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DESCRIPTION:Di Ibsen / regia Ivonne Capece\n\nL’opera più scandalosa di Ibsen in una regia affilata come un rasoio che capovolge la prospettiva: non solo l’epopea dell’emancipazione femminile\, ma un viaggio nell’inquietudine maschile post-abbandono. Nora se n’è andata. La porta si è chiusa da tempo. Ma Torvald è ancora lì\, a rimettere insieme i cocci della propria virilità smarrita. Casa di bambola di Ibsen in una spirale sonora tra tango e voli d’uccelli alla Hitchcock: cosa resta di un uomo quando il suo ruolo va in frantumi?\n\n\n\nIl capolavoro di Ibsen a Milano dal 9 al 14 giugno 2026 in una regia che lo strasforma negli inclubi di Torvald rimasto solo\, in una casa vuota\, a raccogliere i cocci della propria identità smarrita. \nCon una regia tagliente e immersiva\, Ivonne Capece capovolge lo sguardo sull’opera più scandalosa di Ibsen. Casa di bambola diventa così un sequel contemporaneo\, un viaggio dentro l’inquietudine maschile dopo l’emancipazione femminile. \nTra suoni che evocano il tango e il battito d’ali di uccelli hitchcockiani\, la scena si fa spazio mentale: denso di rimpianti\, frustrazioni\, domande che non trovano risposta. \nregia Ivonne Capece\ndrammaturgia da Eric Ibsen\ninterpreti Massimo di Michele\, Maria Laura Palmeri casta in definizione\nscene in via di definizione \ncostumi Micol Vighi \nlight designer in via di definizione\nsound designer Simone Arganini\nproduzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
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SUMMARY:REPLIK_A
DESCRIPTION:Spettacolo internazionale con robot e ologrammi dal vivo\n\nUna visione ipnotica: due figure identiche si muovono con fluidità inquietante. Una è un attore. L’altra\, un androide a grandezza naturale. La specie umana sta per essere sorpassata? Un artista lotta contro il suo doppio robotico e i suoi doppi olografici in cerca dell’identità. Per la prima volta a Milano\, la straordinaria compagnia di fama internazionale Meinhardt & Krauss\, che da oltre vent’anni esplora i confini tra teatro\, robotica e nuove tecnologie.\n\n\n\nReplik_A – L’ospitalità internazionale che mette in scena il futuro a Milano 30 e 31 maggio 2026: un attore\, il suo doppio robotico e i suoi cloni olografici\, inscenano la lotta per la sopravvivenza dell’individualità nell’epoca dei cloni post-umani \nPer la prima volta a Milano\, il Teatro Fontana ospita Meinhardt & Krauss\, compagnia tedesca di fama internazionale che da oltre vent’anni esplora i confini tra teatro\, danza\, marionette e nuove tecnologie. Con lo spettacolo Replik_A\, il palco si trasforma in un luogo sospeso tra realtà e fantascienza. Una doppia visione ipnotica si impone sulla scena: due figure identiche\, in abiti rossi\, si muovono con fluidità inquietante. Una è un attore. L’altra\, un androide a grandezza naturale\, dalla pelle in silicone e dagli occhi animati. Qual è il vero essere umano? Lo spettatore è chiamato a osservare\, a dubitare\, a confrontarsi con la domanda che ci riguarda tutti: E se fossimo ormai raggiunti – o superati – dagli spiriti che abbiamo evocato\, a cominciare dall’intelligenza artificiale? In altre parole\, la specie umana è sul punto di essere sorpassata? \nInterpretazione e danza Ludger Lamers\nVideo Lieve Vanderschaeve\nMusica e suoni Thorsten Meinhardt\nProgettazione e costruzione robotica Nils Bennett\, Michael Krauss\nProgrammazione robotica Michael Krauss\nStampo in silicone e pittura su silicone Jörg Steegmüller / Sculptures Steegmüller\nCostumi Katharina Ruprecht\nScenografia Iris Meinhardt\, Michael Krauss\nLuci e tecnologia Alexander Schmidt\nRegia Iris Meinhardt
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SUMMARY:IO SONO NIJINSKY
DESCRIPTION:Biopic teatrale sulla star dei Balletti Russi\n\nSaint-Moritz\, inverno 1918-19. Mentre la neve avvolge la Svizzera\, Nijinsky il leggendario Dio della danza\, scivola nella follia. In quei giorni segna su carta pensieri in frantumi: nasce il suo celebre Diario\, struggente e visionario. Un biopic teatrale emozionante su uno dei più grandi artisti del ‘900.\n\n\n\nUn monologo emozionante sul grande danzatore Nijinskij\, star dei Balletti Russi a Milano 26-27 maggio 2026. \nSaint-Moritz\, inverno ‘18/’19. Mentre la neve avvolge la quiete svizzera\, Vaslav Nijinsky — il leggendario “Dio della danza” — inizia a scivolare in un abisso di follia. In quei giorni febbrili\, segna su carta i pensieri sconnessi di un’anima in frantumi: nasce così il suo celebre Diario\, un documento struggente e visionario. \nDaniele Bernardi rilegge quelle pagine e costruisce uno spettacolo teatrale sospeso tra poesia e vertigine\, presentato nella nuova stagione del Teatro Fontana. Alla voce di Nijinsky si affianca quella della moglie Romola\, testimone impotente del crollo. In una scena rarefatta\, tra abeti innevati e pacchi regalo\, si consuma l’ultima danza del genio. Uno spettacolo intenso e suggestivo\, che accompagna lo spettatore nei giorni inquieti che precedettero l’addio alla scena del più grande ballerino del Novecento. \nUno spettacolo liberamente tratto dai diari della stella dei Balletti Russi\ndi e con Daniele Bernardi\na partire dall’opera di Vaslav Nijinsky\nscenografia\, oggetti di scena e tessuto sonoro Ledwina Costantini\ncostumi Luisa Beeli\nvoce fuori campo Raissa Avilés\ndisegno luci Fabio Bezze\nassistente Elisa Pagliaro\nfotografie di scena Alessandro Ligato\nripresa e montaggio video Bianca Luce Koehler\ngrafica Silvia Genta\ncon la collaborazione artistica di Opera retablO\nla consulenza di Kantoratelier\nresidenze offerte da Orto degli Ananassi – Teatro della Brigata\, Teatro Sociale – Bellinzona\, Rassegna HOME – Teatro Foce\, Teatro San Materno\ncon il sostegno di Pro Helvetia Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos Comune di Riviera\ne con il contributo di Fondazione Ernst Göhner\, Fondazione Fidinam\, Fondazione Ferdinando e Laura Pica-Alfieri\, Ennio Ferrari SA
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LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
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SUMMARY:IO SONO NIJINSKY
DESCRIPTION:Biopic teatrale sulla star dei Balletti Russi\n\nSaint-Moritz\, inverno 1918-19. Mentre la neve avvolge la Svizzera\, Nijinsky il leggendario Dio della danza\, scivola nella follia. In quei giorni segna su carta pensieri in frantumi: nasce il suo celebre Diario\, struggente e visionario. Un biopic teatrale emozionante su uno dei più grandi artisti del ‘900.\n\n\n\nUn monologo emozionante sul grande danzatore Nijinskij\, star dei Balletti Russi a Milano 26-27 maggio 2026. \nSaint-Moritz\, inverno ‘18/’19. Mentre la neve avvolge la quiete svizzera\, Vaslav Nijinsky — il leggendario “Dio della danza” — inizia a scivolare in un abisso di follia. In quei giorni febbrili\, segna su carta i pensieri sconnessi di un’anima in frantumi: nasce così il suo celebre Diario\, un documento struggente e visionario. \nDaniele Bernardi rilegge quelle pagine e costruisce uno spettacolo teatrale sospeso tra poesia e vertigine\, presentato nella nuova stagione del Teatro Fontana. Alla voce di Nijinsky si affianca quella della moglie Romola\, testimone impotente del crollo. In una scena rarefatta\, tra abeti innevati e pacchi regalo\, si consuma l’ultima danza del genio. Uno spettacolo intenso e suggestivo\, che accompagna lo spettatore nei giorni inquieti che precedettero l’addio alla scena del più grande ballerino del Novecento. \nUno spettacolo liberamente tratto dai diari della stella dei Balletti Russi\ndi e con Daniele Bernardi\na partire dall’opera di Vaslav Nijinsky\nscenografia\, oggetti di scena e tessuto sonoro Ledwina Costantini\ncostumi Luisa Beeli\nvoce fuori campo Raissa Avilés\ndisegno luci Fabio Bezze\nassistente Elisa Pagliaro\nfotografie di scena Alessandro Ligato\nripresa e montaggio video Bianca Luce Koehler\ngrafica Silvia Genta\ncon la collaborazione artistica di Opera retablO\nla consulenza di Kantoratelier\nresidenze offerte da Orto degli Ananassi – Teatro della Brigata\, Teatro Sociale – Bellinzona\, Rassegna HOME – Teatro Foce\, Teatro San Materno\ncon il sostegno di Pro Helvetia Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos Comune di Riviera\ne con il contributo di Fondazione Ernst Göhner\, Fondazione Fidinam\, Fondazione Ferdinando e Laura Pica-Alfieri\, Ennio Ferrari SA
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SUMMARY:L'Orestea
DESCRIPTION:Di Giovanni Testori con maschere e marionette-Bottega Amletica Testoriana\n\nL’opera di Testori che riscrive l’Orestea\, in una versione per un’attrice e le sue marionette-maschere: una dagli occhi ipertrofici per Oreste\, una repellente per Clitemnestra; Egisto\, un esoscheletro di insetto\, e una marionetta sconvolta che incarna Elettra. Progetto nato all’interno di Bottega Amletica Testoriana a cura di Antonio Latella\n\n\n\nLo SdisOrè di Testori a Milano dal 22 al 23 maggio 2026 nella versione magica con attori e marionette\, frutto dell’esperimento della Bottega Amletica Testoriana\, progetto studio diretto da Antonio Latella\, vincitore Premio Ubu 2024. Un’Orestea al contrario\, tra maschere\, carne e vendetta. \nUno spettacolo che riscrive l’Orestea attraverso la lingua di fuoco di Giovanni Testori. Un testo visionario\, crudo\, provocatorio\, dove l’epica classica si fa carne\, linguaggio\, parodia e abisso. Una sola attrice in scena dà vita ai quattro archetipi della tragedia – Oreste\, Elettra\, Clitemnestra ed Egisto – indossando maschere mostruosamente umane\, trasformando il palco in un luogo dove il confine tra umano e bestiale si dissolve. La vendetta prende forma\, tra marionette disturbanti\, esoscheletri-insetto e voci che mutano e si scontrano in un grottesco carnevale di anime. \nGuidati da un narratore-saltimbanco\, spettatori e personaggi si perdono in un labirinto linguistico e teatrale\, dove ogni parola graffia\, ogni gesto brucia\, ogni maschera rivela – e insieme nasconde – l’essenza più feroce dell’essere umano. \ndi Giovanni Testori\nregia Gruppo UROR\ncon Evelina Rosselli\nrealizzazione maschere e marionette Caterina Rossi\nSound design Franco Visioli\nLight design Camilla Piccioni\nFoto Roberto De Biase\nproduzione esecutiva PAV\ncon uno sguardo di Antonio Latella ed il sostegno di AMAT Marche e Comune di Pesaro
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SUMMARY:SCUSATE SE NON SIAMO MORTI IN MARE
DESCRIPTION:Di Emanuele Aldrovandi\n\nUn futuro distopico: l’Europa\, messa in ginocchio da crisi economiche e ambientali\, è diventata un continente di emigranti. Gli ex cittadini europei\, in cerca di un futuro migliore\, devono affrontare viaggi clandestini per raggiungere paesi più ricchi. Una commedia brillante che con umorismo e audacia capovolge la nostra percezione dell’immigrazione.\n\n\n\nLa nuova commedia di Emanuele Aldrovandi\, finalista Premio Riccione e Scenario: se fossero gli europei a doversi imbarcare come immigrati? A Milano dal 14 al 17 maggio 2026. \nEmanuele Androvandi\, drammaturgo brillante e tra le voci emergenti più interessanti del panorama teatrale contemporaneo\, torna in scena con “Scusate se non siamo morti in mare”\, uno spettacolo che intreccia commedia e tragedia con un linguaggio teatrale originale\, ironico e profondamente umano. \nIl testo\, finalista al Premio Riccione e al Premio Scenario nel 2015\, torna in lingua italiana dopo essere stato tradotto e messo in scena in numerosi paesi europei. \nSiamo in un futuro distopico ma non troppo lontano: l’Europa\, messa in ginocchio da crisi economiche e ambientali\, è diventata un continente di emigranti. Gli ex cittadini europei\, in cerca di un futuro migliore\, devono affrontare viaggi clandestini per raggiungere paesi più ricchi\, in un ribaltamento drammatico e attuale delle rotte migratorie. \nSu una banchina portuale\, due uomini e una donna si preparano a partire di nascosto su un container\, dopo aver preso accordi con un marinaio/trafficante. Hanno obiettivi diversi\, sogni diversi\, ma lo stesso destino sospeso tra speranza\, inganno e illusione. \nCon la sua scrittura tagliente\, poetica e paradossale\, Aldrovandi affronta un tema bruciante di attualità\, immaginando un mondo in cui le gerarchie globali sono invertite. \nTesto e regia Emanuele Aldrovandi\nCon Vincenzo Di Giovanni\, Tomas Leardini\, Luca Mammoli\, Sara Manzoni e Debora Zuin\nScene Francesco Fassone\nLuci Antonio Merola\nCostumi Costanza Maramotti\nMovimenti Olimpia Fortuni\nAmbiente sonoro Riccardo Tesorini\nTrucco Giorgia Blancato\nAiuto regia Bianca Giardina\nProduzione LAC Lugano Arte e Cultura\, Associazione Teatrale Autori Vivi
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SUMMARY:RIOT ACT
DESCRIPTION: 60 anni di lotta Queer per la settimana contro l’omofobia\n\nTre monologhi. Sei decenni. Un viaggio nella memoria e nell’identità queer: tre voci attraversano la storia della lotta per i diritti LGBTQIA+ dal 1969 a oggi. Dalla notte di Stonewall\, quando una rivolta in un bar di New York accende un cambiamento epocale; all’attivismo degli anni dell’AIDS\, alla resistenza quotidiana che rivendica visibilità e diritti. Un monologo che fa sorridere e commuovere raccontando 60 anni di lotta Queer.\n\n\n\nRIOT ACT: 12-13 maggio a Milano per la settimana contro l’omofobia. Tre monologhi. Sei decenni. Due continenti. \nRiot Act è un potente viaggio nella memoria e nell’identità della comunità queer. Uno spettacolo di teatro civile contemporaneo\, che attraversa oltre cinquant’anni di storia LGBTQIA+ con tre voci autentiche\, in un mosaico emotivo e politico che parte dal 1969 e arriva fino a oggi. \nTutto comincia con la notte di Stonewall\, quando una rivolta in un bar di New York dà il via a un cambiamento epocale. Seguono l’attivismo durante gli anni dell’AIDS\, la resistenza quotidiana e la costruzione di un’identità che non solo esiste\, ma rivendica visibilità\, diritti e dignità. \nTre racconti – tra interviste\, confessioni e flussi di coscienza – si alternano sulla scena come correnti parallele: intime e collettive\, personali e politiche. Le parole\, protagoniste assolute\, diventano materia viva in uno spazio astratto\, liquido\, simbolico. \nTra le voci in scena: Lavinia\, drag queen glam e corrosiva\, che trasforma il dolore in spettacolo; un attivista che ha vissuto in prima persona gli anni bui della crisi sanitaria; e una terza voce\, lucida e ferma\, che non dimentica e resiste. \nRiot Act è un atto d’amore\, un grido di resistenza\, un omaggio a chi ha lottato e un invito a non smettere mai. Un appuntamento imperdibile della stagione teatrale 2025 a Milano\, tra arte e impegno civile. \ndi Alexis Gregory\ntraduzione Enrico Luttmann\ndiretto e interpretato da Massimo Di Michele\ncostumi Marco Dell’Oglio\nscrittura gestuale Tiziano Di Muzio\nconsulente musicale Fabio Marchi\nassistente alla regia Giuseppe Claudio Insalaco\nfoto di scena Stefano Scanferla\nproduzione Artisti Associati-Centro di produzione Teatrale Gorizia
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DESCRIPTION:Di Giuseppe Affinito\, Casa del Contemporaneo\n\nUn testo emozionante dell’erede artistico di Enzo Moscato. Due ragazzi si incontrano in un luogo onirico\, una misteriosa Laguna – che altro non è che un night-club in disuso – per rivivere la loro storia d’amore finita\, affrontare rimpianti\, ferite e un amore mai del tutto sopito. Il testo esplora con delicatezza e profondità la vulnerabilità umana\, la tensione tra desiderio e bisogno\, la difficoltà di amare senza compromessi.\n\n\n\nLaguna Café uno spettacolo magico in un’atmosfera onirica a Milano il 9-10 maggio 2026: la storia d’amore tra 2 ragazzi sospesi in un’atmosfera senza tempo. \nUn intenso viaggio emotivo in uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione\, dove due uomini si ritrovano dopo anni per affrontare rimpianti\, ferite e un amore mai del tutto sopito. Il testo\, firmato da Giuseppe Affinito e diretto da Benedetto Sicca\, esplora con delicatezza e profondità la vulnerabilità umana\, la tensione tra desiderio e bisogno\, la difficoltà di amare senza compromessi. \nAmbientato in una laguna simbolica – luogo di sospensione e trasformazione – lo spettacolo indaga le relazioni\, la sessualità\, i sentimenti nel mondo contemporaneo\, ponendo al centro la tenerezza come atto rivoluzionario. Giosuè e Andrea si muovono in un tempo incastrato\, dove le anime non riescono a fluire libere\, bloccate da condizionamenti interiori e sociali. \nLaguna Café è una riflessione potente e poetica sull’amore\, sull’identità e sul bisogno di riconnettersi con se stessi e con l’altro\, in un mondo che spesso ha dimenticato il coraggio della fragilità. \ndi Giuseppe Affinito\nregia di Benedetto Sicca\ncon Giuseppe Affinito e Gianluca Merolli\nscene Luigi Ferrigno e Sara Palmieri\nluci Cesare Accetta\ncostumi Dario Biancullo\ndrammaturgia musicale e disegno del suono Chiara Mallozzi\ncoreografie Luna Cenere\nassistente alla regia Antonio Turco\nproduzione Casa del Contemporaneo\, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale\, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival \n 
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DESCRIPTION:Di Vitaliano Trevisan\n\nTre operai di un magazzino tra una pausa e l’altra elaborano un piano per cambiare la loro vita\, effettuando una “scandisk” del loro passato per fare tabula rasa degli errori commessi. Il titolo\, che richiama il programma informatico di controllo dei dischi rigidi\, allude alla volontà di cancellare i loro problemi e la loro condizione lavorativa. Primo testo della trilogia Wordstar(s) Trilogia della memoria\, è una commedia amara\, feroce e lucidissima scritta alla fine degli anni ’90. Una riflessione sociale sui sogni degli operai e dei lavoratori di oggi.\n\n\n\nScandisk\, lo spettacolo di Vitaliano Trevisan a Milano 28-29 aprile 2026 \nPrimo testo della trilogia Wordstar(s)\, Trilogia della memoria\, Scandisk è una tragicommedia feroce e lucidissima scritta da Vitaliano Trevisan tra la fine degli anni ’90 e i primi Duemila. Lo spettacolo è un perfetto esempio di teatro contemporaneo\, capace di unire comicità amara e riflessione sociale. \nProtagonisti: tre operai di un magazzino di cuscinetti a sfera che progettano un “colpo” per cambiare radicalmente vita. Tra sogni di riscatto e sconfitte quotidiane\, i tre si muovono in un mondo alienante fatto di turni\, logistica e silenzi. \nAttraverso un linguaggio secco\, industriale\, e un’ironia tagliente\, Trevisan mette in scena un corpo a corpo tra lavoro fisico e scrittura\, tra memoria personale e storia collettiva. «Un’operazione di scarnatura del dire e dell’agire» spiega il regista Jacopo Squizzato «che usa il pretesto di un’amicizia operaia per raccontare la verità del vivere\, senza retorica né consolazioni». Uno spettacolo imperdibile che propone un ritratto amaro e irresistibilmente comico della quotidianità italiana\, fedele allo stile inconfondibile di Trevisan. \ndi Vitaliano Trevisan\nregia Jacopo Squizzato\ncon Mauro Bernardi\, Beppe Casales\, Jacopo Squizzato\nscene e costumi Alberto Favretto\nmusiche e sound design Andrea Gianessi\ndisegno luci Tiziano Ruggia\nsguardo sul movimento Michela Lucenti\nassistente alla regia Katia Mirabella\nscene costruite nel Laboratorio di Scenotecnica di ERT\nresponsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini\ncostruttori Veronica Sbrancia\, Davide Lago\, Leandro Spadola\, Tiziano Barone\nscenografe decoratrici Ludovica Sitti con Benedetta Monetti\, Sarah Menichini\, Martina Perrone\, Bianca Passanti\nmacchinista Aura Chiaravalle\ncapo elettricista Camilla Mazza\nfonico Andrea Gianessi\nproduzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\nun ringraziamento a Enrico Mitrovich e Livio Pacella \nFoto di Giulia Agostini
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DESCRIPTION:Di Teresa Ludovico\n\nIl capolavoro crudo di Tarantino che mescola tragedia e comicità\, poesia e violenza\, trascina il pubblico nella vicenda di Barabba e nel tema del carcerato\, del colpevole risparmiato. Un testo incredibile\, emotivo\, attraversato da ferite\, ossessioni ci consegna un personaggio che affonda le radici nel Vangelo\, ma risorge in scena come figura viva\, contraddittoria\, modernissima.\n\n\n\nBarabba di Antonio Tarantino nella regia di Teresa Ludovico a Milano dal 21 al 24 aprile 2026. \nChi è davvero Barabba? Un colpevole graziato? Un simbolo? O semplicemente uno di noi? Con la sua scrittura tagliente e viscerale\, Antonio Tarantino ci consegna un personaggio che affonda le radici nel Vangelo\, ma risorge in scena come figura viva\, contraddittoria\, modernissima. \nBarabba non è più solo un nome: è una condizione\, una domanda aperta\, un frammento della nostra umanità.In una lingua poetica e cruda\, dove si mescolano tragedia e comicità\, il testo ci trascina in un spettacolo teatrale contemporaneo fatto di emozioni estreme\, ferite aperte e bisogno disperato di senso. \nSotto la direzione di Teresa Ludovico\, lo spettacolo prende corpo in una scenografia potente e simbolica – una sorta di torre-gabbia ideata da Vincent Longuemare – che diventa spazio fisico e interiore insieme: un luogo di prigionia e rivelazione. \ndi Antonio Tarantino\nregia Teresa Ludovico\nspazio scenico e luci Vincent Longuemare\ncon Michele Schiano di Cola\ncura della produzione Sabrina Cocco\nassistente alla regia Domenico Indiveri\nuna produzione Teatri di Bari|Kismet
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SUMMARY:LA SIGNORA DELLE CAMELIE
DESCRIPTION:Di Dumas / regia Giovanni Ortoleva\n\nIl capolavoro di Dumas figlio che ispirò La Traviata di Verdi\, torna con tutta la sua forza in una versione che scardina il sentimentalismo e ne svela la ferocia. Giovanni Ortoleva\, tra i giovani registi più interessanti del momento\, porta in scena un omicidio sociale travestito da passione romantica. Marguerite Gautier\, ex-prostituta\, non può sposare il rampollo di una famiglia dell’alta borghesia e viene costretta alla morte\, sacrificata al giudizio di una società ipocrita\, ossessionata dal possesso e dalla visione del corpo femminile.\n\n\n\nDal 16 al 19 aprile 2026 torna La signora delle Camelie nella versione di Giovanni Ortoleva. \nTradotta in balletti\, adattamenti cinematografici e numerosi spettacoli teatrali\, questa storia iconica si rivela oggi come un romanzo di straordinaria brutalità\, dove la violenza classista e moralista\, avvolta da sentimentalismi stucchevoli\, si traveste da romanticismo. \nUna collettività ipocrita e feroce prende forma nel racconto — forse persino oltre le intenzioni consapevoli dell’autore — ispirato a un caso di cronaca realmente accaduto. Un testo che continua a parlarci\, a colpirci\, forse più di quanto siamo disposti ad ammettere.\nIn questa nuova rilettura teatrale di Giovanni Ortoleva\, presentata nella stagione del Teatro Fontana di Milano\, lo struggente amore tra Marguerite Gautier e Armand Duval diventa il punto di partenza per indagare la perversione collettiva. Una società voyeuristica\, morbosa\, che guarda e consuma il corpo femminile con lo stesso desiderio con cui ne consuma la fine. \nLo spettacolo teatrale si muove fluidamente tra Ottocento e contemporaneità\, svelando quanto ancora ci appartenga quella stessa ferocia. \nliberamente tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio\ndrammaturgia e regia di Giovanni Ortoleva\ncon Gabriele Benedetti\, Anna Manella\, Alberto Marcello\, Nika Perrone e Vito Vicinodramaturg Federico Bellini\nscene Federico Biancalani\ncostumi Daniela De Blasio\nmusica Pietro Guarracino\nmovimenti di scena Anna Manella\ndisegno luci Davide Bellavia\naiuto regia Marco Santi\n\nproduzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale\, TPE – Teatro Piemonte Europa\, Arca Azzurra Associazione Culturale\nSpettacolo realizzato con il contributo di Next – Laboratorio delle Idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo. \nFoto di scena Giulia Lenzi 
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SUMMARY:LA SIGNORA DELLE CAMELIE
DESCRIPTION:Di Dumas / regia Giovanni Ortoleva\n\nIl capolavoro di Dumas figlio che ispirò La Traviata di Verdi\, torna con tutta la sua forza in una versione che scardina il sentimentalismo e ne svela la ferocia. Giovanni Ortoleva\, tra i giovani registi più interessanti del momento\, porta in scena un omicidio sociale travestito da passione romantica. Marguerite Gautier\, ex-prostituta\, non può sposare il rampollo di una famiglia dell’alta borghesia e viene costretta alla morte\, sacrificata al giudizio di una società ipocrita\, ossessionata dal possesso e dalla visione del corpo femminile.\n\n\n\nDal 16 al 19 aprile 2026 torna La signora delle Camelie nella versione di Giovanni Ortoleva. \nTradotta in balletti\, adattamenti cinematografici e numerosi spettacoli teatrali\, questa storia iconica si rivela oggi come un romanzo di straordinaria brutalità\, dove la violenza classista e moralista\, avvolta da sentimentalismi stucchevoli\, si traveste da romanticismo. \nUna collettività ipocrita e feroce prende forma nel racconto — forse persino oltre le intenzioni consapevoli dell’autore — ispirato a un caso di cronaca realmente accaduto. Un testo che continua a parlarci\, a colpirci\, forse più di quanto siamo disposti ad ammettere.\nIn questa nuova rilettura teatrale di Giovanni Ortoleva\, presentata nella stagione del Teatro Fontana di Milano\, lo struggente amore tra Marguerite Gautier e Armand Duval diventa il punto di partenza per indagare la perversione collettiva. Una società voyeuristica\, morbosa\, che guarda e consuma il corpo femminile con lo stesso desiderio con cui ne consuma la fine. \nLo spettacolo teatrale si muove fluidamente tra Ottocento e contemporaneità\, svelando quanto ancora ci appartenga quella stessa ferocia. \nliberamente tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio\ndrammaturgia e regia di Giovanni Ortoleva\ncon Gabriele Benedetti\, Anna Manella\, Alberto Marcello\, Nika Perrone e Vito Vicinodramaturg Federico Bellini\nscene Federico Biancalani\ncostumi Daniela De Blasio\nmusica Pietro Guarracino\nmovimenti di scena Anna Manella\ndisegno luci Davide Bellavia\naiuto regia Marco Santi\n\nproduzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale\, TPE – Teatro Piemonte Europa\, Arca Azzurra Associazione Culturale\nSpettacolo realizzato con il contributo di Next – Laboratorio delle Idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo. \nFoto di scena Giulia Lenzi 
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LOCATION:Teatro Fontana\, Via G. A. Boltraffio\, 21\, Milano\, 20159\, Italy
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