BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Cavalieri di Cultura - ECPv6.17.3.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://cavalieridicultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Cavalieri di Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251121T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251121T210000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001411-1763753400-1763758800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-21/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251120T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251120T220000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001410-1763670600-1763676000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-20/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251119T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251119T210000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001409-1763580600-1763586000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-19/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251118T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251118T220000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001408-1763497800-1763503200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-18/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251116T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251116T173000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001407-1763308800-1763314200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-16/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251115T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251115T210000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001406-1763235000-1763240400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-15/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251114T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251114T210000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001405-1763148600-1763154000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-14/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251113T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251113T220000
DTSTAMP:20251104T091136Z
CREATED:20251104T091136Z
LAST-MODIFIED:20251104T091136Z
UID:10001404-1763065800-1763071200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:ELENA
DESCRIPTION:Elena Arvigo\, interprete intensa dell’animo femminile\, torna in scena da giovedì 13 a domenica 23 novembre con ELENA (‘H ‘ Eλένη) di Ghiannis Ritsos nella traduzione di Nicola Crocetti. Il poemetto ELENA – incluso nella raccolta Quarta dimensione\, considerata il capolavoro massimo di Ritsos – è ispirato al personaggio mitico di Elena\, regina di Sparta\, icona dell’eterno femminino. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo in versi rivolto a un personaggio che resta una muta presenza sulla scena. È stato scritto nel 1970\, durante la detenzione a Karlovasi sull’isola di Samo\, nel periodo del regime militare dei colonnelli\, che presero il potere in Grecia dal ‘67 al ‘74. \nRitsos\, spogliato della libertà e in isolamento\, immagina un’Elena vecchissima\, dall’età indefinibile\, immersa nei ricordi\, che si confessa tra memoria e disincanto a un visitatore silenzioso (forse «figura» dello stesso poeta). Nel testo originale\, il monologo è l’unico che presenti\, davanti al nome dell’eroina\, l’articolo determinativo: ‘H ‘Eλένη\, quasi a dire: “proprio lei\, Elena\, la mia Elena”». \nElena riflette sul passare del tempo che tutto travolge e\, lucidissima\, rievoca l’antico splendore: «a poco a poco le cose hanno perso senso\, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-poesia libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la possibilità di essere finalmente un diverso personaggio: una donna. Ma ecco apparire in questo naufragio esistenziale una speranza fuggevole ma tenace\, come le erbacce che\, malgrado tutto\, crescono sulle rovine e le ricoprono. C’è qualcosa che si salva dalla distruzione e ci conforta: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano “resistere”. «Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza\, è forse là che inizia la storia umana\, come la chiamiamo\, e la bellezza dell’uomo.» \n  \ndi Ghiannis Ritsos\ntraduzione di Nicola Crocetti\nregia Elena Arvigo\ncon Elena Arvigo\ne con Monica Santoro (flauto traverso e canto)\nscene e costumi Elena Arvigo in collaborazione con Maria Alessandra Giuri\nassistente alla regia Monica Santoro\nconsulenza al testo Francesco Biagetti\nconsulenza musicale Ariel Bertoldo\nproduzione Teatro Out Off in collaborazione con Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita & Jack Teatro)\nin accordo con Arcadia & Ricono Srl; per gentile concessione di Ery Ritsou
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/elena-2/2025-11-13/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/11/ELENA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251030T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251030T211000
DTSTAMP:20251016T133757Z
CREATED:20251016T133626Z
LAST-MODIFIED:20251016T133757Z
UID:10001014-1761854400-1761858600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:Giornale notturno (1978-2012)
DESCRIPTION:Giornale Notturno è un inno visionario e disarmante dell’artista Jan Fabre\, che offre un viaggio intimo e provocatorio attraverso la sua vita\, dalla giovinezza ai giorni nostri. Queste pagine esplorano il ruolo del corpo\, sia spirituale che materiale\, culturale e viscerale. In questa opera\, andata in scena in prima mondiale il 4 ottobre 2024 nello storico teatro di Grazzano Visconti\, vengono esplorati anche gli ultimi diari pubblicati da Fabre\, mai presentati prima in scena.\nTESTO\nIl testo dello spettacolo è suddiviso in cinque momenti\, oltre a un incipit: 1. Insonnia\, notte e corpo; 2. Arte\, grandi maestri; 3. Azioni\, teatro\, guerrieri della bellezza; 4. Famiglia; 5. Regno animale.\nIl testo si sviluppa organicamente includendo anche le drammaturgie: “Storia delle lacrime”\, “Il re del plagio”\, “Aspetta\, aspetta\, aspetta… (per mio padre)”\, “Io sono sangue”\, “Una tribù\, ecco cosa sono”\, “L’imperatore della perdita”\, “Simone gangster dell’arte”\, “Una donna normale da morire”.\nCONCEPT\nDurante la notte un artista compie un viaggio all’interno di sé stesso; leggendo le pagine dei suoi diari si rivede all’interno delle giornate passate\, attraverso i ricordi che si mischiano come le carte di un mazzo da gioco. All’ora del crepuscolo l’artista mette in ordine i pensieri che si raggruppano tra di loro. Il susseguirsi delle giornate scritte e ricordate nel diario prende un suo senso logico; discutendo con sé stesso e con la luna\, passo dopo passo l’artista si trasforma\, si “spella fino all’anima” e compie una metamorfosi fino a trovare\, dentro di sé\, una donna\, una crisalide che all’arrivo dell’alba si trasforma in un insetto e al sorgere del sole si trasfigura in un opera d’arte viva\, un cervo d’oro.\n\n\nTesto Jan Fabre\nCoordinatrice del progetto Miet Martens\nTraduzione in italiano di Franco Paris\nDramaturg Edoardo Callegari\nCon Carolina Migli Bateson\nMise en espace Edoardo Callegari e Carolina Migli Bateson\nVoice artist Anna Tirelli\nPartiture di movimento Michela Arcelli ed Elisabetta Rossi\nMusica e sound design Christian Scalas\nLighting design ed esecuzione tecnica Alessandro Pigazzini\nSet design Svetlana Golubeva\, In the Garden design\nFoto Mirella Verile\, Rosa Arcelloni\nVideo Sam_Ba Samuel Bateson\nProduzione ChezActors per Teatro di Grazzano Visconti\nIn collaborazione con PKD Aps\nCon il patrocinio del Comune di Vigolzone\, Destinazione Emilia\nCon il sostegno di Fornaroli Polymers Spa\, Rotary Sant’Antonino\, ChezArt\, Accademia di danza Domenichino da Piacenza\, TeatroTrieste34
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/giornale-notturno-1978-2012/2025-10-30/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/Giornale-notturno.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251029T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251029T211000
DTSTAMP:20251016T133757Z
CREATED:20251016T133626Z
LAST-MODIFIED:20251016T133757Z
UID:10001013-1761768000-1761772200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:Giornale notturno (1978-2012)
DESCRIPTION:Giornale Notturno è un inno visionario e disarmante dell’artista Jan Fabre\, che offre un viaggio intimo e provocatorio attraverso la sua vita\, dalla giovinezza ai giorni nostri. Queste pagine esplorano il ruolo del corpo\, sia spirituale che materiale\, culturale e viscerale. In questa opera\, andata in scena in prima mondiale il 4 ottobre 2024 nello storico teatro di Grazzano Visconti\, vengono esplorati anche gli ultimi diari pubblicati da Fabre\, mai presentati prima in scena.\nTESTO\nIl testo dello spettacolo è suddiviso in cinque momenti\, oltre a un incipit: 1. Insonnia\, notte e corpo; 2. Arte\, grandi maestri; 3. Azioni\, teatro\, guerrieri della bellezza; 4. Famiglia; 5. Regno animale.\nIl testo si sviluppa organicamente includendo anche le drammaturgie: “Storia delle lacrime”\, “Il re del plagio”\, “Aspetta\, aspetta\, aspetta… (per mio padre)”\, “Io sono sangue”\, “Una tribù\, ecco cosa sono”\, “L’imperatore della perdita”\, “Simone gangster dell’arte”\, “Una donna normale da morire”.\nCONCEPT\nDurante la notte un artista compie un viaggio all’interno di sé stesso; leggendo le pagine dei suoi diari si rivede all’interno delle giornate passate\, attraverso i ricordi che si mischiano come le carte di un mazzo da gioco. All’ora del crepuscolo l’artista mette in ordine i pensieri che si raggruppano tra di loro. Il susseguirsi delle giornate scritte e ricordate nel diario prende un suo senso logico; discutendo con sé stesso e con la luna\, passo dopo passo l’artista si trasforma\, si “spella fino all’anima” e compie una metamorfosi fino a trovare\, dentro di sé\, una donna\, una crisalide che all’arrivo dell’alba si trasforma in un insetto e al sorgere del sole si trasfigura in un opera d’arte viva\, un cervo d’oro.\n\n\nTesto Jan Fabre\nCoordinatrice del progetto Miet Martens\nTraduzione in italiano di Franco Paris\nDramaturg Edoardo Callegari\nCon Carolina Migli Bateson\nMise en espace Edoardo Callegari e Carolina Migli Bateson\nVoice artist Anna Tirelli\nPartiture di movimento Michela Arcelli ed Elisabetta Rossi\nMusica e sound design Christian Scalas\nLighting design ed esecuzione tecnica Alessandro Pigazzini\nSet design Svetlana Golubeva\, In the Garden design\nFoto Mirella Verile\, Rosa Arcelloni\nVideo Sam_Ba Samuel Bateson\nProduzione ChezActors per Teatro di Grazzano Visconti\nIn collaborazione con PKD Aps\nCon il patrocinio del Comune di Vigolzone\, Destinazione Emilia\nCon il sostegno di Fornaroli Polymers Spa\, Rotary Sant’Antonino\, ChezArt\, Accademia di danza Domenichino da Piacenza\, TeatroTrieste34
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/giornale-notturno-1978-2012/2025-10-29/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/Giornale-notturno.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251025T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251025T210000
DTSTAMP:20251016T132607Z
CREATED:20251016T132607Z
LAST-MODIFIED:20251016T132607Z
UID:10001012-1761422400-1761426000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:Io sono un errore
DESCRIPTION:Spettacolo in italiano \nI am a mistake è un testo teatrale scritto da Jan Fabre nel 1988. È un manifesto che equivale quasi a una professione di fede dell’artista. La schietta confessione “I sono un errore” è come un mantra che si ripete e divide; in questo testo la voce tesse la sua rete di confessioni e significati\, a volte come metafora di un artista\, a volte in tono di protesta. Non sorprende che questo brano sia dedicato al cineasta sovversivo (ed entomologo dilettante) Luis Buñuel e ad Antonin Artaud. Io sono un errore perché plasmo la mia vita e il mio lavoro in modo organico\, secondo il mio giudizio\, senza preoccuparmi di ciò che si dovrebbe fare o dire”\, questa è la franca sintesi del personaggio sulla sua visione del mondo ed è la prima persona a sapere che c’è un prezzo da pagare: quello della graduale autodistruzione. \n“Io sono un errore” è una performance dark che non ha i toni barocchi ai quali Fabre ci ha abituato negli ultimi anni e che tocca corde essenziali e profonde: la solitudine\, l’inadeguatezza nei confronti delle aspettative altrui e del mondo\, la libertà personale\, la malattia\, il vizio\, la morte\, resi da Urcioli con voce sfidante\, urla\, sospiri\, emessi da un corpo giovane sul punto di dissolversi. Floriana Conte | Bee Magazine \n“È un errore perché non appartiene a una razza. È un errore perché è un movimento solitario. È sostanzialmente un errore perché sfugge alla norma e questo la rende fiera. Perché le regole imposte dalla società non la riguardano\, la sua ragione di vita è l’anarchia del desiderio che la rende inconciliabile con la vita delle persone comuni. Del resto lei è un Dio e anche per questo è un errore. Cosa\, questa\, imperdonabile soprattutto per un artista. E che lei sia una grande artista lo scrive anche il New York Time. Lei è l’alter ego di Jan Fabre che scrisse questo testo trentasei anni fa e non fu mai rappresentato.” Carlo Tomeo \nIdeazione\, regia\, testo Jan Fabre\nCon Irene Urciuoli\nSound Design Alma Auer\nDrammaturgia Miet Martens\nTraduzione di Franco Paris\nDisegno luci e tecnica Wout Janssens\nTroubleyn/Jan Fabre è sostenuta dalla Comunità fiamminga.\nTroubleyn/Jan Fabre è sponsorizzata da Katoen Natie. \n 
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/io-sono-un-errore/2025-10-25/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/Io-sono-un-errore.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251024T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251024T210000
DTSTAMP:20251016T132607Z
CREATED:20251016T132607Z
LAST-MODIFIED:20251016T132607Z
UID:10001011-1761336000-1761339600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:Io sono un errore
DESCRIPTION:Spettacolo in italiano \nI am a mistake è un testo teatrale scritto da Jan Fabre nel 1988. È un manifesto che equivale quasi a una professione di fede dell’artista. La schietta confessione “I sono un errore” è come un mantra che si ripete e divide; in questo testo la voce tesse la sua rete di confessioni e significati\, a volte come metafora di un artista\, a volte in tono di protesta. Non sorprende che questo brano sia dedicato al cineasta sovversivo (ed entomologo dilettante) Luis Buñuel e ad Antonin Artaud. Io sono un errore perché plasmo la mia vita e il mio lavoro in modo organico\, secondo il mio giudizio\, senza preoccuparmi di ciò che si dovrebbe fare o dire”\, questa è la franca sintesi del personaggio sulla sua visione del mondo ed è la prima persona a sapere che c’è un prezzo da pagare: quello della graduale autodistruzione. \n“Io sono un errore” è una performance dark che non ha i toni barocchi ai quali Fabre ci ha abituato negli ultimi anni e che tocca corde essenziali e profonde: la solitudine\, l’inadeguatezza nei confronti delle aspettative altrui e del mondo\, la libertà personale\, la malattia\, il vizio\, la morte\, resi da Urcioli con voce sfidante\, urla\, sospiri\, emessi da un corpo giovane sul punto di dissolversi. Floriana Conte | Bee Magazine \n“È un errore perché non appartiene a una razza. È un errore perché è un movimento solitario. È sostanzialmente un errore perché sfugge alla norma e questo la rende fiera. Perché le regole imposte dalla società non la riguardano\, la sua ragione di vita è l’anarchia del desiderio che la rende inconciliabile con la vita delle persone comuni. Del resto lei è un Dio e anche per questo è un errore. Cosa\, questa\, imperdonabile soprattutto per un artista. E che lei sia una grande artista lo scrive anche il New York Time. Lei è l’alter ego di Jan Fabre che scrisse questo testo trentasei anni fa e non fu mai rappresentato.” Carlo Tomeo \nIdeazione\, regia\, testo Jan Fabre\nCon Irene Urciuoli\nSound Design Alma Auer\nDrammaturgia Miet Martens\nTraduzione di Franco Paris\nDisegno luci e tecnica Wout Janssens\nTroubleyn/Jan Fabre è sostenuta dalla Comunità fiamminga.\nTroubleyn/Jan Fabre è sponsorizzata da Katoen Natie. \n 
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/io-sono-un-errore/2025-10-24/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/Io-sono-un-errore.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251022T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251022T210000
DTSTAMP:20251016T131529Z
CREATED:20251016T131529Z
LAST-MODIFIED:20251016T131529Z
UID:10001010-1761163200-1761166800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:Una tribù\, ecco quello che sono
DESCRIPTION:«La vraie révolution sera mentale ou ne sera pas.»  A. Artaud \nUna tribù\, ecco quello che sono (2004) è la prospettiva poetica di Jan Fabre sul lavoro del visionario del teatro Antonin Artaud\, il “fondatore” del Théâtre de la Cruauté (1938). Questa crudeltà non è fisica\, ma spirituale: un invito a tornare alla verità cruda e non filtrata. Alla ricerca di un rituale segreto per risvegliare il divino dentro di sé\, Artaud si recò presso le tribù indiane; cercava la purificazione e la scoperta di sé come modo per rivelare la malattia spirituale dell’umanità. “Mi spoglio del mio corpo fino all’osso”\, si legge nel testo di Fabre: l’umanità per Fabre è spiritualmente incapace di affrontare la natura e soffre di una profonda insoddisfazione spirituale. Da qui il desiderio di tornare a uno stato primordiale. Parlare di vita per Fabre significa anche parlare di morte e il linguaggio deve tornare a essere un grido\, anche alla morte. Il cambiamento allora avverrà attraverso incontri che curano le ferite del nostro cuore. Questo monologo è il terzo incontro artistico tra Jan Fabre e l’affascinante attrice italiana Irene Uriciuoli. \nTesto\, concetto\, regia Jan Fabre\nCon Irene Urciuoli\nDrammaturgia Miet Martens\nTraduzione italiana di Franco Paris\nDisegno luci e tecnica Wout Janssens\nTroubleyn/Jan Fabre è sostenuta dalla Comunità fiamminga.\nLa compagnia Troubleyn/Jan Fabre è sponsorizzato da Katoen Natie.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/una-tribu-ecco-quello-che-sono/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/Una-tribu-ecco-quello-che-sono.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251018T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251018T210000
DTSTAMP:20251016T130902Z
CREATED:20251016T130902Z
LAST-MODIFIED:20251016T130902Z
UID:10001009-1760817600-1760821200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:I believe in the legend of love
DESCRIPTION:Jan Fabre ha scritto I believe in the legend of love nella forma di una lettera di un uomo alla sua amata. Il risultato è un testo personale\, sull’amare e sul lasciar andare. L’opera sottolinea il diritto di disporre della propria vita\, in particolare della fine della vita. È scritto con empatia e rispetto per la vita\, l’amore e la morte. Una sera Lancillotto scende da un ponte\, dalla vita alla morte. In piedi sul ponte\, si chiede come cadrà il suo corpo vivo. Galleggerà sfidando la gravità? Oppure cadrà e si schianterà verso il basso? Le parole di Lancillotto sono rivolte alla sua amata\, finché non si fermano improvvisamente\,quando il passo verso il nulla senza fine è stato compiuto. Il testo è ispirato al brano “Ode to Billy Joe” di Bobbie Gentry. \nTesto\, scenografia\, film e regia Jan Fabre\nCon Ivana Jozić\nComposto & realizzato da Alma Auer\nDrammaturgia Miet Martens\nLuci e tecnica Wout Janssens\nTroubleyn/Jan Fabre è sostenuta dalla Comunità fiamminga.\nLa compagnia Troubleyn/Jan Fabre è sponsorizzata da Katoen Natie.\n \nSpettacolo di teatro danza: in inglese\, sovratitoli in italiano. Traduzione italiana di Franco Paris.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/i-believe-in-the-legend-of-love/2025-10-18/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/I-believe-in-the-legend-of-love.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251017T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251017T210000
DTSTAMP:20251016T130902Z
CREATED:20251016T130902Z
LAST-MODIFIED:20251016T130902Z
UID:10001008-1760731200-1760734800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:I believe in the legend of love
DESCRIPTION:Jan Fabre ha scritto I believe in the legend of love nella forma di una lettera di un uomo alla sua amata. Il risultato è un testo personale\, sull’amare e sul lasciar andare. L’opera sottolinea il diritto di disporre della propria vita\, in particolare della fine della vita. È scritto con empatia e rispetto per la vita\, l’amore e la morte. Una sera Lancillotto scende da un ponte\, dalla vita alla morte. In piedi sul ponte\, si chiede come cadrà il suo corpo vivo. Galleggerà sfidando la gravità? Oppure cadrà e si schianterà verso il basso? Le parole di Lancillotto sono rivolte alla sua amata\, finché non si fermano improvvisamente\,quando il passo verso il nulla senza fine è stato compiuto. Il testo è ispirato al brano “Ode to Billy Joe” di Bobbie Gentry. \nTesto\, scenografia\, film e regia Jan Fabre\nCon Ivana Jozić\nComposto & realizzato da Alma Auer\nDrammaturgia Miet Martens\nLuci e tecnica Wout Janssens\nTroubleyn/Jan Fabre è sostenuta dalla Comunità fiamminga.\nLa compagnia Troubleyn/Jan Fabre è sponsorizzata da Katoen Natie.\n \nSpettacolo di teatro danza: in inglese\, sovratitoli in italiano. Traduzione italiana di Franco Paris.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/i-believe-in-the-legend-of-love/2025-10-17/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/I-believe-in-the-legend-of-love.png
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250601T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250601T173000
DTSTAMP:20250313T101210Z
CREATED:20250306T104741Z
LAST-MODIFIED:20250313T101210Z
UID:10000298-1748793600-1748799000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:L’UMANO ARCHIVIO
DESCRIPTION:di Oderstrasse \ncon Marco Ciccullo\, Cornelia Miceli\, Enrico Ravano\, Edoardo Rivoira (cast in via di definizione) \nSinossi \nC’è un Archivio: luogo dove per eccellenza si catalogano le attività umane; \ne ci sono degli Archivisti: gruppo di studiosi ossessionati dal dare i nomi ai fatti umani e dal trovare connessioni tra di essi; \ne c’è anche un Pubblico: gruppo di persone che si riunisce attorno ad un evento per guardarlo… o per essere guardato. \nLa storia dell’uomo\, o per lo meno di quello occidentale\, è stata caratterizzata da un forte desiderio di controllare la realtà. Scienziati\, conquistadores\, uomini primitivi\, politici e filosofi nei secoli hanno sempre tentato di interpretare e controllare l’imprevedibilità del mondo. Ma ogni cultura\, si sa\, è una coperta troppo corta per spiegare la complessità di ciò che ci circonda. Qualcosa ci sfugge sempre di mano\, ci disorienta e ci lascia impreparati.\nSpesso\, per cercare di capire chi siamo\, abbiamo bisogno di confrontarci con ciò che è diverso da noi. L’archivista di una civiltà lontana dalla nostra (non importa quale\, basta che sia “altra”) diventa così uno strumento per estraniarsi\, per guardare allo specchio la nostra perturbata umanità.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/lumano-archivio/2025-06-01/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-7.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250531T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250531T210000
DTSTAMP:20250313T101210Z
CREATED:20250306T104741Z
LAST-MODIFIED:20250313T101210Z
UID:10000297-1748719800-1748725200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:L’UMANO ARCHIVIO
DESCRIPTION:di Oderstrasse \ncon Marco Ciccullo\, Cornelia Miceli\, Enrico Ravano\, Edoardo Rivoira (cast in via di definizione) \nSinossi \nC’è un Archivio: luogo dove per eccellenza si catalogano le attività umane; \ne ci sono degli Archivisti: gruppo di studiosi ossessionati dal dare i nomi ai fatti umani e dal trovare connessioni tra di essi; \ne c’è anche un Pubblico: gruppo di persone che si riunisce attorno ad un evento per guardarlo… o per essere guardato. \nLa storia dell’uomo\, o per lo meno di quello occidentale\, è stata caratterizzata da un forte desiderio di controllare la realtà. Scienziati\, conquistadores\, uomini primitivi\, politici e filosofi nei secoli hanno sempre tentato di interpretare e controllare l’imprevedibilità del mondo. Ma ogni cultura\, si sa\, è una coperta troppo corta per spiegare la complessità di ciò che ci circonda. Qualcosa ci sfugge sempre di mano\, ci disorienta e ci lascia impreparati.\nSpesso\, per cercare di capire chi siamo\, abbiamo bisogno di confrontarci con ciò che è diverso da noi. L’archivista di una civiltà lontana dalla nostra (non importa quale\, basta che sia “altra”) diventa così uno strumento per estraniarsi\, per guardare allo specchio la nostra perturbata umanità.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/lumano-archivio/2025-05-31/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-7.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250530T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250530T210000
DTSTAMP:20250313T101210Z
CREATED:20250306T104741Z
LAST-MODIFIED:20250313T101210Z
UID:10000296-1748633400-1748638800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:L’UMANO ARCHIVIO
DESCRIPTION:di Oderstrasse \ncon Marco Ciccullo\, Cornelia Miceli\, Enrico Ravano\, Edoardo Rivoira (cast in via di definizione) \nSinossi \nC’è un Archivio: luogo dove per eccellenza si catalogano le attività umane; \ne ci sono degli Archivisti: gruppo di studiosi ossessionati dal dare i nomi ai fatti umani e dal trovare connessioni tra di essi; \ne c’è anche un Pubblico: gruppo di persone che si riunisce attorno ad un evento per guardarlo… o per essere guardato. \nLa storia dell’uomo\, o per lo meno di quello occidentale\, è stata caratterizzata da un forte desiderio di controllare la realtà. Scienziati\, conquistadores\, uomini primitivi\, politici e filosofi nei secoli hanno sempre tentato di interpretare e controllare l’imprevedibilità del mondo. Ma ogni cultura\, si sa\, è una coperta troppo corta per spiegare la complessità di ciò che ci circonda. Qualcosa ci sfugge sempre di mano\, ci disorienta e ci lascia impreparati.\nSpesso\, per cercare di capire chi siamo\, abbiamo bisogno di confrontarci con ciò che è diverso da noi. L’archivista di una civiltà lontana dalla nostra (non importa quale\, basta che sia “altra”) diventa così uno strumento per estraniarsi\, per guardare allo specchio la nostra perturbata umanità.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/lumano-archivio/2025-05-30/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-7.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250529T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250529T220000
DTSTAMP:20250313T101210Z
CREATED:20250306T104741Z
LAST-MODIFIED:20250313T101210Z
UID:10000295-1748550600-1748556000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:L’UMANO ARCHIVIO
DESCRIPTION:di Oderstrasse \ncon Marco Ciccullo\, Cornelia Miceli\, Enrico Ravano\, Edoardo Rivoira (cast in via di definizione) \nSinossi \nC’è un Archivio: luogo dove per eccellenza si catalogano le attività umane; \ne ci sono degli Archivisti: gruppo di studiosi ossessionati dal dare i nomi ai fatti umani e dal trovare connessioni tra di essi; \ne c’è anche un Pubblico: gruppo di persone che si riunisce attorno ad un evento per guardarlo… o per essere guardato. \nLa storia dell’uomo\, o per lo meno di quello occidentale\, è stata caratterizzata da un forte desiderio di controllare la realtà. Scienziati\, conquistadores\, uomini primitivi\, politici e filosofi nei secoli hanno sempre tentato di interpretare e controllare l’imprevedibilità del mondo. Ma ogni cultura\, si sa\, è una coperta troppo corta per spiegare la complessità di ciò che ci circonda. Qualcosa ci sfugge sempre di mano\, ci disorienta e ci lascia impreparati.\nSpesso\, per cercare di capire chi siamo\, abbiamo bisogno di confrontarci con ciò che è diverso da noi. L’archivista di una civiltà lontana dalla nostra (non importa quale\, basta che sia “altra”) diventa così uno strumento per estraniarsi\, per guardare allo specchio la nostra perturbata umanità.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/lumano-archivio/2025-05-29/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-7.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250524T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250524T210000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000294-1748115000-1748120400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-24/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250523T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250523T210000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000293-1748028600-1748034000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-23/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250522T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250522T220000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000292-1747945800-1747951200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-22/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250521T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250521T210000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000291-1747855800-1747861200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-21/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250520T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250520T220000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000290-1747773000-1747778400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-20/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250518T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250518T173000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000289-1747584000-1747589400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-18/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250517T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250517T210000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000288-1747510200-1747515600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-17/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250516T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250516T210000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000287-1747423800-1747429200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-16/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250515T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250515T220000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000286-1747341000-1747346400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-15/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250514T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250514T210000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000285-1747251000-1747256400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-14/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250513T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250513T220000
DTSTAMP:20250313T101112Z
CREATED:20250306T103314Z
LAST-MODIFIED:20250313T101112Z
UID:10000284-1747168200-1747173600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:DOPO LA TEMPESTA
DESCRIPTION:Una inedita rilettura dell’opera-testamento di William Shakespeare che oscilla tra l’originale elisabettiano e la più bruciante contemporaneità\, alla ricerca di cosa rimane della magia\, dell’immaginazione\, del sogno nel nostro mondo di frenesia e iperconnessioni. \nLO SPETTACOLO\nLa tempesta è il dramma della magia\, del sogno\, della malinconia\, dell’addio. È il dramma di Ariel\, entità leggera e aerea\, ma capace di scatenare uragani. Ariel è un spirito\, può apparire e sparire\, volare libera dalla forza di gravità\, raggiungere ogni luogo in un istante\, fatta com’è di aria e sogno. Alla fine dell’opera Shakespeare la fa congedare: “Nell’aria sarai libera\, addio”\, le dice Prospero. Ma dove va lo spirito?\nIn Dopo la tempesta troviamo un’Ariel sola e sfatta\, invecchiata\, appassita. Vive alla periferia di Milano tra giornate al bar\, code al supermercato\, TV-spazzatura e nostalgia. Senza più uno scopo\, liberata dall’isola di Prospero\, ha scelto di mescolarsi agli uomini. Un tempo comandava i venti\, ma ora non riesce più a far piovere; la magia è un ricordo. O forse è stata tutta un’illusione. Dov’è finito quel passato shakespeariano immaginifico\, le avventure con Calibano e Miranda\, quel mondo dominato sì dalla violenza ma anche dalla magia\, sanguinoso e poetico\, pericoloso e vivido?\nUn giorno Ariel incontra qualcuno: è un ragazzo cupo e ombroso\, forse un pericolo. Lei crede che sia venuto a liberarla\, a salvarla da quel mondo libero che è diventato la sua prigione. Ma una salvezza è possibile? O Ariel sta solo andando incontro alla fine di tutte le speranze e gli incantesimi?\nNello spettacolo il passaggio tra presente e passato innesca un meccanismo che oscilla continuamente tra umorismo e malinconia\, pericolo e poesia; una danza tra la realtà vissuta\, triste e comica\, e quella\, ricordata o sognata\, di una giovinezza per sempre perduta. Il dialogo degli attori riporta in vita le parole di Shakespeare\, scene intere della Tempesta prendono vita in palco\, tra italiano e inglese\, facendo collidere quei versi di struggente bellezza con la nostra realtà quotidiana\, alla ricerca di una capacità di immaginare che è lo sguardo della poesia sulle cose. Cosa potrà nascere dall’incontro tra Ariel e il giovane misterioso? Cosa succede se due mondi così distanti eppure indissolubilmente legati come l’isola di Prospero e le nostre città si guardano in faccia? \nDopo la tempesta è un progetto teatrale che non riscrive semplicemente il classico\, ma che crea l’occasione di un incontro tra Shakespeare e l’oggi. I due mondi non si fondono ma si richiamano costantemente\, non si annullano ma si interrogano a vicenda\, in un modo di leggere il classico attraverso il palcoscenico che è un continuo confronto attivo con quella materia che ha attraversato i secoli con intatto fascino. Non tanto una ri-scrittura quanto piuttosto un ri-percorrere il classico guidati da una domanda: cosa rimane oggi del potere dell’immaginazione?
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/dopo-la-tempesta/2025-05-13/
LOCATION:Teatro Out Off\, via mac mahon\, 16\, Milano\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-6.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Out Off":MAILTO:info@teatrooutoff.it
END:VEVENT
END:VCALENDAR