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DESCRIPTION:Nuova drammaturgia di Mattia Favaro\n\nUn monologo ironico\, violento e viscerale dà voce a un personaggio nato dalla provincia veneta post-anni ’80: barista\, omosessuale\, intrappolato in una gabbia. Un flusso inarrestabile di parole racconta un Veneto inedito\, lontano dagli stereotipi di una terra troppo spesso semplificata tra capannoni\, razzismo e ignoranza. Con feroce lucidità\, Mattia Favaro traccia in uno specchio deformante il volto autentico della provincia italiana. Un testo potente\, feroce\, che scava nel paesaggio emotivo di una provincia ferita\, dove il bisogno d’amore si scontra con l’impossibilità di esprimersi.\n\n\n\nMS Il testo choccante  e pluripremiato di Mattia Favaro\, che ricorda IN EXITU di Giovanni Testori\, sull’omosessualità nella provincia veneta arriva a Milano il 7 e 8 aprile 2026. \nUn monologo tagliente e viscerale dà voce a un personaggio nato dalla provincia veneta post-anni ’80: un barista\, omosessuale\, intrappolato in una gabbia di omofobia interiorizzata e solitudine. MS è un flusso inarrestabile di parole che racconta un Veneto inedito\, lontano dagli stereotipi e capace di restituire complessità a una terra troppo spesso semplificata tra capannoni\, razzismo e ignoranza. \nTra le maschere goldoniane e le nuove identità della drammaturgia contemporanea\, lo spettacolo indaga le fratture dell’esistenza con feroce lucidità\, diventando specchio deformante ma autentico della provincia italiana. Un viaggio teatrale tra ironia e dolore\, dove la voce dell’emarginato si fa protagonista. \ndrammaturgia di Mattia Favaro\nregia di Tommaso Franchin\ncon Massimo Scola\nsuoni di Thybaud J. Monterisi\nluci di Manuel Garzetta\nscene e costumi Fabio Carpene\nproduzione di exvUoto teatro\ncon il sostegno di Drupa Centre\, Fori Festival\nun ringraziamento a Theatron 2.0 \nTesto vincitore della menzione speciale al premio Carlo Annoni 2024\nTesto vincitore della menzione speciale a Omissis 2024\nTesto premiato dal comitato under 30 a Omissis 2024 \nPremio tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2024
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DESCRIPTION:La notte poco prima delle foreste di Koltes in napoletano\n\nUn’emozionante traduzione in napoletano del celebre monologo di Bernard-Marie Koltès\, La notte poco prima delle foreste\, scritto nel 1977. La storia di un uomo solo\, straniero\, immigrato\, che incontra uno sconosciuto e tenta di raccontarsi prima che arrivi il buio. Una corsa contro il silenzio. Una richiesta disperata d’amore. Tradotta in una lingua che parla al Sud di tutto il mondo. *spettacolo con sottotitoli in italiano\n\n\n\nIl capolavoro di Koltes La notte poco prima delle foreste che racconta la storia di uno straniero in fuga\, in una incredibile traduzione in napoletano. Un reading performativo commovente a Milano il 26-27 marzo 2026. \nCosa succede quando una delle voci più poetiche e disperate del teatro europeo incontra il dialetto più teatrale d’Italia?\n“Nuttata” è la traduzione in napoletano del celebre monologo di Bernard-Marie Koltès\, La notte poco prima delle foreste\, scritto nel 1977: un testo che è grido\, confessione\, preghiera laica. La storia di un uomo solo\, straniero\, che incontra uno sconosciuto e tenta di raccontarsi prima che arrivi il buio. Una corsa contro il silenzio. Una richiesta disperata d’amore. \nIl testo\, già potente nella lingua dell’autore francese\, qui prende nuova vita nel napoletano: lingua ruvida\, musicale\, teatrale per eccellenza. Ma non si tratta di una semplice traduzione. Domenico Ingenito\, autore e attore\, ha trasformato il testo in un vero esperimento linguistico e umano: prima una versione letterale dal francese\, poi un’immersione nelle stazioni di Napoli\, tra i “ragazzi di vita”\, gli invisibili di oggi. Ha ascoltato le loro voci\, i loro suoni\, i loro ritmi. Li ha fatti entrare nel monologo dando vita a uno spettacolo incandescente\, dove il senso di estraneità\, emarginazione e bisogno d’amore si mescola al suono viscerale del napoletano. \nTraduzione e adattamento de La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltés \na cura di e con Domenico Ingenito\nDisegno luci Sebastiano Cautiero\nproduzione Interno 5/coproduzione Opera Estate festival  \nLo spettacolo presenta scene di nudo integrale 
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DESCRIPTION:Il capolavoro di Marina Carr con Federica Rosellini\n\nQuattro artiste\, Carr – Rosellini – Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro campi\, creano un oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile. La storia ruota attorno a figure femminili che esplorano temi di identità\, trasformazione e potere\, tra elementi mitologici e tecnologici\, ricordi privati\, grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica\, in una tela caleidoscopica in 21 quadri. La terza produzione 2026 di Elsinor è un oggetto sciamanico\, commovente\, sconvolgente\, tra teatro\, videoarte e musica\, suoni preistorici e sperimentali e un linguaggio selvatico.\n\n\n\nDurante la pandemia\, Marina Carr ha scritto iGirl\, opera immaginata per questi tempi di incertezza. Ha intrecciato frammenti poetici\, ricordi privati\, riflessioni intime e universali\, odi a grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica in una tela caleidoscopica in 21 quadri che attraversa il Tempo e le dimensioni consuete per sconfinare in luoghi insondati e misterici\, come il grande teatro dovrebbe sempre fare. Un oggetto indefinibile\, delicato\, sciamanico\, commovente\, sconvolgente. Da maneggiare con estrema cura. \nTradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti\, iGirl ha affascinato Federica Rosellini\, che ha deciso di portarlo in scena. La sua regia fonde teatro\, videoarte e musica\, trasformando il testo in un rito moderno\, uno sconfinamento nell’arte contemporanea. Suoni preistorici e sperimentali\, un immaginario visionario e un linguaggio selvatico creano un’esperienza scenica immersiva\, in cui il corpo della performer diventa corpo transumante\, corpo-graffito\, corpo-tatuaggio\, veicolo di rifrazione e trasformazione continue. A completare questo viaggio sonoro e visivo\, la musica di Daniela Pes\, capace di mescidare passato e futuro in una lingua ancestrale e innovativa\, e i video dell’artista e regista cinematografica Rä di Martino. Quattro artiste\, Carr- Rosellini- Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro differenti campi\, convergono nella creazione di un unico oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile\, in un percorso che si arricchisce di altre forti collaborazioni\, come il sound design di Gup Alcaro\, fresco premio Ubu 2023\, i costumi di Simona D’amico\, il light design di Simona Gallo e gli elementi scenico-meccanici di Paola Villani. \ndi Marina Carr\ntraduzione Monica Capuani e Valentina Rapetti\nperformer e regia Federica Rosellini\nvideo Rä di Martino\nmusica originale Daniela Pes\nsound designer GUP Alcaro\ncostumi Simona D’Amico\nscenografia Paola Villani\nlight designer Simona Gallo\ndramaturg Monica Capuani\naiuto regia Elvira Berarducci \ncoproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa\, Teatro Stabile Bolzano\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale \nsostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival\ndiritti di rappresentazione a cura di THE AGENCY (London) LTD
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DESCRIPTION:Il capolavoro di Marina Carr con Federica Rosellini\n\nQuattro artiste\, Carr – Rosellini – Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro campi\, creano un oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile. La storia ruota attorno a figure femminili che esplorano temi di identità\, trasformazione e potere\, tra elementi mitologici e tecnologici\, ricordi privati\, grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica\, in una tela caleidoscopica in 21 quadri. La terza produzione 2026 di Elsinor è un oggetto sciamanico\, commovente\, sconvolgente\, tra teatro\, videoarte e musica\, suoni preistorici e sperimentali e un linguaggio selvatico.\n\n\n\nDurante la pandemia\, Marina Carr ha scritto iGirl\, opera immaginata per questi tempi di incertezza. Ha intrecciato frammenti poetici\, ricordi privati\, riflessioni intime e universali\, odi a grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica in una tela caleidoscopica in 21 quadri che attraversa il Tempo e le dimensioni consuete per sconfinare in luoghi insondati e misterici\, come il grande teatro dovrebbe sempre fare. Un oggetto indefinibile\, delicato\, sciamanico\, commovente\, sconvolgente. Da maneggiare con estrema cura. \nTradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti\, iGirl ha affascinato Federica Rosellini\, che ha deciso di portarlo in scena. La sua regia fonde teatro\, videoarte e musica\, trasformando il testo in un rito moderno\, uno sconfinamento nell’arte contemporanea. Suoni preistorici e sperimentali\, un immaginario visionario e un linguaggio selvatico creano un’esperienza scenica immersiva\, in cui il corpo della performer diventa corpo transumante\, corpo-graffito\, corpo-tatuaggio\, veicolo di rifrazione e trasformazione continue. A completare questo viaggio sonoro e visivo\, la musica di Daniela Pes\, capace di mescidare passato e futuro in una lingua ancestrale e innovativa\, e i video dell’artista e regista cinematografica Rä di Martino. Quattro artiste\, Carr- Rosellini- Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro differenti campi\, convergono nella creazione di un unico oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile\, in un percorso che si arricchisce di altre forti collaborazioni\, come il sound design di Gup Alcaro\, fresco premio Ubu 2023\, i costumi di Simona D’amico\, il light design di Simona Gallo e gli elementi scenico-meccanici di Paola Villani. \ndi Marina Carr\ntraduzione Monica Capuani e Valentina Rapetti\nperformer e regia Federica Rosellini\nvideo Rä di Martino\nmusica originale Daniela Pes\nsound designer GUP Alcaro\ncostumi Simona D’Amico\nscenografia Paola Villani\nlight designer Simona Gallo\ndramaturg Monica Capuani\naiuto regia Elvira Berarducci \ncoproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa\, Teatro Stabile Bolzano\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale \nsostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival\ndiritti di rappresentazione a cura di THE AGENCY (London) LTD
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DESCRIPTION:Il capolavoro di Marina Carr con Federica Rosellini\n\nQuattro artiste\, Carr – Rosellini – Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro campi\, creano un oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile. La storia ruota attorno a figure femminili che esplorano temi di identità\, trasformazione e potere\, tra elementi mitologici e tecnologici\, ricordi privati\, grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica\, in una tela caleidoscopica in 21 quadri. La terza produzione 2026 di Elsinor è un oggetto sciamanico\, commovente\, sconvolgente\, tra teatro\, videoarte e musica\, suoni preistorici e sperimentali e un linguaggio selvatico.\n\n\n\nDurante la pandemia\, Marina Carr ha scritto iGirl\, opera immaginata per questi tempi di incertezza. Ha intrecciato frammenti poetici\, ricordi privati\, riflessioni intime e universali\, odi a grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica in una tela caleidoscopica in 21 quadri che attraversa il Tempo e le dimensioni consuete per sconfinare in luoghi insondati e misterici\, come il grande teatro dovrebbe sempre fare. Un oggetto indefinibile\, delicato\, sciamanico\, commovente\, sconvolgente. Da maneggiare con estrema cura. \nTradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti\, iGirl ha affascinato Federica Rosellini\, che ha deciso di portarlo in scena. La sua regia fonde teatro\, videoarte e musica\, trasformando il testo in un rito moderno\, uno sconfinamento nell’arte contemporanea. Suoni preistorici e sperimentali\, un immaginario visionario e un linguaggio selvatico creano un’esperienza scenica immersiva\, in cui il corpo della performer diventa corpo transumante\, corpo-graffito\, corpo-tatuaggio\, veicolo di rifrazione e trasformazione continue. A completare questo viaggio sonoro e visivo\, la musica di Daniela Pes\, capace di mescidare passato e futuro in una lingua ancestrale e innovativa\, e i video dell’artista e regista cinematografica Rä di Martino. Quattro artiste\, Carr- Rosellini- Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro differenti campi\, convergono nella creazione di un unico oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile\, in un percorso che si arricchisce di altre forti collaborazioni\, come il sound design di Gup Alcaro\, fresco premio Ubu 2023\, i costumi di Simona D’amico\, il light design di Simona Gallo e gli elementi scenico-meccanici di Paola Villani. \ndi Marina Carr\ntraduzione Monica Capuani e Valentina Rapetti\nperformer e regia Federica Rosellini\nvideo Rä di Martino\nmusica originale Daniela Pes\nsound designer GUP Alcaro\ncostumi Simona D’Amico\nscenografia Paola Villani\nlight designer Simona Gallo\ndramaturg Monica Capuani\naiuto regia Elvira Berarducci \ncoproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa\, Teatro Stabile Bolzano\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale \nsostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival\ndiritti di rappresentazione a cura di THE AGENCY (London) LTD
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DESCRIPTION:Il capolavoro di Marina Carr con Federica Rosellini\n\nQuattro artiste\, Carr – Rosellini – Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro campi\, creano un oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile. La storia ruota attorno a figure femminili che esplorano temi di identità\, trasformazione e potere\, tra elementi mitologici e tecnologici\, ricordi privati\, grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica\, in una tela caleidoscopica in 21 quadri. La terza produzione 2026 di Elsinor è un oggetto sciamanico\, commovente\, sconvolgente\, tra teatro\, videoarte e musica\, suoni preistorici e sperimentali e un linguaggio selvatico.\n\n\n\nDurante la pandemia\, Marina Carr ha scritto iGirl\, opera immaginata per questi tempi di incertezza. Ha intrecciato frammenti poetici\, ricordi privati\, riflessioni intime e universali\, odi a grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica in una tela caleidoscopica in 21 quadri che attraversa il Tempo e le dimensioni consuete per sconfinare in luoghi insondati e misterici\, come il grande teatro dovrebbe sempre fare. Un oggetto indefinibile\, delicato\, sciamanico\, commovente\, sconvolgente. Da maneggiare con estrema cura. \nTradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti\, iGirl ha affascinato Federica Rosellini\, che ha deciso di portarlo in scena. La sua regia fonde teatro\, videoarte e musica\, trasformando il testo in un rito moderno\, uno sconfinamento nell’arte contemporanea. Suoni preistorici e sperimentali\, un immaginario visionario e un linguaggio selvatico creano un’esperienza scenica immersiva\, in cui il corpo della performer diventa corpo transumante\, corpo-graffito\, corpo-tatuaggio\, veicolo di rifrazione e trasformazione continue. A completare questo viaggio sonoro e visivo\, la musica di Daniela Pes\, capace di mescidare passato e futuro in una lingua ancestrale e innovativa\, e i video dell’artista e regista cinematografica Rä di Martino. Quattro artiste\, Carr- Rosellini- Di Martino – Pes\, teste di diamante nei loro differenti campi\, convergono nella creazione di un unico oggetto performativo inedito\, ibrido\, imprendibile\, in un percorso che si arricchisce di altre forti collaborazioni\, come il sound design di Gup Alcaro\, fresco premio Ubu 2023\, i costumi di Simona D’amico\, il light design di Simona Gallo e gli elementi scenico-meccanici di Paola Villani. \ndi Marina Carr\ntraduzione Monica Capuani e Valentina Rapetti\nperformer e regia Federica Rosellini\nvideo Rä di Martino\nmusica originale Daniela Pes\nsound designer GUP Alcaro\ncostumi Simona D’Amico\nscenografia Paola Villani\nlight designer Simona Gallo\ndramaturg Monica Capuani\naiuto regia Elvira Berarducci \ncoproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa\, Teatro Stabile Bolzano\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale \nsostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival\ndiritti di rappresentazione a cura di THE AGENCY (London) LTD
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SUMMARY:L'EUROPA NON CADE DAL CIELO
DESCRIPTION:Una storia dell’Europa. Progetto EUROPE LIVE col patrocinio dell’Unione Europea\n\nUna storia dell’Unione Europea dalla sua nascita ai giorni nostri. Immagini e musiche di allora e oggi\, in un intreccio che mette in luce l’immaginario delle giovani generazioni nei diversi momenti della vita dell’Unione Europea.\n\n\n\nChe cos’è l’Europa\, e cosa ha rappresentato per le generazioni che l’hanno attraversata e vissuta? Uno spettacolo tout public (per adulti e piccoli) a Milano solo il 12 marzo 2026\, che ripercorre la storia dell’Unione Europea. \nUn racconto a due voci\, tra storia\, musica e memoria\, per ripercorrere la nascita e l’evoluzione dell’Unione Europea attraverso lo sguardo di due ventenni di oggi. Dalle macerie della guerra ai sogni di integrazione\, tra contraddizioni\, speranze e trasformazioni sociali\, lo spettacolo intreccia immagini e playlist d’epoca per dare voce all’immaginario delle giovani generazioni europee. Un viaggio teatrale tra passato e presente\, per interrogare il futuro dell’Europa. \n\n\nAlessandro Argnani / Teatro delle Albe – Laura Orlandini \nideazione e regia Alessandro Argnani con Camilla Berardi\, Massimo Giordani \ntesto Laura Orlandini video Alessandro Penta assistente alla regia Alice Cottifogli \nconsulenza storica Michele Marchi\, Lucrezia Ranieri \nconsulenza musicale Alessandro Luparini\, Roberto Magnani \ndisegno luci Roberto Magnani\, Gerardo De Vita\ntecnico audio Fagio tecnico luci Gerardo De Vita \naiuto regia Alice Cottifogli \nufficio stampa Federica Ferruzzi \norganizzazione e promozione Francesca Venturi \nPROGETTO EUROPE LIVE\, PERCORSO SULL’EUROPA IN ROMAGNA ATTRAVERSO IL TEATRO\npromosso da Centro Europe Direct della Romagna\, Comune di Ravenna \nin collaborazione con Regione Emilia-Romagna  produzione teatrale Ravenna Teatro\nnetwork Alma Mater Studiorum\, Università di Bologna – dipartimento di Beni Culturali\, Unione dei Comuni della Bassa Romagna\, Comune di Bagnacavallo\, Unione della Romagna Faentina\, Comune di Faenza\, Comune di Cervia\, Comune di Russi e Coop. Soc. LibrAzione con il progetto EUphoria \ncon il patrocinio di Commissione Europea\, Rappresentanza in Italia
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SUMMARY:GIULIETTA E ROMEO
DESCRIPTION:Shakespeare con Roberto Latini\n\nUno straordinario concerto-spettacolo che attraversa le intensissime scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme. Solo loro due. Roberto Latini\, pluripremiato attore\, autore e regista Premio Ubu\, dà vita a cinque quadri di una suite musicale rock\, che mescola Shakespeare al canto e alla musica dal vivo.\n\n\n\nA Milano dal 5 all’8 marzo 2026 Roberto Latini\, pluripremiato attore\, autore e regista più volte Premio Ubu\, dà vita a Cinque quadri\, cinque movimenti come in una suite musicale.\nUna riscrittura intima\, asciutta e musicale che fa risuonare la tragedia come la storia dell’occasione mancata\, dell’amore che avrebbe potuto essere.Romeo e Giulietta portano con sé la nostalgia di un futuro mai vissuto\, il rimpianto di ciò che resta solo immaginato. La loro storia ci somiglia\, perché parla di noi: del tempo che passa\, dei desideri lasciati indietro\, delle possibilità non colte. \nUno spettacolo teatrale che diventa un inno alla bellezza fragile dell’amore\, alla sua capacità di toccarci anche nel disincanto\, alla leggerezza necessaria per crederci ancora. In scena al Teatro Fontana: una riscrittura contemporanea di Shakespeare\, tra parola e musica\, emozione e memoria. \ndrammaturgia e regia Roberto Latini\ncon Roberto Latini e Federica Carra\nmusiche e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\ncostumi Daria Latini\nvideo Collettivo Treppenwitz\nda L’amore ist nicht une chose for everybody (loving kills)\nproduzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
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DESCRIPTION:Shakespeare con Roberto Latini\n\nUno straordinario concerto-spettacolo che attraversa le intensissime scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme. Solo loro due. Roberto Latini\, pluripremiato attore\, autore e regista Premio Ubu\, dà vita a cinque quadri di una suite musicale rock\, che mescola Shakespeare al canto e alla musica dal vivo.\n\n\n\nA Milano dal 5 all’8 marzo 2026 Roberto Latini\, pluripremiato attore\, autore e regista più volte Premio Ubu\, dà vita a Cinque quadri\, cinque movimenti come in una suite musicale.\nUna riscrittura intima\, asciutta e musicale che fa risuonare la tragedia come la storia dell’occasione mancata\, dell’amore che avrebbe potuto essere.Romeo e Giulietta portano con sé la nostalgia di un futuro mai vissuto\, il rimpianto di ciò che resta solo immaginato. La loro storia ci somiglia\, perché parla di noi: del tempo che passa\, dei desideri lasciati indietro\, delle possibilità non colte. \nUno spettacolo teatrale che diventa un inno alla bellezza fragile dell’amore\, alla sua capacità di toccarci anche nel disincanto\, alla leggerezza necessaria per crederci ancora. In scena al Teatro Fontana: una riscrittura contemporanea di Shakespeare\, tra parola e musica\, emozione e memoria. \ndrammaturgia e regia Roberto Latini\ncon Roberto Latini e Federica Carra\nmusiche e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\ncostumi Daria Latini\nvideo Collettivo Treppenwitz\nda L’amore ist nicht une chose for everybody (loving kills)\nproduzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
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SUMMARY:DIECI MODI PER MORIRE FELICI
DESCRIPTION:Quanto costa essere felici? Nello stile inconfondibile di Emanuele Aldrovandi uno spettacolo divertentissimo: dieci spettatori possono sperimentare una nuova vita\, compiendo scelte che influenzano l’andamento dello spettacolo\, con un solo obiettivo: morire felici. Un dispositivo scenico unico trasforma il palco in un ring sulla vita e la felicità.\n\n\n\nPubblico partecipe o spettatore? Uno spettacolo unico a Milano solo il 4 marzo 2026 sul senso della vita: gli spettatori immaginano un possibile futuro per chiedersi come diventare felici. \nDopo il successo della scorsa stagione torna in scena al Teatro Fontana Dieci modi per morire felici\, spettacolo interattivo e sorprendente firmato da Emanuele Aldrovandi\, uno dei drammaturghi italiani più premiati e apprezzati del teatro contemporaneo. \nUn monologo coinvolgente\, un attore straordinario e un dispositivo scenico unico trasformano il palco in un vero e proprio gioco teatrale sulla vita e sulla felicità. Il pubblico diventa parte attiva dello spettacolo: ogni sera\, dieci spettatori selezionati vivranno una nuova esistenza\, fatta di scelte\, incognite\, ribellioni e compromessi. Dalla nascita alla morte\, l’unico obiettivo è uno solo: morire felici. \nLe decisioni dei dieci partecipanti guidano l’azione\, rendendo ogni replica diversa e irripetibile. Ma anche chi resta in platea è protagonista: la collettività\, infatti\, ha il potere di interferire nel destino dei singoli\, diventando metafora vivente del mondo in cui viviamo. \nUna performance teatrale immersiva che unisce racconto\, gioco\, ironia e riflessione. Un’esperienza da non perdere per chi ama il teatro contemporaneo\, per chi cerca emozioni nuove\, e per chi vuole mettersi in gioco – davvero. \n* 𝑛𝑜𝑛 è 𝑜𝑏𝑏𝑙𝑖𝑔𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑎𝑔𝑖𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑎𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒\, è 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑜𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑖𝑟𝑒 \n\nIdeazione e regia Emanuele Aldrovandi\nCon Luca Mammoli\nDrammaturgia Emanuele Aldrovandi e Jacopo Giacomoni\nScenografia Francesco Fassone\nCollaborazione alla realizzazione scenografia Jessica Koba\nCostumi Costanza Maramotti\nCollaborazione alla realizzazione costumi Nuvia Valestri\nMusiche Riccardo Tesorini\nGrafiche Lucia Catellani\nProduzione Autori Vivi / Fondazione I Teatri Reggio Emilia
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SUMMARY:LA DIVA DEL BATACLAN
DESCRIPTION:Musical con Claudia Marsicano\, regia Gabriele\nUno dei momenti più tragici della storia recente – gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 – diventa lo sfondo di una riflessione disturbante: quella sulle false vittime.\nLa Diva del Bataclan è un musical teatrale contemporaneo interpretato dal Premio Ubu Claudia Marsicano\, che unisce racconto e musica per dare forma a una storia cruda e attualissima. Protagonista è Audrey\, giovane donna in fuga dalla realtà\, capace di trasformare la finzione in verità.\nIsolata in una banlieue parigina e immersa in una vita virtuale fatta di identità inventate\, Audrey compie un gesto estremo: si finge sopravvissuta alla strage del Bataclan per ottenere attenzione\, riconoscimento\, senso.\nIn un mondo dominato dai social media\, dove ogni trauma diventa spettacolo e ogni ferita può generare fama\, la figura della falsa vittima emerge come simbolo inquietante della nostra epoca.\nCon una partitura originale e un linguaggio scenico ibrido\, lo spettacolo dà voce a un personaggio mitomane\, manipolatore e tragicamente umano\, portando in scena il confine tra verità e finzione\, tra desiderio di riscatto e ossessione per la visibilità. \nregia\, drammaturgia e liriche Gabriele Paolocà\ncon Claudia Marsicano e Gabriele Correddu\nmusiche originali Fabio Antonelli\nscene Rosita Vallefuoco\nluci Martìn Emanuel Palma\ndrammaturgia fisica Carlo Massari\ncostumi Anna Coluccia\naiuto regia Marco Fasciana\nassistente volontario Matteo Libertucci\nufficio stampa Antonella Mucciaccio\nsi ringrazia per le traduzioni Marco Chenevier \nproduzione Cranpi\, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione\, Romaeuropa Festival\ncon il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, Regione Lazio\ncon il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt)\, Comune di Sansepolcro e Teatro Biblioteca Quarticciolo \n 
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SUMMARY:THE BLUES POINT
DESCRIPTION:Concerto sulla storia del blues tout public\n\nUn viaggio energico e coinvolgente alle radici della musica nera\, per scoprire quanto soul\, funk e blues ancora pulsano nella musica di oggi.\n\n\n\nUN CONCERTO-LEZIONE sul Blues per tutta la famiglia! Da godersi anche insieme ai più piccoli. \nLa musica nera è oggi il punto di riferimento\, il motore\, il termine di paragone della musica giovanile. Da quarant’anni decine di solisti imitano le voci graffianti e poderose dei cantanti americani di colore; un esercito di gruppi rock ha rivisitato i ritmi e le atmosfere soul\, riuscendo a volte nell’incredibile impresa di creare nuovi stili musicali. Lo scopo di The blues point è quello di rendere i giovani più consapevoli di ciò che si ascolta alla radio\, in TV\, ai concerti o in cuffia: un sound travolgente per riscoprire le radici del rock’n roll nel rhythm & blues e\, ancora prima\, nel blues\, e raccontare ai ragazzi le origini e la cultura della loro musica preferita. \ndi Luciano Gentile\ncon Marcello Colò batteria e voce\nMichele Fantoni basso e voce\nStefano Pecorelli chitarra\nLorenzo Definti piano\nTommaso Faro tastiere e voce\nWalter Muto chitarra e voce\nproduzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
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SUMMARY:UNA SETTIMANA DI BONTÀ 1975
DESCRIPTION:Commedia grottesca sull’Italia degli anni di Piombo\nUna settimana di bontà 1975 è uno spettacolo teatrale provocatorio\, lucido e irresistibilmente comico.\nScritto da Tonino Conte nel 1975\, il testo nasce come satira feroce travestita da promessa di armonia: un titolo che viene sistematicamente smentito scena dopo scena. In sette quadri autonomi e spietati\, prende forma un ritratto assurdo e grottesco dell’Italia attraversata da tensioni profonde. \nMafia\, bande armate\, eroina\, attentati\, sesso libero\, ex fascisti ed ex partigiani: non è una narrazione storica degli anni di piombo\, ma il racconto dal di dentro\, dal basso\, dei contrasti e delle ambiguità che li hanno segnati.\nIl testo mette in luce la ferocia delle persone per bene\, gli ideali opachi\, il conformismo travestito da rivoluzione. \nLa regia sceglie di restituire oggi\, con rinnovata attualità\, un’opera teatrale che fotografa un’umanità contraddittoria e perennemente sull’orlo del paradosso. Con un ritmo serrato e ironico\, tra dialoghi fulminanti e situazioni surreali\, lo spettacolo ricorda il cinema di Buñuel per atmosfera e stile\, mantenendo sempre quella “giusta distanza” capace di rivelare\, senza moralismi\, un’epoca inquieta. \nCompletano l’esperienza una colonna sonora d’epoca\, che attraversa gli anni ‘60 e ‘70 con brani di Gaber\, Ciampi\, Gaetano\, Dalla\, i Nomadi e Inti Illimani\, fino a Benvenuto Fortunato\, canzone scritta dallo stesso Tonino Conte nel 1968. \nDi Tonino Conte\nRegia Emanuele Conte\nCon Ludovica Baiardi\, Raffaele Barca\, Christian Gaglione\, Charlotte Lataste\, Antonella Loliva\, Marco Rivolta e Matteo Traverso\nScene Emanuele Conte\nDisegno luci Matteo Selis\nCostumi Daniela De Blasio con la consulenza di Danièle Sulewic\nRegista assistente Alessio Aronne\nMovimenti coreografici Emanuela Bonora\nAttrezzeria Renza Tarantino\nSarta Rocìo Orihuela Perea \nProduzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse
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SUMMARY:COME TRATTENERE IL RESPIRO
DESCRIPTION:“Perché sei così calma?” “Perché viviamo in Europa\, qui non succede mai niente di brutto”. Una notte Dana fa l’amore con uno sconosciuto. Un uomo irreale che dice di essere il diavolo. Da lì in poi tutto cambia. Inizia così un viaggio catastrofico attraverso l’Europa che si sfalda. Un Faust al femminile\, una favola nera feroce e comica.\n\n\n\nDestinazione finale: Alessandria d’Egitto\, rifugio simbolico di un’illusione ormai perduta.Ma questa non è una storia di crescita.È una via crucis laica\, un spettacolo teatrale contemporaneo in cui la protagonista\, accecata da un ottimismo quasi demenziale\, si rifiuta di accettare la realtà. \nDi Zinnie Harris\nTraduzione di Monica Capuani\nRegia di Marco Plini\ncon Fabio Banfo\, Luca Cattani\, Cecilia Di Donato\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri\nDisegno luci di Fabio Bozzetta\nMusiche originali di Alessandro Deflorio\nDramaturg Monica Capuani\nAssistente alla regia Elena C. Patacchini\nProduzione Centro Teatrale MaMiMò e Teatro Nazionale di Genova\nPer gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay
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DESCRIPTION:Nuova drammaturgia di Eliana Rotella\n\n\nIn un futuro non troppo lontano\, ogni informazione appartiene allo Stato. Conservare dati non condivisi è un crimine. In scena\, due persone rinchiuse in uno spazio claustrofobico: custodiscono una biografia eversiva\, un documento proibito\, intimo\, pericoloso. Il tempo corre\, le opinioni si scontrano\, la fuga è impossibile. Quando la tensione raggiunge il culmine\, l’atteso irrompere della polizia lascia il posto a qualcosa di inaspettato: la quarta parete si infrange. I protagonisti si rivolgono direttamente al pubblico\, trasformando la scena in uno spazio vivo\, aperto\, dove la parola torna a essere gesto\, presenza\, corpo politico. \nQuesto spettacolo teatrale\, in programma nella nuova stagione del Teatro Fontana di Milano\, è un’indagine lucida e potente sul potere dei dati\, sulla vulnerabilità del corpo\, sull’urgenza di restituire senso e forza collettiva alla narrazione. Un esempio incisivo di teatro contemporaneo che mette al centro il tema della sorveglianza\, della libertà e della resistenza condivisa. Una riflessione radicale sulla possibilità di resistere\, insieme. \ndi Eliana Rotella\nregia Claudio Autelli\ncon Salvatore Alfano\, Maria Bacci Pasello e Anna Manella\nmusiche originali Gianluca Agostini\norganizzazione Camilla Figini e Dalila Sena\ncomunicazione Elisabetta Bocchino\nufficio stampa Cristina Pileggi\nproduzione LAB121 – Con il sostegno del MiC e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” \n 
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DESCRIPTION:Nuova drammaturgia di Eliana Rotella\n\n\nIn un futuro non troppo lontano\, ogni informazione appartiene allo Stato. Conservare dati non condivisi è un crimine. In scena\, due persone rinchiuse in uno spazio claustrofobico: custodiscono una biografia eversiva\, un documento proibito\, intimo\, pericoloso. Il tempo corre\, le opinioni si scontrano\, la fuga è impossibile. Quando la tensione raggiunge il culmine\, l’atteso irrompere della polizia lascia il posto a qualcosa di inaspettato: la quarta parete si infrange. I protagonisti si rivolgono direttamente al pubblico\, trasformando la scena in uno spazio vivo\, aperto\, dove la parola torna a essere gesto\, presenza\, corpo politico. \nQuesto spettacolo teatrale\, in programma nella nuova stagione del Teatro Fontana di Milano\, è un’indagine lucida e potente sul potere dei dati\, sulla vulnerabilità del corpo\, sull’urgenza di restituire senso e forza collettiva alla narrazione. Un esempio incisivo di teatro contemporaneo che mette al centro il tema della sorveglianza\, della libertà e della resistenza condivisa. Una riflessione radicale sulla possibilità di resistere\, insieme. \ndi Eliana Rotella\nregia Claudio Autelli\ncon Salvatore Alfano\, Maria Bacci Pasello e Anna Manella\nmusiche originali Gianluca Agostini\norganizzazione Camilla Figini e Dalila Sena\ncomunicazione Elisabetta Bocchino\nufficio stampa Cristina Pileggi\nproduzione LAB121 – Con il sostegno del MiC e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” \n 
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LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
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DESCRIPTION:Musical sull’amore\n\nIl nuovo spettacolo di Gipo Gurrado\, ultimo capitolo della sua “Modern Musical Trilogy” dopo l’esilarante “Supermarket” e il poetico “Family”\, seconda nuova produzione Elsinor\, mette al centro l’amore: quello vero\, imperfetto\, disordinato\, paranoico\, dolce\, tragico\, appiccicoso. Insomma: l’amore in tutte le sue forme e deformazioni.\n\n\n\n\nRaccontare l’amore a teatro? Un progetto destinato a fallire. E proprio per questo vale la pena provarci. Con ironia spietata\, crudeltà e tenerezza\, FUCK dà voce al mondo emotivo che abita ognuno di noi. Lo spettacolo è ambientato in metropolitana\, metafora di come nei tempi moderni si entra ed esca dalle vite altrui con la stessa facilità con cui si sale e scende da un vagone\, pronti a una nuova destinazione. Al centro\, come negli altri episodi della “Trilogy”\, l’uomo moderno con le sue paranoie\, i suoi desideri\, i suoi meravigliosi difetti. Un flusso di emozioni che si intrecciano\, si sfaldano\, si cantano. Ispirandosi a voci ironiche e visionarie come Flaiano\, Bufalino\, Heller\, Richler ed Everett F*CK smonta i cliché del genere e li ricompone in uno stile nuovo\, originale\, tutto italiano. \nCon le musiche prodotte negli studi Indiehub di Milano\, le scene di Marina Conti e le coreografie di Maja Delak\, FUCK* segna una nuova tappa nel percorso di Gipo Gurrado: lontano da Broadway\, vicino a chi ama. Anche male. \n\ncon Andrea Lietti\, Giovanni Longhin\, Ilaria Longo\, Nicola Lorusso\, Roberto Marinelli\, Paola Tintinelli\, Marco Rizzo\, Elena Scalet\nLibretto\, testi\, musiche\, regia  Gipo Gurrado\nMovimenti scenici\, coreografie Maja Delak\nScene e costumi Marina Conti\nSuono Stefano Giungato (Indiehub Studio)\nFotografie Michela Piccinini\nProduzione Elsinor Centro di produzione teatrale\n 
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