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SUMMARY:Che tu mi guardi o meno – cronaca di sei corpi che creano realtà
DESCRIPTION:coreografia Laura Ziccardi | interpreti Doris Qehaja\, Alessandra Mendito\, Elena Lazar\, Gabriel Interlando\, Stefano Tambone\, Giulia Di Martino | produzione Collettivo Riflessi \nChe tu mi guardi o meno indaga la realtà come fenomeno relazionale: qualcosa che esiste solo nell’incontro\, che emerge nel momento in cui i corpi si avvicinano e si riconoscono. In questo processo\, il pubblico osserva e appartiene allo stesso tempo: il suo sguardo partecipa\, co-crea\, diviene parte dello spettacolo. In scena\, sei danzatori portano le proprie storie\, scritte nella memoria del corpo. Ciascuno con il proprio passato e il proprio mondo interiore\, muove percorsi inizialmente separati. Lentamente\, le traiettorie si avvicinano e si intrecciano. Le identità sembrano in un primo momento confondersi\, ma è proprio attraverso questo incontro che si trasformano. I gesti diventano risposte\, echi\, riflessi reciproci: nell’incontro con l’altro emergono parti di sé che da soli non saremmo riusciti a vedere. Lo spettacolo si chiude così in una sospensione aperta: chi siamo\, senza lo sguardo dell’altro?
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SUMMARY:Sei personaggi in cerca di nidi
DESCRIPTION:Di Antonella Bini \nMusiche di Roberta Vacca\, Fausto Romitelli\, Simone Fontanelli\, Giorgio Colombo Taccani\, Kaija Saariaho\, James Erber\, Franco Donatoni e Intermezzi di Antonella Bini \nOttavino\, Flauto in Do\, in Sol\, Contralto\, Percussioni sparse\, e ancora Flauto Basso e Contrabbasso: sei flauti in cerca di Nidi\, ovvero sei flauti e un performer per sette compositori dall’Europa. \nLa serata è preceduta da tre giorni di workshop aperto al pubblico e partecipanti attivi con ogni tipo di strumento\, corpo\, voce\, movimento.
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SUMMARY:FLORENCE NIGHTINGALE – Il coraggio di contare
DESCRIPTION:drammaturgia Magdalena Barile\nregia Fabrizio Visconti\ncon Maria Eugenia D’Aquino e Lorena Nocera\nconsulenza musicale M° Carlo Centemeri\ncostumi Carlotta Bruschi\nconsulenza scientifica Antonietta Mira\, Professoressa Ordinaria di Statistica\, Università della\nSvizzera italiana e Università dell’Insubria\, Clelia Di Serio\, Professoressa Ordinaria di Biostatistica\,\nUniversità Vita-Salute San Raffaele\, Guenda Bernegger\, Docente-ricercatrice senior\, Scuola\nuniversitaria professionale della Svizzera italiana e Presidente Società filosofica della Svizzera\nitaliana\nproduzione PACTA . dei Teatri\ncon il sostegno della Società Svizzera di Statistica \nFlorence Nightingale\, passata alla storia come la “Signora con la lampada”\, non salvò soltanto vite: cambiò il modo di guardarle. Nell’Inghilterra vittoriana\, sceglie di sottrarsi al destino che le è stato assegnato e intraprende un viaggio tra ospedali\, città e frontiere\, osservando ciò che gli altri preferiscono non vedere. Comprende che i numeri possono raccontare il dolore\, renderlo visibile e trasformarlo in conoscenza. Lo spettacolo restituisce il ritratto di una donna rigorosa e visionaria\, capace di fare della statistica uno strumento di cambiamento sociale e politico. Tra lettere\, mappe\, musica\, immagini e dati che diventano linguaggio scenico\, prende vita un racconto in cui scienza e teatro si intrecciano. Non solo la storia della fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna\, ma il viaggio di una donna che ha rivoluzionato il concetto stesso di cura\, dimostrando che osservare\, misurare e comprendere può salvare vite. Perché contare gli esseri umani significa\, prima di tutto\, impedire che scompaiano. \nDopo ogni replica dello spettacolo le consulenti scientifiche insieme ai protagonisti e ad altre personalità del mondo della Scienza e della Cura intrattengono il pubblico per approfondimenti\, una sorta di backstage teatralscientifico.
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DESCRIPTION:di Francesco Niccolini \nregia Marinella Anaclerio \ncon  Flavio Albanese \ncoproduzione Compagnia del Sole\, Fondazione Sipario Toscana Onlus\, Fondazione TRG \nDirezione Scientifica del progetto Prof. Marco Giliberti (docente di Didattica della Fisica e \nRelatività\, Dip. Di Fisica “Aldo Pontremoli” – Università Statale di Milano) \nCon il patrocinio di INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica \nRaccontare un nuovo modo di guardare il mondo attraverso il punto di vista di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi: Albert Einstein. Entrare nel suo modo di pensare\, nelle sue intuizioni\, nei suoi ricordi di ragazzo\, guardare da vicino le sue scoperte più famose\, la loro origine e le loro conseguenze. Cosa succede quando la massa si trasforma in energia? Qual è la cosa più importante da osservare in un’equazione come E=mc2? E\, soprattutto\, qual è il rapporto fra Etica e Scienza? Una serie di domande fondamentali si impongono oggi a tutti noi\, domande alle quali neanche Einstein riusciva a dare risposte. Qual è la realtà? Come possiamo (se possiamo) comprenderla? Possiamo imparare a pensare in modo diverso? Oltre il confine (ma quale confine?) c’è forse Dio?”. Questo spettacolo condurrà il pubblico a porsi le stesse domande che i più grandi filosofi e scienziati di tutti i tempi si sono posti nei secoli e oggi più che mai impegnano le loro menti. Domande semplici\, ma importantissime come quelle di quei ragazzi veramente curiosi che poi da adulti hanno cambiato il mondo e la storia.
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DESCRIPTION:Regia di Mario Gonzalez \ndi e con Luigi Vittoria \nliberamente ispirato a “L’apocalisse rimandata” di Dario Fo \nuna produzione Dopolavoro Stadera \nmenzione speciale da Il Mondo Che Si Muove Festival  \nnomination per Dracma Centro Sperimentale Arti Sceniche \n“Benvenuta catastrofe!” è uno spettacolo che nasce dalla necessità di parlare della catastrofe climatica in corso. La storia prende avvio dall’improvviso arrivo\, nella Milano dei nostri giorni\, degli effetti più traumatici del disastro ecologico: blackout\, uragani\, diluvi\, terremoti\, migrazioni di massa e molto altro. Il paradosso della vicenda risiede nel fatto che il violento abbattersi della catastrofe finisce per dar vita a un mondo nuovo\, migliore\, per questo la catastrofe è benvenuta.
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SUMMARY:Sonno paure e deliri notturni
DESCRIPTION:di e con Nicola Bizzarri \nscenografie e costumi Loredana Mazzoleni \nVoci off Nadia Corti \nProiezioni Marta DamiContatti \nproduzione Nicola Bizzarri – StendhArt Teatro \nNic si sveglia in piena notte\, o almeno pensa di essere sveglio\, gli occhi sono aperti\, la mente è quasi lucida\, ma il corpo è completamente paralizzato\, Nic sta vivendo un’esperienza sconvolgente\, sta avendo una paralisi del sonno! \nNel complicato tentativo di spiegare cosa gli succeda\, Nic conoscerà sonnambuli\, persone che cucinano durante il sonno\, altre che fanno sesso\, altre ancora che uccidono\, persone che fanno sogni bizzarri ed altre che mentre sognano scrivono romanzi\, infine incontrerà scienziati che hanno studiato il sonno e i suoi segreti. \nAlternando momenti ironici\, quasi comici\, a momenti documentaristici\, lo spettacolo mette luce sul sonno\, su i suoi misteri e curiosità.
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SUMMARY:ZERO ALLA ZERO Stand up comedy matematica
DESCRIPTION:di e con Manuele Laghi \nIl protagonista esplora il concetto di “errore” — che sia una mutazione del DNA\, un refuso editoriale o una performance scolastica disastrosa — trasformandolo in una lente attraverso cui osservare la realtà. Tra incursioni geopolitiche\, stereotipi e una personale rilettura dell’ansia da matematica\, lo spettacolo si muove sul filo dell’assurdo matematico. Attraverso l’interazione diretta col pubblico\, aneddoti d’aula\, paradossi logici e un’autoironia costruita in anni di cattedra e palcoscenico\, Zero alla Zero trasforma la paura della matematica in qualcosa di inaspettato: una risata.
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SUMMARY:BURN(IT) OUT
DESCRIPTION:Giada Fasoli (drammaturga\, regista e attrice\, co-ideatrice del progetto) \nMargherita Lisciandrano (attrice e co-ideatrice del progetto) \nElisa Ciofini (assistente alla drammaturgia) \nFinalista al premio giovani realtà del teatro 2025 \nIn un futuro distopico\, ma inquietantemente vicino al nostro\, Eloise è una giovane dottoressa schiacciata da ritmi di lavoro disumani e da una burocrazia soffocante. L’incontro con Oxana\, figura ribelle e imprevedibile\, la trascina in una spirale di gesti incendiari che diventano una protesta contro un sistema che consuma le persone. Burn(it)out affronta con ironia e tensione il tema del burnout lavorativo\, interrogandosi sul rapporto tra identità e professione: siamo il nostro lavoro o facciamo semplicemente un lavoro? Una riflessione potente su una delle fragilità più diffuse della nostra epoca.
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SUMMARY:Barbarie
DESCRIPTION:di Sergio Borsato\nDario Cottica\, Attore\nNinfa De Masi\, Voce\nMartina Rudiç\, Violoncello\nSergio Borsato\, Live Electronics & Tracce audio\nStefano Carnello\, Video \n\n\nQuando superi il limite devi reagire: un gesto\, un pensiero\, una prospettiva.
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SUMMARY:Yuki Onna
DESCRIPTION:opera-trio da camera per due solisti\, elettronica\, audiovideo \ndi Maurizio Pisati \nElena Càsoli Chitarra elettrica \nAnnig Raimondi Attrice \nMaurizio Pisati Musica\, Live electronics\, Audiovideo \nprogetto e programmazione luci Fulvio Michelazzi – AILD \n«… i fantasmi giapponesi\, in un certo senso\, mi sono cari come compagni di viaggio: con loro talvolta tutto è più semplice. Se tradiamo il segreto\, svaniscono. » 
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SUMMARY:Teste tonde e teste a punta
DESCRIPTION:di Bertolt Brecht \nregia Claudio Orlandini \ncon Carola Boschetti\, Cinzia Brogliato\, Antonio Brugnano\, Laura Laterza\, Claudio Orlandini \nmusiche originali Gipo Gurrado \nluci Fausto Bonvini \ntrucco Beatrice Cammarata \nscene e costumi Alessia Bussini \naiuto scenografia Anna Colombo \naiuto regia Luca Liberatore \nfoto di scena Roberto Rognoni \nproduzione Comteatro \nIn un Paese immaginario\, ma fin troppo simile al nostro\, una compagnia di attori mette in scena una commedia che si trasforma progressivamente in una farsa amara. Scritto da Bertolt Brecht durante l’ascesa del nazismo\, Teste tonde e teste a punta denuncia i meccanismi con cui il potere alimenta discriminazioni e divisioni per distogliere l’attenzione dalle disuguaglianze economiche e sociali. Tra ironia\, satira e straniamento\, lo spettacolo restituisce tutta la forza di un testo che continua a interrogare il presente con sorprendente attualità.
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SUMMARY:Miss Jekyll e Mr Hyde
DESCRIPTION:Da Robert Louis Stevenson\ndrammaturgia e regia Bruno Bigoni\ncon Riccardo Magherini\, Anna Germani\, Cinzia Tropiano\nproduzione PACTA . dei Teatri\nInvito a Teatro\nFoto Nera Branca \nNel migliore racconto mai scritto sullo sdoppiamento della personalità\, Stevenson\, sperimenta il principio secondo il quale tutto nella persona umana vive al confine del proprio contrario. La nobiltà d’animo vive al confine dell’abiezione\, l’amore ai limiti dell’odio e lo comprende. La storia di Jekyll e Hyde ci obbliga a riconoscere che sotto la pelle di un uomo non c’è un solo individuo ma ce ne sono due. Questo vale per gli uomini\, ma anche per le donne. La parte oscura che non ha sesso\, che si nasconde in ognuno di noi può diventare\, in certi momenti della nostra esistenza\, ben visibile e a tratti prendere anche una forma. \nCiò che noi narriamo e rappresentiamo sul palco è una lettura contemporanea e provocatoria del romanzo di Stevenson\, immaginando che il desiderio represso e nascosto dell’ingenua e curiosa Miss. J prenda il sopravvento sulla sua parte razionale\, liberando così il mostro Mr. Hyde che altro non è che la proiezione amplificata e spettacolarizzata di ciò che la Miss vorrebbe ma che non ha il coraggio di riconoscere e accettare. Certo la narrazione è estrema\, lo spettacolo lo richiede\, ma dietro la violenza di Mr. Hyde si nasconde la fragilità e la paura di una giovane donna\, tratta in inganno dal suo stesso desiderio\, che di fronte all’aggressività di quel desiderio non sa come contenerlo né tanto meno come superarlo. \n In questo libera interpretazione del romanzo di Stevenson\, le cose cambiano\, semplicemente perché chi prende la fatidica pozione è la pronipote del dott. Jekyll\, la quale spinta dalla curiosità di vedere se la pozione ha ancora il suo effetto\, ingerisce l’intruglio e…non succede niente. Almeno in apparenza\, perché nello stesso momento riprende vita il mostro Hyde. Com’è possibile tutto questo?   Miss. Jekyll non si è trasformata\, non ha cambiato i suoi tratti fisici. E poi lei è donna e Hyde è un uomo. Com’è possibile tutto questo? Cos’è veramente accaduto? \nIl terzo personaggio della storia che prende vita nel corso dello sviluppo drammaturgico è la coscienza di Miss Jekyll\, che diventa la parte dialogante e consapevole di ciò che sta accadendo a Miss Jekyll.  Tutto ciò sarà visto con fastidio da Mr. Hyde\, che si muove nella vita della giovane senza rispetto e con fare violento. Di fronte a quel mostro che la insulta\, la deride e la oltraggia\, Miss Jekyll non sa come comportarsi. Ma con l’aiuto della sua coscienza\, comprende che Hyde non è altro che la sua parte malata\, quella parte oscura che si è liberata\, che lei stessa ha liberato e che la mette di fronte all’ambiguità del suo vivere e del suo sentire. La vecchia fiala ritrovata e ingerita non è il motivo scatenante della rinascita di Hyde ma solo la scusa che Miss Jekyll adduce per poter giustificare la rinascita e la presenza nella sua vita di quel mostro. \nUna considerazione finale sorge affrontando questa storia. Inutile comprimere e dimenticare i nostri desideri\, anche quelli più segreti\, senza essere consapevoli che più li nascondiamo e li rimuoviamo dalla nostra coscienza\, più\, prima o poi riusciranno in ogni caso più furiosi e violenti di prima.
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DESCRIPTION:Da Robert Louis Stevenson\ndrammaturgia e regia Bruno Bigoni\ncon Riccardo Magherini\, Anna Germani\, Cinzia Tropiano\nproduzione PACTA . dei Teatri\nInvito a Teatro\nFoto Nera Branca \nNel migliore racconto mai scritto sullo sdoppiamento della personalità\, Stevenson\, sperimenta il principio secondo il quale tutto nella persona umana vive al confine del proprio contrario. La nobiltà d’animo vive al confine dell’abiezione\, l’amore ai limiti dell’odio e lo comprende. La storia di Jekyll e Hyde ci obbliga a riconoscere che sotto la pelle di un uomo non c’è un solo individuo ma ce ne sono due. Questo vale per gli uomini\, ma anche per le donne. La parte oscura che non ha sesso\, che si nasconde in ognuno di noi può diventare\, in certi momenti della nostra esistenza\, ben visibile e a tratti prendere anche una forma. \nCiò che noi narriamo e rappresentiamo sul palco è una lettura contemporanea e provocatoria del romanzo di Stevenson\, immaginando che il desiderio represso e nascosto dell’ingenua e curiosa Miss. J prenda il sopravvento sulla sua parte razionale\, liberando così il mostro Mr. Hyde che altro non è che la proiezione amplificata e spettacolarizzata di ciò che la Miss vorrebbe ma che non ha il coraggio di riconoscere e accettare. Certo la narrazione è estrema\, lo spettacolo lo richiede\, ma dietro la violenza di Mr. Hyde si nasconde la fragilità e la paura di una giovane donna\, tratta in inganno dal suo stesso desiderio\, che di fronte all’aggressività di quel desiderio non sa come contenerlo né tanto meno come superarlo. \n In questo libera interpretazione del romanzo di Stevenson\, le cose cambiano\, semplicemente perché chi prende la fatidica pozione è la pronipote del dott. Jekyll\, la quale spinta dalla curiosità di vedere se la pozione ha ancora il suo effetto\, ingerisce l’intruglio e…non succede niente. Almeno in apparenza\, perché nello stesso momento riprende vita il mostro Hyde. Com’è possibile tutto questo?   Miss. Jekyll non si è trasformata\, non ha cambiato i suoi tratti fisici. E poi lei è donna e Hyde è un uomo. Com’è possibile tutto questo? Cos’è veramente accaduto? \nIl terzo personaggio della storia che prende vita nel corso dello sviluppo drammaturgico è la coscienza di Miss Jekyll\, che diventa la parte dialogante e consapevole di ciò che sta accadendo a Miss Jekyll.  Tutto ciò sarà visto con fastidio da Mr. Hyde\, che si muove nella vita della giovane senza rispetto e con fare violento. Di fronte a quel mostro che la insulta\, la deride e la oltraggia\, Miss Jekyll non sa come comportarsi. Ma con l’aiuto della sua coscienza\, comprende che Hyde non è altro che la sua parte malata\, quella parte oscura che si è liberata\, che lei stessa ha liberato e che la mette di fronte all’ambiguità del suo vivere e del suo sentire. La vecchia fiala ritrovata e ingerita non è il motivo scatenante della rinascita di Hyde ma solo la scusa che Miss Jekyll adduce per poter giustificare la rinascita e la presenza nella sua vita di quel mostro. \nUna considerazione finale sorge affrontando questa storia. Inutile comprimere e dimenticare i nostri desideri\, anche quelli più segreti\, senza essere consapevoli che più li nascondiamo e li rimuoviamo dalla nostra coscienza\, più\, prima o poi riusciranno in ogni caso più furiosi e violenti di prima.
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SUMMARY:Miss Jekyll e Mr Hyde
DESCRIPTION:Da Robert Louis Stevenson\ndrammaturgia e regia Bruno Bigoni\ncon Riccardo Magherini\, Anna Germani\, Cinzia Tropiano\nproduzione PACTA . dei Teatri\nInvito a Teatro\nFoto Nera Branca \nNel migliore racconto mai scritto sullo sdoppiamento della personalità\, Stevenson\, sperimenta il principio secondo il quale tutto nella persona umana vive al confine del proprio contrario. La nobiltà d’animo vive al confine dell’abiezione\, l’amore ai limiti dell’odio e lo comprende. La storia di Jekyll e Hyde ci obbliga a riconoscere che sotto la pelle di un uomo non c’è un solo individuo ma ce ne sono due. Questo vale per gli uomini\, ma anche per le donne. La parte oscura che non ha sesso\, che si nasconde in ognuno di noi può diventare\, in certi momenti della nostra esistenza\, ben visibile e a tratti prendere anche una forma. \nCiò che noi narriamo e rappresentiamo sul palco è una lettura contemporanea e provocatoria del romanzo di Stevenson\, immaginando che il desiderio represso e nascosto dell’ingenua e curiosa Miss. J prenda il sopravvento sulla sua parte razionale\, liberando così il mostro Mr. Hyde che altro non è che la proiezione amplificata e spettacolarizzata di ciò che la Miss vorrebbe ma che non ha il coraggio di riconoscere e accettare. Certo la narrazione è estrema\, lo spettacolo lo richiede\, ma dietro la violenza di Mr. Hyde si nasconde la fragilità e la paura di una giovane donna\, tratta in inganno dal suo stesso desiderio\, che di fronte all’aggressività di quel desiderio non sa come contenerlo né tanto meno come superarlo. \n In questo libera interpretazione del romanzo di Stevenson\, le cose cambiano\, semplicemente perché chi prende la fatidica pozione è la pronipote del dott. Jekyll\, la quale spinta dalla curiosità di vedere se la pozione ha ancora il suo effetto\, ingerisce l’intruglio e…non succede niente. Almeno in apparenza\, perché nello stesso momento riprende vita il mostro Hyde. Com’è possibile tutto questo?   Miss. Jekyll non si è trasformata\, non ha cambiato i suoi tratti fisici. E poi lei è donna e Hyde è un uomo. Com’è possibile tutto questo? Cos’è veramente accaduto? \nIl terzo personaggio della storia che prende vita nel corso dello sviluppo drammaturgico è la coscienza di Miss Jekyll\, che diventa la parte dialogante e consapevole di ciò che sta accadendo a Miss Jekyll.  Tutto ciò sarà visto con fastidio da Mr. Hyde\, che si muove nella vita della giovane senza rispetto e con fare violento. Di fronte a quel mostro che la insulta\, la deride e la oltraggia\, Miss Jekyll non sa come comportarsi. Ma con l’aiuto della sua coscienza\, comprende che Hyde non è altro che la sua parte malata\, quella parte oscura che si è liberata\, che lei stessa ha liberato e che la mette di fronte all’ambiguità del suo vivere e del suo sentire. La vecchia fiala ritrovata e ingerita non è il motivo scatenante della rinascita di Hyde ma solo la scusa che Miss Jekyll adduce per poter giustificare la rinascita e la presenza nella sua vita di quel mostro. \nUna considerazione finale sorge affrontando questa storia. Inutile comprimere e dimenticare i nostri desideri\, anche quelli più segreti\, senza essere consapevoli che più li nascondiamo e li rimuoviamo dalla nostra coscienza\, più\, prima o poi riusciranno in ogni caso più furiosi e violenti di prima.
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LOCATION:Pacta . dei Teatri\, Via Ulisse Dini\, 7/A\, Milano\, Milano\, 20142\, Italy
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