Tariffa intera
€ 25
Ridotto Box Cultura
€ 18
Testo, concetto, regia Jan Fabre
Traduzione di Franco Paris
Con Irene Urciuoli
Drammaturgia Miet Martens
Disegno luci e tecnica Wout Janssens
produzione Troubleyn/Jan Fabre – Carnezzeria
La compagnia Troubleyn/Jan Fabre è sponsorizzata da Katoen Natie.
Durata: un’ora
Spettacolo in italiano
Una tribù, ecco quello che sono (2004) è la prospettiva poetica di Jan Fabre sul lavoro del visionario del teatro Antonin Artaud, il “fondatore” del Théâtre de la Cruauté (1938).
Questa crudeltà non è fisica, ma spirituale: un invito a tornare alla verità cruda e non filtrata. Alla ricerca di un rituale segreto per risvegliare il divino dentro di sé, Artaud si recò presso le tribù indiane; cercava la purificazione e la scoperta di sé come modo per rivelare la malattia spirituale dell’umanità . “Mi spoglio del mio corpo fino all’osso”, si legge nel testo di Fabre.
L’umanità è spiritualmente incapace di affrontare la natura. L’umanità soffre di insoddisfazione spirituale. Da qui il desiderio di tornare a uno stato primordiale. Parlare di vita significa anche parlare di morte. Possiamo solo gridare alla morte. Il linguaggio deve tornare a essere un grido. Il cambiamento avverrà attraverso incontri che curano le ferite del nostro cuore.
Questo monologo è il terzo incontro artistico tra Jan Fabre e l’affascinante attrice italiana Irene Uriciuoli.
«La vraie révolution sera mentale ou ne sera pas.»
(La vera rivoluzione sarà mentale o meno) — Antonin Artaud
