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DESCRIPTION:Elena Arvigo debutta in prima nazionale con il suo nuovo spettacolo Appunti per il futuro\, tratto da alcuni testi del premio Nobel per la letteratura 2015 Svetlana Aleksievič (Una Battaglia persa\, Preghiera per Chernobyl\, La guerra non ha un volto di donna\, Solo l’amore salva dall’ira) e di altre scrittrici: Marguerite Duras\, Anna Stepanovna Politkovskaja e Simone Weil. \nAppunti per il futuro\, in scena fino a domenica 1 febbraio\, è un coro di voci femminili\, una nuova narrazione degli eventi – non storie di vincitori e vinti\, di torti e ragioni – ma dei sentimenti di chi racconta. “Non scrivo una storia della guerra\, ma una storia dei sentimenti” scrive la giornalista e scrittrice Aleksievič che si definisce una storica dell’anima.\nDalla trama dei ricordi e delle testimonianze si forma così un’ideale staffetta per coltivare la necessità della memoria.\nLa melodia di queste voci si concentra sulla dimensione umana: la Grande storia si rivela allora con nuove parole attraverso la trama dei ricordi\, addentrandosi nelle testimonianze delle persone\, con i loro vissuti e le loro emozioni. \n  \nUn progetto di e con Elena Arvigo\nelementi scenici di Elena Arvigo in dialogo con Maria Alessandra Giuri\nluci Pablo Canella\nuna produzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo / Santarita&Jack Teatro\nInserito in Invito a Teatro
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DESCRIPTION:Uno spettacolo di cabaret pinteriano attraverso dodici componimenti brevi di Pinter: dai primi sketches giovanili e scanzonati sulla alienazione umana fino agli ultimi testi sulla violenza della globalizzazione o sulla forza della memoria. \nLo spettacolo è un viaggio dagli anni ’50 ai giorni nostri\, nei meandri dell’atelier immaginario del grande drammaturgo inglese\, alla scoperta dei primi vagiti di quei personaggi che poi sono stati sviluppati nei suoi testi maggiori.\nIl mondo di queste prove d’autore riflette il clima del suo teatro: un teatro della minaccia\, un campionario delle paure dell’uomo contemporaneo che nel corso dei decenni si fanno sempre più politiche. Poi un teatro della memoria in cui la minaccia viene dalle bugie della mente e dal proprio passato.\nMa anche uno spazio poetico e libero per giocare con le parole e le percezioni e trovare sintesi sorprendenti. \nUn’occasione per vedere in scena un materiale molto poco frequentato che ha le caratteristiche di una comicità leggera\, sorprendente\, intelligente. Lo spettacolo è anche occasione per vedere l’incontro di Pinter con gli interpreti delle ultime generazioni. Uno spettacolo che da un autore così serio e profondo non ci aspetteremmo! \n  \ndi Harold Pinter\ntraduzione di Alessandra Serra\ncon Gaetano Franzese\, Lucrezia Mascellino\, Claudio Pellegrini\nmusica dal vivo Francesco Longhini\nluci Massimo Guarnotta\nspazio scenico Federico Fé d’Ostiani\norganizzazione Marta Ceresoli\nregia Maurizio Schmidt\nproduzione Teatro Out Off\, Farneto Teatro\, Bas
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SUMMARY:SKETCHES AND SHORT PLAYS
DESCRIPTION:Uno spettacolo di cabaret pinteriano attraverso dodici componimenti brevi di Pinter: dai primi sketches giovanili e scanzonati sulla alienazione umana fino agli ultimi testi sulla violenza della globalizzazione o sulla forza della memoria. \nLo spettacolo è un viaggio dagli anni ’50 ai giorni nostri\, nei meandri dell’atelier immaginario del grande drammaturgo inglese\, alla scoperta dei primi vagiti di quei personaggi che poi sono stati sviluppati nei suoi testi maggiori.\nIl mondo di queste prove d’autore riflette il clima del suo teatro: un teatro della minaccia\, un campionario delle paure dell’uomo contemporaneo che nel corso dei decenni si fanno sempre più politiche. Poi un teatro della memoria in cui la minaccia viene dalle bugie della mente e dal proprio passato.\nMa anche uno spazio poetico e libero per giocare con le parole e le percezioni e trovare sintesi sorprendenti. \nUn’occasione per vedere in scena un materiale molto poco frequentato che ha le caratteristiche di una comicità leggera\, sorprendente\, intelligente. Lo spettacolo è anche occasione per vedere l’incontro di Pinter con gli interpreti delle ultime generazioni. Uno spettacolo che da un autore così serio e profondo non ci aspetteremmo! \n  \ndi Harold Pinter\ntraduzione di Alessandra Serra\ncon Gaetano Franzese\, Lucrezia Mascellino\, Claudio Pellegrini\nmusica dal vivo Francesco Longhini\nluci Massimo Guarnotta\nspazio scenico Federico Fé d’Ostiani\norganizzazione Marta Ceresoli\nregia Maurizio Schmidt\nproduzione Teatro Out Off\, Farneto Teatro\, Bas
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SUMMARY:LA SIGNORINA ELSE
DESCRIPTION:La signorina Else è un breve romanzo del 1924 di Schnitzler . Al centro dell’opera\, un perfetto esempio di monologo interiore\, c’è la dialettica tra legge e desiderio: la legge morale (della famiglia) che pretende da Else – un’adolescente – il sacrificio di sé e del proprio corpo e il desiderio che si realizza come disobbedienza\, libertà e caduta. L’irrisolvibilità di questa dialettica precipita nella tragedia.\nElse\, una ragazzina appartenente all’alta borghesia viennese del primo ‘900\, è in vacanza in un elegante albergo a San Martino di Castrozza\, nelle Dolomiti. Durante il soggiorno\, riceve un telegramma dalla madre\, che le ordina\, di prostituirsi per salvare il padre da un disastro finanziario e dal carcere. \n  \ndi Arthur Schnitzler\ncon Cecilia Cinardi\ndisegno luci Javier Delle Monache\nscene e costumi Emanuela Dall’Aglio\ncoreografia Michela Lucenti\ndrammaturgia e regia Federico Olivetti\nNuovo allestimento 2025\nProduzione Teatro Out Off e Teatro dei naufraghi \n 
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DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
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DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
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