BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Cavalieri di Cultura - ECPv6.18.2//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Cavalieri di Cultura
X-ORIGINAL-URL:https://cavalieridicultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Cavalieri di Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251219T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251219T215000
DTSTAMP:20251014T122812Z
CREATED:20251014T122812Z
LAST-MODIFIED:20251014T122812Z
UID:10000921-1766176200-1766181000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:MARE DI RUGGINE La favola dell'Ilva
DESCRIPTION:Uno spettacolo che attraversa la vita di cinque generazioni di operai dello stabilimento Ex-Ilva di Bagnoli. Per raccontare la trasformazione industriale in Italia e i sogni dei lavoratori\, tra Napoli\, Taranto\, Genova e Piombino\, tracciando una geografia emotiva e politica che riguarda tutti noi. Una favola che favola non è. In Mare di ruggine un padre racconta al figlio una storia che attraversa cinque generazioni: quella della propria famiglia e dello stabilimento Ex Ilva di Bagnoli\, simbolo della trasformazione industriale in Italia. Il racconto parte da Napoli\, ma si estende fino a Taranto\, Genova e Piombino\, tracciando una geografia emotiva e politica che riguarda tutti noi. Lo spettacolo è un viaggio teatrale tra memoria collettiva e identità operaia\, tra lotte sindacali\, deindustrializzazione e ferite sociali lasciate dal tempo. Mare di ruggine dà voce a una generazione che ha creduto nella fabbrica come promessa di riscatto e si rivolge alle nuove generazioni\, affinché possano immaginare un futuro diverso\, libero dai mostri del passato. Attraverso una drammaturgia poetica e impegnata\, lo spettacolo riflette sul valore del lavoro\, sulla perdita di identità industriale e sulla necessità di ricostruire un senso comune. Un atto d’amore verso le radici sociali del nostro Paese\, tra utopia e disincanto.\n\n\n\ntesto e regia Antimo Casertano \ncon Daniela Ioia\, Luigi Credendino\, Antimo Casertano \nmusiche originali Paky Di Maio\ndisegno luci Paco Summonte\ntecnico audio Angela Grimaldi\ncostumi Olga Brandi\nscenografie Flaviano Barbarisi\nlaboratorio scene Giovanni Sanniola\norganizzazione Napoleone Zavatto\nun progetto Compagnia Teatro Insania \nTesto vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, Premio Fersen\, Premio Antonio Conti di Pesaro\, Premio Speciale Felicetta Confessore – ritratti di territorio Progetto finalista al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/mare-di-ruggine-la-favola-dellilva/2025-12-19/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/MARE-DI-RUGGINE.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251218T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251218T214000
DTSTAMP:20251014T121851Z
CREATED:20251014T121851Z
LAST-MODIFIED:20251014T121851Z
UID:10000920-1766089800-1766094000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:MOANA PORNO-REVOLUTION
DESCRIPTION:Spettacolo cult con Irene Serini\n\nMoana Pozzi\, morta a 33 anni\, non è solo la regina del Porno. È un’icona\, un cortocircuito culturale\, capace di trasformare il desiderio in linguaggio\, la pornografia in atto politico. Educata\, intelligente\, raffinata\, ma icona del proibito. Perché Moana era dove gli altri non osavano guardare. L’incredibile cult con Irene Serini torna a Milano con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. E anche molto molto divertente: perché ridere è eccitante.\n\n\n\nCristo è morto a 33 anni\, come Moana Pozzi. Fu crocifisso e il terzo giorno resuscitò. Moana no.  Alta 1.78 cm\, come me. Occhi verdi\, come me. Scuola dalle suore\, come me. E basta.. Coi punti in comune intendo! Allora… / Irene Serini. Un capolavoro comico che a distanza di anni dal debutto\, torna in scena con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. Al centro\, un’esplosiva Irene Serini\, diretta con coraggio e libertà da Marcela Serli\, mette a nudo i corpi ma soprattutto gli sguardi di chi il sesso lo critica\, ne scrive teorie\, ne fa un lavoro\, o semplicemente un mezzo per essere felice. Lo spettacolo si muove tra reale e immaginario\, sogno e brutalità\, attraversando il mito di Moana per interrogare i nostri desideri\, i nostri tabù\, la nostra società. Perché parlare di Moana Pozzi è anche parlare di chi la osserva\, di chi la giudica\, di chi – nel sesso – cerca verità\, potere\, salvezza o semplicemente un po’ di felicità. Moana Porno – Revolution è un viaggio teatrale nell’intimità collettiva. \ndi e con Irene Serini\ndrammaturgia e regia di Marcela Serli\nprodotto da  Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica \n 
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/moana-porno-revolution/2025-12-18/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/MOANA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251217T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251217T214000
DTSTAMP:20251014T121851Z
CREATED:20251014T121851Z
LAST-MODIFIED:20251014T121851Z
UID:10000919-1766003400-1766007600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:MOANA PORNO-REVOLUTION
DESCRIPTION:Spettacolo cult con Irene Serini\n\nMoana Pozzi\, morta a 33 anni\, non è solo la regina del Porno. È un’icona\, un cortocircuito culturale\, capace di trasformare il desiderio in linguaggio\, la pornografia in atto politico. Educata\, intelligente\, raffinata\, ma icona del proibito. Perché Moana era dove gli altri non osavano guardare. L’incredibile cult con Irene Serini torna a Milano con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. E anche molto molto divertente: perché ridere è eccitante.\n\n\n\nCristo è morto a 33 anni\, come Moana Pozzi. Fu crocifisso e il terzo giorno resuscitò. Moana no.  Alta 1.78 cm\, come me. Occhi verdi\, come me. Scuola dalle suore\, come me. E basta.. Coi punti in comune intendo! Allora… / Irene Serini. Un capolavoro comico che a distanza di anni dal debutto\, torna in scena con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. Al centro\, un’esplosiva Irene Serini\, diretta con coraggio e libertà da Marcela Serli\, mette a nudo i corpi ma soprattutto gli sguardi di chi il sesso lo critica\, ne scrive teorie\, ne fa un lavoro\, o semplicemente un mezzo per essere felice. Lo spettacolo si muove tra reale e immaginario\, sogno e brutalità\, attraversando il mito di Moana per interrogare i nostri desideri\, i nostri tabù\, la nostra società. Perché parlare di Moana Pozzi è anche parlare di chi la osserva\, di chi la giudica\, di chi – nel sesso – cerca verità\, potere\, salvezza o semplicemente un po’ di felicità. Moana Porno – Revolution è un viaggio teatrale nell’intimità collettiva. \ndi e con Irene Serini\ndrammaturgia e regia di Marcela Serli\nprodotto da  Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica \n 
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/moana-porno-revolution/2025-12-17/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/MOANA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251216T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251216T214000
DTSTAMP:20251014T121851Z
CREATED:20251014T121851Z
LAST-MODIFIED:20251014T121851Z
UID:10000918-1765917000-1765921200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:MOANA PORNO-REVOLUTION
DESCRIPTION:Spettacolo cult con Irene Serini\n\nMoana Pozzi\, morta a 33 anni\, non è solo la regina del Porno. È un’icona\, un cortocircuito culturale\, capace di trasformare il desiderio in linguaggio\, la pornografia in atto politico. Educata\, intelligente\, raffinata\, ma icona del proibito. Perché Moana era dove gli altri non osavano guardare. L’incredibile cult con Irene Serini torna a Milano con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. E anche molto molto divertente: perché ridere è eccitante.\n\n\n\nCristo è morto a 33 anni\, come Moana Pozzi. Fu crocifisso e il terzo giorno resuscitò. Moana no.  Alta 1.78 cm\, come me. Occhi verdi\, come me. Scuola dalle suore\, come me. E basta.. Coi punti in comune intendo! Allora… / Irene Serini. Un capolavoro comico che a distanza di anni dal debutto\, torna in scena con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. Al centro\, un’esplosiva Irene Serini\, diretta con coraggio e libertà da Marcela Serli\, mette a nudo i corpi ma soprattutto gli sguardi di chi il sesso lo critica\, ne scrive teorie\, ne fa un lavoro\, o semplicemente un mezzo per essere felice. Lo spettacolo si muove tra reale e immaginario\, sogno e brutalità\, attraversando il mito di Moana per interrogare i nostri desideri\, i nostri tabù\, la nostra società. Perché parlare di Moana Pozzi è anche parlare di chi la osserva\, di chi la giudica\, di chi – nel sesso – cerca verità\, potere\, salvezza o semplicemente un po’ di felicità. Moana Porno – Revolution è un viaggio teatrale nell’intimità collettiva. \ndi e con Irene Serini\ndrammaturgia e regia di Marcela Serli\nprodotto da  Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica \n 
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/moana-porno-revolution/2025-12-16/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/MOANA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251215T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251215T214000
DTSTAMP:20251014T121851Z
CREATED:20251014T121851Z
LAST-MODIFIED:20251014T121851Z
UID:10000917-1765830600-1765834800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:MOANA PORNO-REVOLUTION
DESCRIPTION:Spettacolo cult con Irene Serini\n\nMoana Pozzi\, morta a 33 anni\, non è solo la regina del Porno. È un’icona\, un cortocircuito culturale\, capace di trasformare il desiderio in linguaggio\, la pornografia in atto politico. Educata\, intelligente\, raffinata\, ma icona del proibito. Perché Moana era dove gli altri non osavano guardare. L’incredibile cult con Irene Serini torna a Milano con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. E anche molto molto divertente: perché ridere è eccitante.\n\n\n\nCristo è morto a 33 anni\, come Moana Pozzi. Fu crocifisso e il terzo giorno resuscitò. Moana no.  Alta 1.78 cm\, come me. Occhi verdi\, come me. Scuola dalle suore\, come me. E basta.. Coi punti in comune intendo! Allora… / Irene Serini. Un capolavoro comico che a distanza di anni dal debutto\, torna in scena con la forza intatta del suo sguardo dissacrante e poetico. Al centro\, un’esplosiva Irene Serini\, diretta con coraggio e libertà da Marcela Serli\, mette a nudo i corpi ma soprattutto gli sguardi di chi il sesso lo critica\, ne scrive teorie\, ne fa un lavoro\, o semplicemente un mezzo per essere felice. Lo spettacolo si muove tra reale e immaginario\, sogno e brutalità\, attraversando il mito di Moana per interrogare i nostri desideri\, i nostri tabù\, la nostra società. Perché parlare di Moana Pozzi è anche parlare di chi la osserva\, di chi la giudica\, di chi – nel sesso – cerca verità\, potere\, salvezza o semplicemente un po’ di felicità. Moana Porno – Revolution è un viaggio teatrale nell’intimità collettiva. \ndi e con Irene Serini\ndrammaturgia e regia di Marcela Serli\nprodotto da  Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica \n 
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/moana-porno-revolution/2025-12-15/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/MOANA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251209T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251209T214000
DTSTAMP:20251014T102240Z
CREATED:20251014T102240Z
LAST-MODIFIED:20251014T102240Z
UID:10000916-1765312200-1765316400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:STORIA NERA DELLA UNO BIANCA
DESCRIPTION:Spettacolo di giornalismo divulgativo col criminologo Antonio Diurno\n\n103 azioni criminali\, 24 omicidi\, decine di feriti. Tra il 1987 e il 1994\, l’Emilia-Romagna fu travolta da una scia di violenza brutale e apparentemente inspiegabile. Bologna\, Forlì e Pesaro vissero sotto l’incubo della banda della Uno Bianca\, un gruppo armato che colpiva con ferocia e precisione. Il criminologo Antonio Diurno ne ripercorre la storia in uno spettacolo di giornalismo divulgativo.\n\n\n\nUno dei casi criminali più sconvolgenti d’Italia\, viene ripercorso tra documenti\, narrazione e immagini. Il dettaglio più inquietante? Cinque dei sei componenti erano agenti di polizia. Uomini dello Stato che\, sotto l’uniforme\, nascondevano un progetto criminale che avrebbe segnato la storia giudiziaria e sociale del Paese.\n\nScritto da Adelmo Monachese e narrato dal criminologo Antonio Diurno\, è un progetto di giornalismo divulgativo civile e di denuncia\, che unisce indagine e riflessione psicologica. La messa in scena ricostruisce con rigore documentario le tappe principali del caso\, offrendo al pubblico uno sguardo spietato ma necessario su una delle pagine più buie della cronaca italiana.\nliberamente tratto dal libro Cattive divise\nscritto da Adelmo Monachese\ndiretto e interpretato da Antonio Diurno
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/storia-nera-della-uno-bianca/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/STORIA-NERA-DELLA-UNO-BIANCA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251130T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251130T170000
DTSTAMP:20251014T101608Z
CREATED:20251014T101608Z
LAST-MODIFIED:20251014T101608Z
UID:10000915-1764518400-1764522000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TESLA
DESCRIPTION:Di Federico Bellini\, Ksenjia Martinović\n\nUn biopic iper-contemporaneo – con musica elettronica e videoproiezioni – di una delle giovani artiste più interessanti del panorama milanese\, sullo scienziato serbo visionario\, ribelle\, incompreso Nikola Tesla\, inventore dei sistemi elettrici moderni. Oggi marchio simbolo del capitalismo sfrenato e della robotica indiscriminata di imprenditori come Elon Musk\, ma che sognava un mondo con elettricità libera per tutti.\n\n\n\nVisionario\, ribelle\, incompreso: Nikola Tesla prende vita sul palco del Teatro Fontana in un biopic magnetico\, firmato da Federico Bellini e Ksenija Martinovic\, che fonde narrazione\, performance e rappresentazione per restituire la figura complessa di uno degli inventori più affascinanti del XX secolo. \nLo spettacolo racconta il genio di Tesla e il suo sogno più grande: la Wardencliffe Tower\, il progetto rivoluzionario per trasmettere energia elettrica gratuita e senza fili in tutto il mondo. Un sogno infranto dalla logica del profitto\, ostacolato dal finanziatore J.P. Morgan\, che ne temeva l’impatto sul sistema capitalistico. \nLo spettacolo si svolge in una forma site-specific\, pensata per gli spazi del Teatro Fontana\, e utilizza un linguaggio performativo e viscerale: il corpo di Ksenija Martinovic diventa macchina\, circuito\, generatore vivente. Un viaggio teatrale che esplora i temi di innovazione\, utopia e potere\, interrogando il nostro presente tecnologico attraverso lo sguardo di un uomo che ha immaginato un futuro libero\, e per questo è stato dimenticato. \ncreazione scenica di Ksenija Martinović e Federico Bellini\ntesto di Ksenija Martinović e Federico Bellini\nperformer Ksenija Martinović\nsound design Antonio Della Marina\nconsulente scientifica Ivana Abramović\ncoreografia terzo quadro Matilde Ceron\nvideo Sonia Veronelli\nco-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\ne La Contrada Teatro stabile di Trieste\nprogetto in attraversamento tra i Titolari di Residenza per Artisti nei Territori del Friuli Venezia Giulia\, ARTEFICI. ResidenzeCreativeFVG/ArtistiAssociati\, Dialoghi_Residenze delle arti performative a Villa Manin/CSS\, Vettori/La Contrada Teatro stabile di Trieste \nPremio Adelaide Ristori 2024 a Ksenija Martinović
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tesla/2025-11-30/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/TESLA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251129T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251129T203000
DTSTAMP:20251014T101608Z
CREATED:20251014T101608Z
LAST-MODIFIED:20251014T101608Z
UID:10000914-1764444600-1764448200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TESLA
DESCRIPTION:Di Federico Bellini\, Ksenjia Martinović\n\nUn biopic iper-contemporaneo – con musica elettronica e videoproiezioni – di una delle giovani artiste più interessanti del panorama milanese\, sullo scienziato serbo visionario\, ribelle\, incompreso Nikola Tesla\, inventore dei sistemi elettrici moderni. Oggi marchio simbolo del capitalismo sfrenato e della robotica indiscriminata di imprenditori come Elon Musk\, ma che sognava un mondo con elettricità libera per tutti.\n\n\n\nVisionario\, ribelle\, incompreso: Nikola Tesla prende vita sul palco del Teatro Fontana in un biopic magnetico\, firmato da Federico Bellini e Ksenija Martinovic\, che fonde narrazione\, performance e rappresentazione per restituire la figura complessa di uno degli inventori più affascinanti del XX secolo. \nLo spettacolo racconta il genio di Tesla e il suo sogno più grande: la Wardencliffe Tower\, il progetto rivoluzionario per trasmettere energia elettrica gratuita e senza fili in tutto il mondo. Un sogno infranto dalla logica del profitto\, ostacolato dal finanziatore J.P. Morgan\, che ne temeva l’impatto sul sistema capitalistico. \nLo spettacolo si svolge in una forma site-specific\, pensata per gli spazi del Teatro Fontana\, e utilizza un linguaggio performativo e viscerale: il corpo di Ksenija Martinovic diventa macchina\, circuito\, generatore vivente. Un viaggio teatrale che esplora i temi di innovazione\, utopia e potere\, interrogando il nostro presente tecnologico attraverso lo sguardo di un uomo che ha immaginato un futuro libero\, e per questo è stato dimenticato. \ncreazione scenica di Ksenija Martinović e Federico Bellini\ntesto di Ksenija Martinović e Federico Bellini\nperformer Ksenija Martinović\nsound design Antonio Della Marina\nconsulente scientifica Ivana Abramović\ncoreografia terzo quadro Matilde Ceron\nvideo Sonia Veronelli\nco-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia\ne La Contrada Teatro stabile di Trieste\nprogetto in attraversamento tra i Titolari di Residenza per Artisti nei Territori del Friuli Venezia Giulia\, ARTEFICI. ResidenzeCreativeFVG/ArtistiAssociati\, Dialoghi_Residenze delle arti performative a Villa Manin/CSS\, Vettori/La Contrada Teatro stabile di Trieste \nPremio Adelaide Ristori 2024 a Ksenija Martinović
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tesla/2025-11-29/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/TESLA.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251126T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251126T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000911-1764189000-1764196200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-26/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251125T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251125T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000910-1764102600-1764109800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-25/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251124T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251124T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000909-1764016200-1764023400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-24/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251123T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251123T180000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000908-1763913600-1763920800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-23/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251122T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251122T213000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000907-1763839800-1763847000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-22/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251121T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251121T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000906-1763757000-1763764200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-21/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251120T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251120T213000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000905-1763667000-1763674200@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-20/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251119T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251119T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000904-1763584200-1763591400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-19/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251118T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251118T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000903-1763497800-1763505000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-18/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251117T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251117T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000902-1763411400-1763418600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-17/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251116T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251116T171500
DTSTAMP:20251014T101010Z
CREATED:20251014T101010Z
LAST-MODIFIED:20251014T101010Z
UID:10000913-1763308800-1763313300@cavalieridicultura.it
SUMMARY:AMOROSI ASSASSINI
DESCRIPTION:Spettacolo-concerto contro la violenza di genere\n\nD’amore non si muore? Un monologo ironico e spietato con live-elettronico su un caso di cronaca sorprendente: la storia di Francesca Baleani\, sopravvissuta al tentato omicidio da parte dell’ex marito\, direttore del Teatro di Macerata.\n\n\n\nTra cronaca\, poesia e musica per un monologo con musica elettronica dal vivo in occasione del mese dedicato alla violenza di genere. \nCome possono convivere nella stessa frase le parole “amore” e “assassino”? Purtroppo possono\, perché ancora oggi la violenza sulle donne viene spesso giustificata come eccesso d’amore. Scritto e interpretato da Valeria Perdonò\, accompagnata dai live electronics di Giacomo Zorzi\, Amorosi assassini affronta il tema del femminicidio partendo dalla storia vera di Francesca Baleani\, sopravvissuta a un tentato omicidio da parte dell’ex marito\, direttore del Teatro di Macerata. Un uomo colto\, con un elevato livello culturale\, che dimostra come la violenza non abbia confini sociali né intellettuali. Una vicenda segnata da anni di peripezie giudiziarie\, psichiatriche e ricorsi che solleva domande profonde sul sistema e sulla società. \nLo spettacolo intreccia cronaca\, dati\, testimonianze\, poesia e musica per riflettere sull’impatto culturale della violenza di genere e sulla responsabilità collettiva. Perché se il femminicidio è solo la punta di un iceberg\, è dalla cultura che deve partire il cambiamento. \nDi e con Valeria Perdonò \nTastiere e live electronics Giacomo Zorzi\nArt director Federica Restani\nin collaborazione con Ars Creazione e spettacolo \nFoto di scena Marcella Foccardi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/amorosi-assassini/2025-11-16/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Musica,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/AMOROSI-ASSASSINI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251115T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251115T204500
DTSTAMP:20251014T101010Z
CREATED:20251014T101010Z
LAST-MODIFIED:20251014T101010Z
UID:10000912-1763235000-1763239500@cavalieridicultura.it
SUMMARY:AMOROSI ASSASSINI
DESCRIPTION:Spettacolo-concerto contro la violenza di genere\n\nD’amore non si muore? Un monologo ironico e spietato con live-elettronico su un caso di cronaca sorprendente: la storia di Francesca Baleani\, sopravvissuta al tentato omicidio da parte dell’ex marito\, direttore del Teatro di Macerata.\n\n\n\nTra cronaca\, poesia e musica per un monologo con musica elettronica dal vivo in occasione del mese dedicato alla violenza di genere. \nCome possono convivere nella stessa frase le parole “amore” e “assassino”? Purtroppo possono\, perché ancora oggi la violenza sulle donne viene spesso giustificata come eccesso d’amore. Scritto e interpretato da Valeria Perdonò\, accompagnata dai live electronics di Giacomo Zorzi\, Amorosi assassini affronta il tema del femminicidio partendo dalla storia vera di Francesca Baleani\, sopravvissuta a un tentato omicidio da parte dell’ex marito\, direttore del Teatro di Macerata. Un uomo colto\, con un elevato livello culturale\, che dimostra come la violenza non abbia confini sociali né intellettuali. Una vicenda segnata da anni di peripezie giudiziarie\, psichiatriche e ricorsi che solleva domande profonde sul sistema e sulla società. \nLo spettacolo intreccia cronaca\, dati\, testimonianze\, poesia e musica per riflettere sull’impatto culturale della violenza di genere e sulla responsabilità collettiva. Perché se il femminicidio è solo la punta di un iceberg\, è dalla cultura che deve partire il cambiamento. \nDi e con Valeria Perdonò \nTastiere e live electronics Giacomo Zorzi\nArt director Federica Restani\nin collaborazione con Ars Creazione e spettacolo \nFoto di scena Marcella Foccardi
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/amorosi-assassini/2025-11-15/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Musica,Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/AMOROSI-ASSASSINI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251114T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251114T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000901-1763152200-1763159400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-14/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251113T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251113T223000
DTSTAMP:20251014T100238Z
CREATED:20251014T100238Z
LAST-MODIFIED:20251014T100238Z
UID:10000900-1763065800-1763073000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:LA CITTÀ DEI VIVI
DESCRIPTION:Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento\, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli\, sulla bellezza e la violenza\, che scuote in modo profondo e pone interrogativi: quanto sappiamo di non sapere sulle vite di coloro che amiamo? Perché diciamo sempre “Ti prego\, fa’ che non accada a me” e mai “Ti prego\, fa’ che non sia io a farlo”?\n\n\n\nL’attesissimo spettacolo in prima nazionale sul romanzo di Nicola Lagioia. \nUn caso di cronaca nera tra i più angoscianti degli ultimi anni diventa materia teatrale. Un delitto assurdo e brutale scuote Roma nel cuore della notte: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente.  Lo spettacolo La città dei vivi porta in scena la discesa in un inferno che appartiene non solo ai protagonisti\, ma a un’intera società. Liberamente tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in vite comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona\, viva\, tentacolare\, oscura. Una città che pulsa di desideri\, illusioni\, fallimenti. I personaggi si muovono dentro una spirale di fascinazione e repulsione\, mentre il pubblico è chiamato a guardare dove normalmente si distoglie lo sguardo. \nLa città dei vivi bestseller mondiale di Nicola Lagioia\, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece  interroga il confine tra narrazione e realtà\, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto\, ma il riflesso di un’autopsia interiore\, in cui l’artista si espone al vortice emotivo che lo lega alla sua città e al suo stesso impulso di raccontare. Roma\, con il suo caos\, l’indifferenza e la magnificenza\, non è uno sfondo ma una forza che modella il dolore e la scrittura. Fare arte significa misurarsi con un abisso\, senza la certezza di uscirne indenni. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nLiberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nRegia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece\nInterpreti Sergio Leone\, Daniele Di Pietro\, Pietro De Tommasi\, Cristian Zandonella \nInterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni\nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera \nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari  Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer Luigi Biondi \nriprese Antar Corrado\npost-produzione video Domenico Parrino\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio\nresponsabile tecnico  Rossano Siragusano \nprodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/la-citta-dei-vivi/2025-11-13/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/LA-CITTA-DEI-VIVI.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251019T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251019T221000
DTSTAMP:20251014T093934Z
CREATED:20251014T093805Z
LAST-MODIFIED:20251014T093934Z
UID:10000899-1760907600-1760911800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:SE SI HA L'AMORE IN CORPO NON SERVE GIOCARE AL FLIPPER
DESCRIPTION:Cabaret contemporaneo omaggio a Fassbinder\n\nIn occasione degli ottant’anni dalla nascita del grande Fassbinder\, un intenso tributo teatrale all’artista che ha rivoluzionato il linguaggio del cinema e del teatro europeo. Una performance itinerante iper-sensuale che attraversa le sue opere restituendone la carica emotiva e trasgressiva.\n\n\n\nLo spettacolo si presenta come un cabaret contemporaneo: una suite di testi tratti dall’immensa produzione teatrale e cinematografica del regista tedesco\, rielaborati in forma di performance fisica e sonora. Musica\, voce\, corpi e movimento si fondono in una tensione drammaturgica che indaga il potere\, l’amore tossico\, i ruoli sociali\, la violenza emotiva e l’identità di genere. La cornice dei Chiostri Bramanteschi del Teatro Fontana contribuisce a rafforzare il contrasto tra estetica pura e tensione viscerale\, tra geometrie silenziose e desiderio irrisolto. La compagnia Phoebe Zeitgeist\, riconosciuta per la sua sperimentazione teatrale\, restituisce sul palco un ritratto crudele e poetico dell’umano\, fedele allo spirito fassbinderiano: un teatro del desiderio e della disillusione\, dove vittime e carnefici si confondono e i sentimenti si caricano di significati politici. \nPhoebe Zeitgeist\nRegia e Ideazione Giuseppe Isgrò\nDrammaturgia Giuseppe Isgrò e Francesca Marianna Consonni\nCon Francesca Frigoli\, Daniele Fedeli\, Liliana Benini\nMusiche Shari DeLorian\nLive guest Alessandra Novaga Fassbinder Wunderkammer\nPerformer Danilo Vuolo\, Lorella Borri\, Eugenia Marcolli\, Eugenia Marzano\, Lucrezia Mei\, Stefano Tornese\nCostumi\, maschere\, make up Danilo Vuolo\nAssistente alla regia Giulia Dalle Rive\nAssistente tecnico Ivan Guillaume Cosenza\nImmagine Francesca Frigoli\nUn progetto di Phoebe Zeitgeist. Prodotto da PAC Padiglione d’Arte Contemporanea – Milano.\nIn collaborazione con Goethe-Institut Mailand e Silent Art Explorer. Con il sostegno di Teatro E\, Trento e terzo paesaggio.\nOspitato in residenza presso TF | Teatro Fontana\, sede di Elsinor Centro di Produzione Teatrale.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/se-si-ha-lamore-in-corpo-non-serve-giocare-al-flipper/2025-10-19/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/SE-SI-HA-LAMORE-IN-CORPO.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251018T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251018T221000
DTSTAMP:20251014T093934Z
CREATED:20251014T093805Z
LAST-MODIFIED:20251014T093934Z
UID:10000898-1760821200-1760825400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:SE SI HA L'AMORE IN CORPO NON SERVE GIOCARE AL FLIPPER
DESCRIPTION:Cabaret contemporaneo omaggio a Fassbinder\n\nIn occasione degli ottant’anni dalla nascita del grande Fassbinder\, un intenso tributo teatrale all’artista che ha rivoluzionato il linguaggio del cinema e del teatro europeo. Una performance itinerante iper-sensuale che attraversa le sue opere restituendone la carica emotiva e trasgressiva.\n\n\n\nLo spettacolo si presenta come un cabaret contemporaneo: una suite di testi tratti dall’immensa produzione teatrale e cinematografica del regista tedesco\, rielaborati in forma di performance fisica e sonora. Musica\, voce\, corpi e movimento si fondono in una tensione drammaturgica che indaga il potere\, l’amore tossico\, i ruoli sociali\, la violenza emotiva e l’identità di genere. La cornice dei Chiostri Bramanteschi del Teatro Fontana contribuisce a rafforzare il contrasto tra estetica pura e tensione viscerale\, tra geometrie silenziose e desiderio irrisolto. La compagnia Phoebe Zeitgeist\, riconosciuta per la sua sperimentazione teatrale\, restituisce sul palco un ritratto crudele e poetico dell’umano\, fedele allo spirito fassbinderiano: un teatro del desiderio e della disillusione\, dove vittime e carnefici si confondono e i sentimenti si caricano di significati politici. \nPhoebe Zeitgeist\nRegia e Ideazione Giuseppe Isgrò\nDrammaturgia Giuseppe Isgrò e Francesca Marianna Consonni\nCon Francesca Frigoli\, Daniele Fedeli\, Liliana Benini\nMusiche Shari DeLorian\nLive guest Alessandra Novaga Fassbinder Wunderkammer\nPerformer Danilo Vuolo\, Lorella Borri\, Eugenia Marcolli\, Eugenia Marzano\, Lucrezia Mei\, Stefano Tornese\nCostumi\, maschere\, make up Danilo Vuolo\nAssistente alla regia Giulia Dalle Rive\nAssistente tecnico Ivan Guillaume Cosenza\nImmagine Francesca Frigoli\nUn progetto di Phoebe Zeitgeist. Prodotto da PAC Padiglione d’Arte Contemporanea – Milano.\nIn collaborazione con Goethe-Institut Mailand e Silent Art Explorer. Con il sostegno di Teatro E\, Trento e terzo paesaggio.\nOspitato in residenza presso TF | Teatro Fontana\, sede di Elsinor Centro di Produzione Teatrale.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/se-si-ha-lamore-in-corpo-non-serve-giocare-al-flipper/2025-10-18/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/10/SE-SI-HA-LAMORE-IN-CORPO.png
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250622T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250622T183000
DTSTAMP:20250401T141253Z
CREATED:20250306T142618Z
LAST-MODIFIED:20250401T141253Z
UID:10000325-1750611600-1750617000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TRADIMENTI DI PINTER
DESCRIPTION:Il capolavoro più famoso del nobel Harold Pinter racconta una banale relazione extraconiugale: i due amanti e il marito di lei\, nonché migliore amico di lui. Un triangolo dalla trama apparentemente semplice. Ma proprio nella tensione data dai silenzi\, da ciò che si poteva dire e che è stato taciuto\, si scopre il nucleo più drammatico e profondo dell’opera: parole non dette\, pensieri taciuti\, azioni nascoste riempiono le vite dei tre protagonisti\, minando tutte le loro azioni.\nIl capolavoro mondiale di Pinter rivive nell’allestimento sanguigno e asciutto di Michele Sinisi: un affascinante viaggio al contrario verso l’origine del tradimento\, ripercorso al ritmo del rock anni ’80\, tra didascalie spazio/temporali e tabelloni luminosi a scandire il trascorrere del tempo\, inesorabile giudice delle nostre azioni.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tradimenti-di-pinter/2025-06-22/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-16.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250621T193000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250621T210000
DTSTAMP:20250401T141253Z
CREATED:20250306T142618Z
LAST-MODIFIED:20250401T141253Z
UID:10000324-1750534200-1750539600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TRADIMENTI DI PINTER
DESCRIPTION:Il capolavoro più famoso del nobel Harold Pinter racconta una banale relazione extraconiugale: i due amanti e il marito di lei\, nonché migliore amico di lui. Un triangolo dalla trama apparentemente semplice. Ma proprio nella tensione data dai silenzi\, da ciò che si poteva dire e che è stato taciuto\, si scopre il nucleo più drammatico e profondo dell’opera: parole non dette\, pensieri taciuti\, azioni nascoste riempiono le vite dei tre protagonisti\, minando tutte le loro azioni.\nIl capolavoro mondiale di Pinter rivive nell’allestimento sanguigno e asciutto di Michele Sinisi: un affascinante viaggio al contrario verso l’origine del tradimento\, ripercorso al ritmo del rock anni ’80\, tra didascalie spazio/temporali e tabelloni luminosi a scandire il trascorrere del tempo\, inesorabile giudice delle nostre azioni.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tradimenti-di-pinter/2025-06-21/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-16.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250620T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250620T220000
DTSTAMP:20250401T141253Z
CREATED:20250306T142618Z
LAST-MODIFIED:20250401T141253Z
UID:10000323-1750451400-1750456800@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TRADIMENTI DI PINTER
DESCRIPTION:Il capolavoro più famoso del nobel Harold Pinter racconta una banale relazione extraconiugale: i due amanti e il marito di lei\, nonché migliore amico di lui. Un triangolo dalla trama apparentemente semplice. Ma proprio nella tensione data dai silenzi\, da ciò che si poteva dire e che è stato taciuto\, si scopre il nucleo più drammatico e profondo dell’opera: parole non dette\, pensieri taciuti\, azioni nascoste riempiono le vite dei tre protagonisti\, minando tutte le loro azioni.\nIl capolavoro mondiale di Pinter rivive nell’allestimento sanguigno e asciutto di Michele Sinisi: un affascinante viaggio al contrario verso l’origine del tradimento\, ripercorso al ritmo del rock anni ’80\, tra didascalie spazio/temporali e tabelloni luminosi a scandire il trascorrere del tempo\, inesorabile giudice delle nostre azioni.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tradimenti-di-pinter/2025-06-20/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-16.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250619T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250619T220000
DTSTAMP:20250401T141253Z
CREATED:20250306T142618Z
LAST-MODIFIED:20250401T141253Z
UID:10000322-1750365000-1750370400@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TRADIMENTI DI PINTER
DESCRIPTION:Il capolavoro più famoso del nobel Harold Pinter racconta una banale relazione extraconiugale: i due amanti e il marito di lei\, nonché migliore amico di lui. Un triangolo dalla trama apparentemente semplice. Ma proprio nella tensione data dai silenzi\, da ciò che si poteva dire e che è stato taciuto\, si scopre il nucleo più drammatico e profondo dell’opera: parole non dette\, pensieri taciuti\, azioni nascoste riempiono le vite dei tre protagonisti\, minando tutte le loro azioni.\nIl capolavoro mondiale di Pinter rivive nell’allestimento sanguigno e asciutto di Michele Sinisi: un affascinante viaggio al contrario verso l’origine del tradimento\, ripercorso al ritmo del rock anni ’80\, tra didascalie spazio/temporali e tabelloni luminosi a scandire il trascorrere del tempo\, inesorabile giudice delle nostre azioni.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tradimenti-di-pinter/2025-06-19/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-16.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250618T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250618T220000
DTSTAMP:20250401T141253Z
CREATED:20250306T142618Z
LAST-MODIFIED:20250401T141253Z
UID:10000321-1750278600-1750284000@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TRADIMENTI DI PINTER
DESCRIPTION:Il capolavoro più famoso del nobel Harold Pinter racconta una banale relazione extraconiugale: i due amanti e il marito di lei\, nonché migliore amico di lui. Un triangolo dalla trama apparentemente semplice. Ma proprio nella tensione data dai silenzi\, da ciò che si poteva dire e che è stato taciuto\, si scopre il nucleo più drammatico e profondo dell’opera: parole non dette\, pensieri taciuti\, azioni nascoste riempiono le vite dei tre protagonisti\, minando tutte le loro azioni.\nIl capolavoro mondiale di Pinter rivive nell’allestimento sanguigno e asciutto di Michele Sinisi: un affascinante viaggio al contrario verso l’origine del tradimento\, ripercorso al ritmo del rock anni ’80\, tra didascalie spazio/temporali e tabelloni luminosi a scandire il trascorrere del tempo\, inesorabile giudice delle nostre azioni.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tradimenti-di-pinter/2025-06-18/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-16.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250617T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250617T220000
DTSTAMP:20250401T141253Z
CREATED:20250306T142618Z
LAST-MODIFIED:20250401T141253Z
UID:10000320-1750192200-1750197600@cavalieridicultura.it
SUMMARY:TRADIMENTI DI PINTER
DESCRIPTION:Il capolavoro più famoso del nobel Harold Pinter racconta una banale relazione extraconiugale: i due amanti e il marito di lei\, nonché migliore amico di lui. Un triangolo dalla trama apparentemente semplice. Ma proprio nella tensione data dai silenzi\, da ciò che si poteva dire e che è stato taciuto\, si scopre il nucleo più drammatico e profondo dell’opera: parole non dette\, pensieri taciuti\, azioni nascoste riempiono le vite dei tre protagonisti\, minando tutte le loro azioni.\nIl capolavoro mondiale di Pinter rivive nell’allestimento sanguigno e asciutto di Michele Sinisi: un affascinante viaggio al contrario verso l’origine del tradimento\, ripercorso al ritmo del rock anni ’80\, tra didascalie spazio/temporali e tabelloni luminosi a scandire il trascorrere del tempo\, inesorabile giudice delle nostre azioni.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/tradimenti-di-pinter/2025-06-17/
LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://cavalieridicultura.it/wp-content/uploads/2025/03/Progetto-senza-titolo-16.webp
ORGANIZER;CN="Teatro Fontana":MAILTO:stampa.fontana@elsinor.net
END:VEVENT
END:VCALENDAR