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SUMMARY:C’ERA UNA VOLTA IL NIGHT
DESCRIPTION:Scritto e diretto da Alessandro Carvaruso \nComicità\, musica dal vivo e nostalgia: il night club che torna a brillare \nUno spettacolo che riporta in vita l’atmosfera scintillante dei nightclub italiani degli anni ’50 e ’60\, tra ironia\, poesia e leggerezza. Sul palco si alternano numeri comici\, sketch brillanti e momenti musicali che ricreano il gusto e la vitalità di un’epoca in cui la notte era promessa di sogni\, flirt e rinascita. \nA dare corpo e voce a questo mondo è Alessandra De Pascalis con il sostegno di musicisti del calibro del M° Mario Vicari e di Mariano Perrella (i Pandemonium) “vecchi volponi da nightclub”\, musicisti che hanno calcato quei palchi\, testimoni diretti di un tempo in cui l’orchestra era il cuore pulsante della serata\, capaci di passare con disinvoltura dalla risata liberatoria al lampo malinconico. \nIl risultato è una serata raffinata e popolare allo stesso tempo\, divertente\, nostalgica\, trascinante. Uno spettacolo che diverte e commuove\, restituendo al pubblico l’eco di un’Italia che scopriva la modernità a passo di danza e a colpi di swing. \n  \nCon Alessandra De Pascalis\ne con Mariano Perrella\, Federico Pappalardo\, Elisa Franchi\ne la partecipazione del M° Mario Vicari \nDirezione musicale Giovanni Zappalorto \nProduzione CTM CENTRO TEATRALE MERIDIONALE SOC. COOP.
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DESCRIPTION:di Niccolò Machiavelli \n\n\n\n\n\n\nCapolavoro del teatro del Cinquecento\, un classico della drammaturgia italiana e una potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell’epoca. Un’epoca quella del 1518\, data di composizione della Mandragola\, in cui si vendevano le indulgenze per acquisire il regno dei cieli e l’eternità beata\, in cui era nel vivo la contrapposizione di Lutero e della sua controriforma (1517) alla chiesa cattolica\, in cui il potere mediceo di papa Leone imperava su Firenze e infine\, era viva e preoccupante la minaccia di un’invasione turca. La Mandragola infatti\, seppur sotto le sembianze di un’ilare commedia\, svolge un ruolo di denuncia nei confronti della perdita totale di morale della società del tempo\, mette in discussione i valori familiari\, inducendo nello spettatore un riso serio e quasi acre\, che fa assai riflettere e critica la politica papale legando insieme Roma e Firenze. La sua struttura drammaturgica prende a modello Plauto\, Terenzio e la tradizione novellistica italiana (la trama stessa risente\, infatti\, della vicenda narrata nel “Decameron” di Giovanni Boccaccio nella sesta novella della terza giornata). \n\n\n\n\n\n\n\n\nAdattamento e Regia Nicasio Anzelmo\nCon Domenico Pantano\ne con Anna Lisa Amodio\, Antonio Bandiera\, Chiara Barbagallo\, Alessandro D’Ambrosi\, Laura Garofoli\, Nicolò Giacalone\, Mimma Mercurio \nScene Giovanni Nardi – Costumi Susanna Proietti – Movimenti Coreografici  Barbara Cacciato \nMusiche Giovanni  Zappalorto \nProduzione CTM CENTRO TEATRALE MERIDIONALE SOC. COOP.
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DESCRIPTION:di Petronio \nUna suggestiva trasposizione teatrale dell’avvincente romanzo di Petronio\, Il capolavoro della letteratura latina\, da cui Fellini trasse il suo celebre film FELLINI SATYRICON. Scritta nel I sec. d.C.\, l’opera costituisce un potente affresco della Roma imperiale\, con i suoi eccessi e le sue bellezze infernali\, attraverso una sequenza di storie e personaggi\, che mescola divinità e popolino\, straccioni\, nobili e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Una raffigurazione fantasiosa che restituisce appieno il ritratto di una civiltà sull’orlo della decadenza che\, per molti versi\, ricorda da vicino la nostra. \n  \nAdattamento e Regia Francesco Polizzi \nCon Francesco Polizzi\, Andrea Lami\, Giuseppe Coppola\, Greta Polinori\, Andrea De Luca\, Vittoria Vitiello\, Paolo Oppedisano \nAiuto regia e disegno luci Benedetta Nicoletti \nMusiche Franco Accascina \nProduzione: CASTALIA (Centro di Produzione) \n 
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DESCRIPTION:di August Strindberg \nIn una notte di mezza estate\, nell’euforia dei festeggiamenti\, in cui miserie e nobiltà potranno mescolarsi\, la signorina Giulia cerca di sedurre l’ambizioso e affascinante servo Jean\, che già intrattiene una relazione con Kristin. Jean\, segretamente innamorato di Giulia sin dai tempi dell’infanzia\, cerca inizialmente\, vista la sua condizione\, di resisterle; ma il suo negarsi non fa altro che esaltare Giulia\, spingendola ad offrirsi a lui   in modo sfrontato. Lusingato dalle sempre più insistite attenzioni\, in Jean iniziano ad emergere dall’ombra pulsioni bivalenti: la voglia di rivincita sociale e la mentalità di “servo” nella quale è confinato. Intrecciato a provocazioni perverse e al rapporto servo-padrone\, fra Giulia e Jean nasce uno scabroso gioco erotico a tratti degradante\, che li condurrà alla “trasgressione”. Entrambi hanno intercettato la follia dell’altro e l’IO\, che non dispone delle passioni\, collassa\, lasciando campo aperto alla feroce lotta degli impulsi. Due anime ribelli\, sedotte dal rischio\, si scambiano continuamente il ruolo di dominante e dominato mentre tentano disperatamente di uscire dalle loro insoddisfacenti vite. La “vibrazione/frequenza” tra Jean e Giulia è rivoluzionaria\, fuori norma\, quindi pericolosa per il quieto vivere di una società ubbidiente e razionale in grado soltanto di giudicare e nascondersi dietro concetti moralistici. Giulia\, in quel darsi via\, in quello strapparsi da sé\, irradia energia fino a morire come una stella\, mentre per Jean\, quella luce abbagliante\, simboleggia il canto del cigno\, il tramonto del suo sogno segreto. Testimone della spietata sfida tra eros e sopraffazione\, la quieta e realista Kristin consapevole di non poter pretendere altro dalla vita se non quello che la sua condizione sociale può concederle. Il testo\, scritto nel 1888 ci offre la possibilità di sperimentare una narrazione emotiva\, carica di fisicità\, per far emergere dall’ombra passioni autodistruttive\, paure ancestrali\, desideri proibiti. In quella magica notte d’inizio estate\, Giulia e Jean\, anime strappate\, consumano per intero il loro autentico desiderio di vivere. \n  \nRegia Gianni Leonetti\n \nCon Camillo Ciorciaro\, Serena Cino\,  Francesca Di Meglio \nScene Mauro Banella – Musiche originali Marco Schiavoni –  Costumi Gdf Studio – Disegno Luci Giovanna Venzi \nProduzione TEATRO INSTABILE SOC. COOP.
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DESCRIPTION:di August Strindberg \nIn una notte di mezza estate\, nell’euforia dei festeggiamenti\, in cui miserie e nobiltà potranno mescolarsi\, la signorina Giulia cerca di sedurre l’ambizioso e affascinante servo Jean\, che già intrattiene una relazione con Kristin. Jean\, segretamente innamorato di Giulia sin dai tempi dell’infanzia\, cerca inizialmente\, vista la sua condizione\, di resisterle; ma il suo negarsi non fa altro che esaltare Giulia\, spingendola ad offrirsi a lui   in modo sfrontato. Lusingato dalle sempre più insistite attenzioni\, in Jean iniziano ad emergere dall’ombra pulsioni bivalenti: la voglia di rivincita sociale e la mentalità di “servo” nella quale è confinato. Intrecciato a provocazioni perverse e al rapporto servo-padrone\, fra Giulia e Jean nasce uno scabroso gioco erotico a tratti degradante\, che li condurrà alla “trasgressione”. Entrambi hanno intercettato la follia dell’altro e l’IO\, che non dispone delle passioni\, collassa\, lasciando campo aperto alla feroce lotta degli impulsi. Due anime ribelli\, sedotte dal rischio\, si scambiano continuamente il ruolo di dominante e dominato mentre tentano disperatamente di uscire dalle loro insoddisfacenti vite. La “vibrazione/frequenza” tra Jean e Giulia è rivoluzionaria\, fuori norma\, quindi pericolosa per il quieto vivere di una società ubbidiente e razionale in grado soltanto di giudicare e nascondersi dietro concetti moralistici. Giulia\, in quel darsi via\, in quello strapparsi da sé\, irradia energia fino a morire come una stella\, mentre per Jean\, quella luce abbagliante\, simboleggia il canto del cigno\, il tramonto del suo sogno segreto. Testimone della spietata sfida tra eros e sopraffazione\, la quieta e realista Kristin consapevole di non poter pretendere altro dalla vita se non quello che la sua condizione sociale può concederle. Il testo\, scritto nel 1888 ci offre la possibilità di sperimentare una narrazione emotiva\, carica di fisicità\, per far emergere dall’ombra passioni autodistruttive\, paure ancestrali\, desideri proibiti. In quella magica notte d’inizio estate\, Giulia e Jean\, anime strappate\, consumano per intero il loro autentico desiderio di vivere. \n  \nRegia Gianni Leonetti\n \nCon Camillo Ciorciaro\, Serena Cino\,  Francesca Di Meglio \nScene Mauro Banella – Musiche originali Marco Schiavoni –  Costumi Gdf Studio – Disegno Luci Giovanna Venzi \nProduzione TEATRO INSTABILE SOC. COOP.
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DESCRIPTION:di August Strindberg \nIn una notte di mezza estate\, nell’euforia dei festeggiamenti\, in cui miserie e nobiltà potranno mescolarsi\, la signorina Giulia cerca di sedurre l’ambizioso e affascinante servo Jean\, che già intrattiene una relazione con Kristin. Jean\, segretamente innamorato di Giulia sin dai tempi dell’infanzia\, cerca inizialmente\, vista la sua condizione\, di resisterle; ma il suo negarsi non fa altro che esaltare Giulia\, spingendola ad offrirsi a lui   in modo sfrontato. Lusingato dalle sempre più insistite attenzioni\, in Jean iniziano ad emergere dall’ombra pulsioni bivalenti: la voglia di rivincita sociale e la mentalità di “servo” nella quale è confinato. Intrecciato a provocazioni perverse e al rapporto servo-padrone\, fra Giulia e Jean nasce uno scabroso gioco erotico a tratti degradante\, che li condurrà alla “trasgressione”. Entrambi hanno intercettato la follia dell’altro e l’IO\, che non dispone delle passioni\, collassa\, lasciando campo aperto alla feroce lotta degli impulsi. Due anime ribelli\, sedotte dal rischio\, si scambiano continuamente il ruolo di dominante e dominato mentre tentano disperatamente di uscire dalle loro insoddisfacenti vite. La “vibrazione/frequenza” tra Jean e Giulia è rivoluzionaria\, fuori norma\, quindi pericolosa per il quieto vivere di una società ubbidiente e razionale in grado soltanto di giudicare e nascondersi dietro concetti moralistici. Giulia\, in quel darsi via\, in quello strapparsi da sé\, irradia energia fino a morire come una stella\, mentre per Jean\, quella luce abbagliante\, simboleggia il canto del cigno\, il tramonto del suo sogno segreto. Testimone della spietata sfida tra eros e sopraffazione\, la quieta e realista Kristin consapevole di non poter pretendere altro dalla vita se non quello che la sua condizione sociale può concederle. Il testo\, scritto nel 1888 ci offre la possibilità di sperimentare una narrazione emotiva\, carica di fisicità\, per far emergere dall’ombra passioni autodistruttive\, paure ancestrali\, desideri proibiti. In quella magica notte d’inizio estate\, Giulia e Jean\, anime strappate\, consumano per intero il loro autentico desiderio di vivere. \n  \nRegia Gianni Leonetti\n \nCon Camillo Ciorciaro\, Serena Cino\,  Francesca Di Meglio \nScene Mauro Banella – Musiche originali Marco Schiavoni –  Costumi Gdf Studio – Disegno Luci Giovanna Venzi \nProduzione TEATRO INSTABILE SOC. COOP.
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DESCRIPTION:di Euripide \nRappresentato per la prima volta nel 408 a.C. in un’Atene logorata dalla guerra e ormai vicina alla sconfitta definitiva\, l’Oreste di Euripide è la libera e corrosiva rilettura di uno dei miti più rappresentati nel teatro tragico. Oreste\, braccato dalle Erinni e preda dei rimorsi per il matricidio commesso\, viene condannato a morte dall’assemblea degli Argivi. Abbandonato al suo destino dal dio Apollo – che l’aveva spinto al delitto – e dal pavido zio Menelao\, che ritorna vanesio e trionfatore fingendosi estraneo a ogni responsabilità; perseguitato dalle Erinni e in preda al deliquio\, in uno stato di allucinazione e di profonda prostrazione psichica\, Oreste medita una sanguinaria vendetta su Elena e Menelao – forse l’unico atto totalmente libero e pienamente cosciente del giovane figlio di Agamennone. Ma non riuscirà a portare a termine il suo piano omicidiario\, il suo gesto di libertà\, per il bizzarro ed estremo intervento di Apollo\, che imporrà la pace tra il giovane matricida e Menelao\, divinizzando addirittura Elena.\nVicenda cupa e angosciosa dal finale solo apparentemente lieto\, questa tragedia\, oltre a essere una delle più riuscite prove drammaturgiche di Euripide\, è una vera e propria indagine sul sacro e sul divino coi mezzi della tragedia. Qui\, ancor più che nell’Ifigenia in Aulide\, Euripide ingaggia un corpo a corpo con le divinità olimpiche\, la loro insufficienza e la necessità di un ordine superiore. A emergere infatti\, ancora una volta e in maniera potente\, è la convenzionalità del deus ex machina euripideo\, che sembra rivelare in filigrana la solitudine dell’uomo\, abbandonato alle sue scelte e alla sua coscienza; quasi anticipando – per contrasto e in maniera vertiginosa – un tema che si affaccerà soltanto col cristianesimo per poi diventare il tema cardine della modernità: la libertà. \nAdattamento e Regia Alessandro Machìa \nCon Andrea Tidona\, Marco Imparato\, Giulio Forges Davanzati\, Alessandra Fallucchi\, Claudio Mazzenga\, Silvia Degrandi\, Caterina Petrucci\, Alessandro Giorgi\, Alessia Ferrero \nLuci Giuseppe Filipponio – Scene Alessandro Machìa – Costumi Annalisa Di Piero – Suono Giorgio Bertinelli \nProduzione LAROS Ass. Cult. – ZERKALO
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DESCRIPTION:di Alessandro Manzoni \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDrammaturgia e Regia Vincenzo Zingaro\nCon Giuseppe Pambieri e Vincenzo Zingaro\ne con Annalena Lombardi\, Giovanni Nardoni\nFabrizio Passerini\, Piero Sarpa e cast in via di definizione \nENSEMBLE MUSICALE con Maurizio Trippitelli (timpani e percussioni) \nMusiche Giovanni Zappalorto\nDisegno Luci Giovanna Venzi \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVincenzo Zingaro riporta in scena la sua storica versione del più grande capolavoro del teatro romantico italiano\, in uno spettacolo-concerto per voci recitanti ed orchestra. Un evento unico\, avvincente ed emozionante. Dieci attori e otto musicisti\, con Giuseppe Pambieri (Re Desiderio) e Vincenzo Zingaro (Adelchi) coinvolgeranno il pubblico attraverso una straordinaria fusione di parola e di musica\, facendoci addentrare nelle affascinanti vicende che hanno visto nascere\, con Carlo Magno\, il Sacro Romano Impero e che costituiscono le fondamenta dell’Europa. Adelchi è l’eroe romantico in continua lotta fra ideale e reale\, fra sentimento e ragione\, fra aspirazione e dovere. Egli è l’uomo nuovo in cui Manzoni trasferisce i suoi sentimenti di giustizia\, di solidarietà\, di condanna delle guerre e di profonda Fede.
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