \nscene Gregorio Zurla\ncostumi Gianluca Sbicca\nmusica e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\nin collaborazione con Bàste Sartoria \nregia Roberto Latini \nproduzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale  \nPRIMA NAZIONALE Anfiteatro Ostia Antica 18-19 luglio 2025 \nAntigone è nel destino del Teatro di ogni tempo.\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione.\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci.\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura.\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore.\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto.\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro.\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, la misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima.\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori.\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla.\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro.\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce.\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte.\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza.\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire.\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi.\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso.\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \nA Teatro parliamo sempre di questo:\nEssere uomini o essere umani.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/antigone/2025-11-30/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-9.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251129T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251129T200000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T140128Z
LAST-MODIFIED:20250620T140128Z
UID:10000579-1764442800-1764446400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ANTIGONE
DESCRIPTION:di Jean Anouilh\nadattamento di Roberto Latini \npersonaggi e interpreti\nSilvia Battaglio – ISMENE\nIlaria Drago – EMONE\nManuela Kustermann – LA NUTRICE\nRoberto Latini – ANTIGONE\nFrancesca Mazza – CREONTE \nscene Gregorio Zurla\ncostumi Gianluca Sbicca\nmusica e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\nin collaborazione con Bàste Sartoria \nregia Roberto Latini \nproduzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale  \nPRIMA NAZIONALE Anfiteatro Ostia Antica 18-19 luglio 2025 \nAntigone è nel destino del Teatro di ogni tempo.\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione.\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci.\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura.\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore.\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto.\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro.\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, la misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima.\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori.\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla.\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro.\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce.\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte.\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza.\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire.\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi.\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso.\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \nA Teatro parliamo sempre di questo:\nEssere uomini o essere umani.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/antigone/2025-11-29/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-9.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251128T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251128T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T140128Z
LAST-MODIFIED:20250620T140128Z
UID:10000578-1764363600-1764367200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ANTIGONE
DESCRIPTION:di Jean Anouilh\nadattamento di Roberto Latini \npersonaggi e interpreti\nSilvia Battaglio – ISMENE\nIlaria Drago – EMONE\nManuela Kustermann – LA NUTRICE\nRoberto Latini – ANTIGONE\nFrancesca Mazza – CREONTE \nscene Gregorio Zurla\ncostumi Gianluca Sbicca\nmusica e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\nin collaborazione con Bàste Sartoria \nregia Roberto Latini \nproduzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale  \nPRIMA NAZIONALE Anfiteatro Ostia Antica 18-19 luglio 2025 \nAntigone è nel destino del Teatro di ogni tempo.\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione.\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci.\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura.\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore.\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto.\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro.\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, la misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima.\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori.\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla.\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro.\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce.\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte.\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza.\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire.\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi.\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso.\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \nA Teatro parliamo sempre di questo:\nEssere uomini o essere umani.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/antigone/2025-11-28/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-9.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251127T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251127T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T140128Z
LAST-MODIFIED:20250620T140128Z
UID:10000577-1764277200-1764280800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ANTIGONE
DESCRIPTION:di Jean Anouilh\nadattamento di Roberto Latini \npersonaggi e interpreti\nSilvia Battaglio – ISMENE\nIlaria Drago – EMONE\nManuela Kustermann – LA NUTRICE\nRoberto Latini – ANTIGONE\nFrancesca Mazza – CREONTE \nscene Gregorio Zurla\ncostumi Gianluca Sbicca\nmusica e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\nin collaborazione con Bàste Sartoria \nregia Roberto Latini \nproduzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale  \nPRIMA NAZIONALE Anfiteatro Ostia Antica 18-19 luglio 2025 \nAntigone è nel destino del Teatro di ogni tempo.\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione.\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci.\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura.\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore.\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto.\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro.\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, la misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima.\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori.\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla.\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro.\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce.\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte.\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza.\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire.\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi.\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso.\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \nA Teatro parliamo sempre di questo:\nEssere uomini o essere umani.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/antigone/2025-11-27/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-9.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251126T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251126T220000
DTSTAMP:20260411T125207
CREATED:20250620T140128Z
LAST-MODIFIED:20250620T140128Z
UID:10000576-1764190800-1764194400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ANTIGONE
DESCRIPTION:di Jean Anouilh\nadattamento di Roberto Latini \npersonaggi e interpreti\nSilvia Battaglio – ISMENE\nIlaria Drago – EMONE\nManuela Kustermann – LA NUTRICE\nRoberto Latini – ANTIGONE\nFrancesca Mazza – CREONTE \nscene Gregorio Zurla\ncostumi Gianluca Sbicca\nmusica e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\nin collaborazione con Bàste Sartoria \nregia Roberto Latini \nproduzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale  \nPRIMA NAZIONALE Anfiteatro Ostia Antica 18-19 luglio 2025 \nAntigone è nel destino del Teatro di ogni tempo.\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione.\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci.\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura.\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore.\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto.\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro.\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, la misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima.\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori.\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla.\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro.\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce.\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte.\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza.\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire.\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi.\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso.\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \nA Teatro parliamo sempre di questo:\nEssere uomini o essere umani.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/antigone/2025-11-26/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, RM\, 00152
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Toge_01-9.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Vascello":MAILTO:promozione@teatrovascello.it
END:VEVENT
END:VCALENDAR