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SUMMARY:Corso Intensivo Modulare Trimestrale
DESCRIPTION:Il Corso Intensivo Modulare  Trimestrale della Milano Painting Academy offre un’opportunità formativa unica per chi desidera studiare disegno e pittura con serietà e rigore\, pur avendo meno tempo a disposizione rispetto a un percorso accademico a tempo pieno. \nPensato per principianti\, appassionati\, artisti in formazione o professionisti\, il corso è perfetto anche per chi lavora\, studia o semplicemente vuole dedicare tempo alla propria passione artistica con un impegno meno totalizzante ma altamente qualificato. \nÈ strutturato in moduli trimestrali\, semestrali o annuali\, con frequenza bisettimanale\, e consente la scelta tra tre fasce orarie per venire incontro alle esigenze di ciascuno: \n\nMattina: 9:30 – 12:30\nPomeriggio: 13:30 – 16:30\nSera: 18:30 – 21:30\nSotto la direzione artistica di Nicola Verlato\, uno dei più importanti artisti figurativi contemporanei a livello internazionale\, il Corso Intensivo Modulare condivide la stessa qualità didattica del percorso triennale.\nVerlato supervisiona costantemente la struttura formativa\, assicurando una linea metodologica coerente e innovativa\, che pone al centro il disegno come strumento progettuale e conoscitivo\, e la pittura come linguaggio complesso e stratificato. \nA guidare gli studenti\, un corpo docenti di altissimo livello\, composto da artisti attivi a livello nazionale e internazionale\, capaci di trasmettere conoscenze tecniche profonde e una visione contemporanea della tradizione pittorica.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/corso-intensivo-modulare-trimestrale/
LOCATION:milano painting academy\, VIA FRANCESCO DE SANCTIS 34\, PIANO 1\, MILANO PAINTING ACADEMY\, MI\, 20141\, Italy
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SUMMARY:Corso Intensivo Modulare Semestrale
DESCRIPTION:Il Corso Intensivo Modulare  Semestrale della Milano Painting Academy offre un’opportunità formativa unica per chi desidera studiare disegno e pittura con serietà e rigore\, pur avendo meno tempo a disposizione rispetto a un percorso accademico a tempo pieno. \nPensato per principianti\, appassionati\, artisti in formazione o professionisti\, il corso è perfetto anche per chi lavora\, studia o semplicemente vuole dedicare tempo alla propria passione artistica con un impegno meno totalizzante ma altamente qualificato. \nÈ strutturato in moduli trimestrali\, semestrali o annuali\, con frequenza bisettimanale\, e consente la scelta tra tre fasce orarie per venire incontro alle esigenze di ciascuno: \n\nMattina: 9:30 – 12:30\nPomeriggio: 13:30 – 16:30\nSera: 18:30 – 21:30\n\nSotto la direzione artistica di Nicola Verlato\, uno dei più importanti artisti figurativi contemporanei a livello internazionale\, il Corso Intensivo Modulare condivide la stessa qualità didattica del percorso triennale. \nVerlato supervisiona costantemente la struttura formativa\, assicurando una linea metodologica coerente e innovativa\, che pone al centro il disegno come strumento progettuale e conoscitivo\, e la pittura come linguaggio complesso e stratificato. \nA guidare gli studenti\, un corpo docenti di altissimo livello\, composto da artisti attivi a livello nazionale e internazionale\, capaci di trasmettere conoscenze tecniche profonde e una visione contemporanea della tradizione pittorica.
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SUMMARY:Corso Intensivo Modulare Annuale
DESCRIPTION:Il Corso Intensivo Modulare Annuale della Milano Painting Academy offre un’opportunità formativa unica per chi desidera studiare disegno e pittura con serietà e rigore\, pur avendo meno tempo a disposizione rispetto a un percorso accademico a tempo pieno. \nPensato per principianti\, appassionati\, artisti in formazione o professionisti\, il corso è perfetto anche per chi lavora\, studia o semplicemente vuole dedicare tempo alla propria passione artistica con un impegno meno totalizzante ma altamente qualificato. \nÈ strutturato in moduli trimestrali\, semestrali o annuali\, con frequenza bisettimanale\, e consente la scelta tra tre fasce orarie per venire incontro alle esigenze di ciascuno: \n\nMattina: 9:30 – 12:30\nPomeriggio: 13:30 – 16:30\nSera: 18:30 – 21:30\n\nSotto la direzione artistica di Nicola Verlato\, uno dei più importanti artisti figurativi contemporanei a livello internazionale\, il Corso Intensivo Modulare condivide la stessa qualità didattica del percorso triennale. \nVerlato supervisiona costantemente la struttura formativa\, assicurando una linea metodologica coerente e innovativa\, che pone al centro il disegno come strumento progettuale e conoscitivo\, e la pittura come linguaggio complesso e stratificato. \nA guidare gli studenti\, un corpo docenti di altissimo livello\, composto da artisti attivi a livello nazionale e internazionale\, capaci di trasmettere conoscenze tecniche profonde e una visione contemporanea della tradizione pittorica.
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SUMMARY:Visita Museo Bagatti Valsecchi
DESCRIPTION:🏛️ Museo Bagatti Valsecchi — Milano\nUna casa museo neorinascimentale nel cuore di Milano\, tra le meglio conservate in Europa. \nSituato in Via Gesù 5\, nel quadrilatero della moda di Milano\, il Museo Bagatti Valsecchi è uno scrigno d’arte e storia vissuta. Nato dalla passione dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi\, il palazzo è un autentico capolavoro dell’eclettismo lombardo di fine Ottocento: gli ambienti sono stati concepiti e arredati con opere d’arte\, arredi e oggetti d’uso del XV e XVI secolo\, creando un’atmosfera straordinariamente autentica in cui l’arte non è esposta\, ma abitata. Oggi il museo è considerato uno degli esempi più affascinanti di casa museo in Europa. \n\n🕐 Orari di apertura\n\n\n\n\nGiorno\nOrario\n\n\n\n\nMercoledì\n10:00 – 18:00\n\n\nGiovedì\n10:00 – 18:00\n\n\nVenerdì\n10:00 – 18:00\n\n\nSabato\n10:00 – 18:00\n\n\nDomenica\n10:00 – 18:00\n\n\nLunedì\nChiuso\n\n\nMartedì\nChiuso\n\n\n\n\n\nℹ️ Si consiglia di consultare il calendario delle chiusure speciali sul sito del museo prima della visita. \n\n\n🎟️ Biglietti\n\n\n\n\nTipologia\nPrezzo\n\n\n\n\nIntero\n14 €\n\n\nRidotto (universitari con badge\, over 65)\n10 €\n\n\nYoung (6–17 anni)\n6 €\n\n\nFamily Pack (2 adulti + 2 bambini)\n26 €\n\n\nGratuito (bambini fino a 5 anni\, persone con disabilità\, Amici del Museo\, membri ICOM)\n0 €\n\n\n\n\n\n♿ Accessibilità e info utili\n\nAscensore disponibile su richiesta in biglietteria per accedere alle sale al primo piano\nServizi igienici attrezzati per persone con disabilità motoria (larghezza max sedia a rotelle: 70 cm)\nCani di piccola taglia ammessi (in borsa o in braccio)\nLocker disponibili all’ingresso per zaini e borse\nPasseggini e valigie non sono consentiti all’interno delle sale (custodia gratuita in biglietteria)\n\n\n📍 Come raggiungerci\nVia Gesù\, 5 – 20121 Milano \nMetro M3 → fermata Montenapoleone | Metro M1/M4 → fermata San Babila Bus 54\, 61 → San Babila | Bus 94 → Piazza Cavour | Tram 1 → Montenapoleone BikeMi stazione n°80 (Manzoni) o n°13 (via Senato) \n📞 +39 02 7600 6132 | 🌐 museobagattivalsecchi.org \n\n🎫 Biglietto Open — Cavalieri di Cultura\nGrazie al Box Cultura di Cavalieri di Cultura\, visitare il Museo Bagatti Valsecchi è ancora più semplice e conveniente. \nUtilizzando un gettone culturale dal tuo Box Cultura\, riceverai un voucher sconto valido per il mese in corso. Il voucher ti permette di prenotare la tua visita al prezzo ridotto\, scegliendo in autonomia la data che preferisci tra quelle disponibili nel mese. \nCome utilizzare il voucher: \n\nOttieni il voucher tramite il Box Cultura usando un gettone culturale\nContatta la biglietteria del museo (📞 +39 02 7600 6132) oppure prenota direttamente sul sito ufficiale del museo\nScegli una delle date disponibili nel mese in corso\nPresenta il voucher al momento della prenotazione per ottenere il prezzo scontato\n\n\n⚠️ Il voucher è valido esclusivamente per il mese in cui viene generato. Si consiglia di prenotare con anticipo per assicurarsi la data desiderata.
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SUMMARY:Museo Popoli e Culture
DESCRIPTION:Scopri il Museo Popoli e Culture\nUn viaggio tra tradizioni\, storie e culture provenienti da tutto il mondo. \nIl Museo Popoli e Culture di Milano custodisce una preziosa collezione di opere\, oggetti e testimonianze provenienti da Asia\, Africa\, Oceania e America Latina\, offrendo un percorso immersivo dedicato alla scoperta delle culture extra-europee. Nato nel 1910 grazie all’opera dei missionari del PIME\, il museo rappresenta oggi uno spazio di dialogo\, conoscenza e meraviglia. \nAgevolazione Cavalieri di Cultura\nL’ingresso al museo ha un costo ridotto di 5€\, ma per i possessori del BoxCultura l’accesso è gratuito. \nIl Gettone Open\nCon il Gettone Open non sei obbligato a visitare il museo in un giorno specifico.\nPotrai utilizzare il tuo accesso liberamente durante il mese\, scegliendo il momento che preferisci per vivere l’esperienza. \nTi basterà: \n\nconsultare la pagina del PIME dedicata alle visite;\nverificare giorni e orari disponibili;\ncontattare direttamente la struttura per organizzare la tua visita.\n\nIn questo modo potrai scegliere con maggiore libertà quando dedicarti alla scoperta del museo e delle sue collezioni. \nOrari di visita\nIl museo è aperto: \n\nDal lunedì al sabato\nMattina: 9:00 – 12:30\nPomeriggio: 14:00 – 18:00\nDomenica chiuso\n\nInformazioni utili\n\nPer accedere ai contenuti audio del percorso è possibile scansionare il QR code presente all’ingresso del museo.\nSi consiglia di utilizzare cuffie o auricolari personali per una migliore esperienza di ascolto.\nAlcune attività o visite guidate potrebbero richiedere prenotazione anticipata.\n\n📍 Museo Popoli e Culture – Milano\nVia Monte Rosa 81\, Milano
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SUMMARY:Villa Clerici
DESCRIPTION:Scopri Villa Clerici e la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei\nNel cuore di Milano\, Villa Clerici custodisce uno dei luoghi più affascinanti dedicati all’arte contemporanea e spirituale: la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei\, la prima realtà in Italia interamente dedicata all’arte sacra contemporanea. Tra sale storiche\, opere moderne\, sculture\, dipinti e atmosfere senza tempo\, la visita permette di immergersi in un dialogo unico tra arte\, cultura e spiritualità. \n📍 GASC Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei \nAgevolazione Box Cultura\nL’ingresso ridotto alla Galleria ha un costo di 5€\, ma per i possessori del Box Cultura il biglietto è disponibile a 3€. \nIl Gettone Open\nCon il Gettone Open non sei obbligato a visitare la Villa in un giorno specifico.\nPotrai utilizzare il tuo accesso durante il mese\, scegliendo liberamente quando vivere l’esperienza. \nTi basterà: \n\nconsultare la pagina dedicata agli orari e alle visite;\nverificare aperture e disponibilità;\ncontattare direttamente la struttura per organizzare la tua visita.\n\nIn questo modo avrai la libertà di scegliere il momento migliore per immergerti nelle sale della Villa e nelle collezioni della Galleria. \nOrari di visita\nLa Galleria è aperta: \n\nGiovedì: 14:30 – 17:30\nVenerdì: 14:30 – 17:30\nDomenica: 14:30 – 18:30\nSabato apertura dedicata ai gruppi su prenotazione\n\nLa biglietteria chiude 45 minuti prima dell’orario di chiusura. \nInformazioni utili\n\nPer gruppi e visite dedicate è consigliata la prenotazione anticipata.\nPer informazioni e prenotazioni è possibile contattare direttamente la struttura:\n\ngalleria@villaclerici.it\n02 6470066\n\n\nAlcuni orari potrebbero subire variazioni in occasione di eventi o mostre temporanee.\n\n📍 Via Giovanni Terruggia 14\, Milano
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LOCATION:Villa Clerici\, Via Giovanni Terruggia\, 8/14\, Milano\, MI\, 20162\, Italy
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SUMMARY:Visita Museo Bagatti Valsecchi
DESCRIPTION:🏛️ Museo Bagatti Valsecchi — Milano\nUna casa museo neorinascimentale nel cuore di Milano\, tra le meglio conservate in Europa. \nSituato in Via Gesù 5\, nel quadrilatero della moda di Milano\, il Museo Bagatti Valsecchi è uno scrigno d’arte e storia vissuta. Nato dalla passione dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi\, il palazzo è un autentico capolavoro dell’eclettismo lombardo di fine Ottocento: gli ambienti sono stati concepiti e arredati con opere d’arte\, arredi e oggetti d’uso del XV e XVI secolo\, creando un’atmosfera straordinariamente autentica in cui l’arte non è esposta\, ma abitata. Oggi il museo è considerato uno degli esempi più affascinanti di casa museo in Europa. \n\n🕐 Orari di apertura\n\n\n\n\nGiorno\nOrario\n\n\n\n\nMercoledì\n10:00 – 18:00\n\n\nGiovedì\n10:00 – 18:00\n\n\nVenerdì\n10:00 – 18:00\n\n\nSabato\n10:00 – 18:00\n\n\nDomenica\n10:00 – 18:00\n\n\nLunedì\nChiuso\n\n\nMartedì\nChiuso\n\n\n\n\n\nℹ️ Si consiglia di consultare il calendario delle chiusure speciali sul sito del museo prima della visita. \n\n\n🎟️ Biglietti\n\n\n\n\nTipologia\nPrezzo\n\n\n\n\nIntero\n14 €\n\n\nRidotto (universitari con badge\, over 65)\n10 €\n\n\nYoung (6–17 anni)\n6 €\n\n\nFamily Pack (2 adulti + 2 bambini)\n26 €\n\n\nGratuito (bambini fino a 5 anni\, persone con disabilità\, Amici del Museo\, membri ICOM)\n0 €\n\n\n\n\n\n♿ Accessibilità e info utili\n\nAscensore disponibile su richiesta in biglietteria per accedere alle sale al primo piano\nServizi igienici attrezzati per persone con disabilità motoria (larghezza max sedia a rotelle: 70 cm)\nCani di piccola taglia ammessi (in borsa o in braccio)\nLocker disponibili all’ingresso per zaini e borse\nPasseggini e valigie non sono consentiti all’interno delle sale (custodia gratuita in biglietteria)\n\n\n📍 Come raggiungerci\nVia Gesù\, 5 – 20121 Milano \nMetro M3 → fermata Montenapoleone | Metro M1/M4 → fermata San Babila Bus 54\, 61 → San Babila | Bus 94 → Piazza Cavour | Tram 1 → Montenapoleone BikeMi stazione n°80 (Manzoni) o n°13 (via Senato) \n📞 +39 02 7600 6132 | 🌐 museobagattivalsecchi.org \n\n🎫 Biglietto Open — Cavalieri di Cultura\nGrazie al Box Cultura di Cavalieri di Cultura\, visitare il Museo Bagatti Valsecchi è ancora più semplice e conveniente. \nUtilizzando un gettone culturale dal tuo Box Cultura\, riceverai un voucher sconto valido per il mese in corso. Il voucher ti permette di prenotare la tua visita al prezzo ridotto\, scegliendo in autonomia la data che preferisci tra quelle disponibili nel mese. \nCome utilizzare il voucher: \n\nOttieni il voucher tramite il Box Cultura usando un gettone culturale\nContatta la biglietteria del museo (📞 +39 02 7600 6132) oppure prenota direttamente sul sito ufficiale del museo\nScegli una delle date disponibili nel mese in corso\nPresenta il voucher al momento della prenotazione per ottenere il prezzo scontato\n\n\n⚠️ Il voucher è valido esclusivamente per il mese in cui viene generato. Si consiglia di prenotare con anticipo per assicurarsi la data desiderata.
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DESCRIPTION:Scopri il Museo Popoli e Culture\nUn viaggio tra tradizioni\, storie e culture provenienti da tutto il mondo. \nIl Museo Popoli e Culture di Milano custodisce una preziosa collezione di opere\, oggetti e testimonianze provenienti da Asia\, Africa\, Oceania e America Latina\, offrendo un percorso immersivo dedicato alla scoperta delle culture extra-europee. Nato nel 1910 grazie all’opera dei missionari del PIME\, il museo rappresenta oggi uno spazio di dialogo\, conoscenza e meraviglia. \nAgevolazione Cavalieri di Cultura\nL’ingresso al museo ha un costo ridotto di 5€\, ma per i possessori del BoxCultura l’accesso è gratuito. \nIl Gettone Open\nCon il Gettone Open non sei obbligato a visitare il museo in un giorno specifico.\nPotrai utilizzare il tuo accesso liberamente durante il mese\, scegliendo il momento che preferisci per vivere l’esperienza. \nTi basterà: \n\nconsultare la pagina del PIME dedicata alle visite;\nverificare giorni e orari disponibili;\ncontattare direttamente la struttura per organizzare la tua visita.\n\nIn questo modo potrai scegliere con maggiore libertà quando dedicarti alla scoperta del museo e delle sue collezioni. \nOrari di visita\nIl museo è aperto: \n\nDal lunedì al sabato\nMattina: 9:00 – 12:30\nPomeriggio: 14:00 – 18:00\nDomenica chiuso\n\nInformazioni utili\n\nPer accedere ai contenuti audio del percorso è possibile scansionare il QR code presente all’ingresso del museo.\nSi consiglia di utilizzare cuffie o auricolari personali per una migliore esperienza di ascolto.\nAlcune attività o visite guidate potrebbero richiedere prenotazione anticipata.\n\n📍 Museo Popoli e Culture – Milano\nVia Monte Rosa 81\, Milano
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DESCRIPTION:Scopri Villa Clerici e la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei\nNel cuore di Milano\, Villa Clerici custodisce uno dei luoghi più affascinanti dedicati all’arte contemporanea e spirituale: la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei\, la prima realtà in Italia interamente dedicata all’arte sacra contemporanea. Tra sale storiche\, opere moderne\, sculture\, dipinti e atmosfere senza tempo\, la visita permette di immergersi in un dialogo unico tra arte\, cultura e spiritualità. \n📍 GASC Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei \nAgevolazione Box Cultura\nL’ingresso ridotto alla Galleria ha un costo di 5€\, ma per i possessori del Box Cultura il biglietto è disponibile a 3€. \nIl Gettone Open\nCon il Gettone Open non sei obbligato a visitare la Villa in un giorno specifico.\nPotrai utilizzare il tuo accesso durante il mese\, scegliendo liberamente quando vivere l’esperienza. \nTi basterà: \n\nconsultare la pagina dedicata agli orari e alle visite;\nverificare aperture e disponibilità;\ncontattare direttamente la struttura per organizzare la tua visita.\n\nIn questo modo avrai la libertà di scegliere il momento migliore per immergerti nelle sale della Villa e nelle collezioni della Galleria. \nOrari di visita\nLa Galleria è aperta: \n\nGiovedì: 14:30 – 17:30\nVenerdì: 14:30 – 17:30\nDomenica: 14:30 – 18:30\nSabato apertura dedicata ai gruppi su prenotazione\n\nLa biglietteria chiude 45 minuti prima dell’orario di chiusura. \nInformazioni utili\n\nPer gruppi e visite dedicate è consigliata la prenotazione anticipata.\nPer informazioni e prenotazioni è possibile contattare direttamente la struttura:\n\ngalleria@villaclerici.it\n02 6470066\n\n\nAlcuni orari potrebbero subire variazioni in occasione di eventi o mostre temporanee.\n\n📍 Via Giovanni Terruggia 14\, Milano
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LOCATION:Villa Clerici\, Via Giovanni Terruggia\, 8/14\, Milano\, MI\, 20162\, Italy
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SUMMARY:GLASS WITH SILENCE
DESCRIPTION:Regia e Coreografie LUCINDA CHILDS\nDirettore Artistico MICHELE POGLIANI\nMusiche PHILIP GLASS\nVideo ROBERTO BERTA e BABETTE MANGOLTE\nInterpreti Danzatori MP3 Dance Project\nCostumi TIZIANA BARBARANELLI\nProject Manager MARTINA GALBIATI\nFoto di Scena DENISE PRANDINI\nCoordinatore di Produzione FABRIZIO DE ANGELIS\nproduzione MPTRE PROJECT e CHANGE PERFORMING ARTS\ndurata dello spettacolo 60 minuti \nProgramma:\nKatema dancers: SARA MIGNANI • IRENE VENUTA\nPhilip Glass: Etude#18 – dancers: AGNESE TRIPPA • NICOLO TROIANO\nCalico Mingling VIDEO 1973\nPastime dancers: SARA MIGNANI • IRENE VENUTA • AGNESE TRIPPA\nPhilip Glass: Etude#5 – dancers: NICOLO’TROIANO • SARA MIGNANI • IRENE VENUTA \nGlass whit SILENCE\nUn viaggio straordinario nell’universo coreografico di Lucinda Childs\, una delle voci più influenti e innovative della danza postmoderna americana.\nLa serata celebra la sua straordinaria capacità di intrecciare movimento\, spazio e tempo in un racconto visivo e corporeo che unisce passato e presente. \nIl programma si apre con Katema\, una video/installazione esclusiva che rivisita i l video originale del 1978. Grazie a un nuovo montaggio e all’intervento dal vivo di due danzatrici\, le immagini si trasformano in un dialogo vibrante tra storia e contemporaneità\, costruendo un ponte dinamico tra memoria e innovazione. \nLa serata prevede due nuove coreografie firmate dalla stessa Lucinda Childs\, ispirate alle celebri Études di Philip Glass. La struttura ipnotica e stratificata della musica diventa il terreno ideale per esplorare i temi cari alla coreografa: la ripetizione\, il minimalismo e la metamorfosi del movimento nello spazio. In questo dialogo profondo tra danza e musica\, l’eleganza e l’intensità della ricerca artistica di Childs trovano una nuova espressione. \nSegue la proiezione di Calico Mingling\, una delle coreografie più iconiche dell’artista datata 1973. Questo video storico offre al pubblico una preziosa retrospettiva sul suo linguaggio unico\, senza tempo\, e sulla visione rivoluzionaria che ha trasformato il mondo della danza contemporanea. \nA completare il programma Pastime il primo solo della coreografa riproposto in una nuova versione con un trio di danzatrici. \nUna serata che celebra la poesia del movimento e l’eredità immortale di una delle menti più visionarie della danza moderna.
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
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SUMMARY:LO STRANO CASO DEL DOTTOR JEKYLL E DEL SIGNOR HYDE
DESCRIPTION:drammaturgia Federico Bellini\nRegia  Fabio Condemi\nCon Christian La Rosa\nDrammaturgia delle immagini e spazio scenico Fabio Cherstich\nScenografo collaboratore Andrea Colombo\nLuci Veronica Varesi Monti\nAudio e Video Francesco Sileo\nAssistente alla regia Andrea Lucchetta \nProduzione Compagnia Umberto Orsini\, La Fabbrica dell’Attore\, Elsinor Società Cooperativa Sociale\, LAC Lugano Arte Cultura \nLo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde nasce da un incubo che Stevenson si affrettò a trascrivere in modo febbrile. La storia di Jekyll e Hyde è fatta (e scritta) con la stessa sostanza di cui sono fatti gli incubi e lascia nel lettore un senso di inquietudine misto a esaltazione. \n“Non è forse questa la maledizione del genere umano: che\, aggrovigliati in un incongruo legame\, due esseri agli antipodi siano costretti a combattersi in eterno nel grembo straziato di una medesima coscienza?” \nL’ossessione per gli esperimenti e l’ambiguo potere della scienza\, gli sdoppiamenti di personalità e i rischi della repressione fanno di questo romanzo scritto nel 1886 una riflessione sulla natura umana che seduce anche i lettori di oggi. Basti pensare a queste parole sull’immaterialità del corpo: \n“Cominciai a percepire\, con una profondità mai raggiunta prima\, la tremula immaterialità\, l’indistinta transitorietà di questo corpo\, all’apparenza così solido\, che ci portiamo dietro. Scoprii che alcuni agenti chimici avevano il potere di squassare e sradicare questo involucro di carne\, allo stesso modo in cui il vento spazza le tende di un padiglione.” \nL’elogio del crimine in De Sade\, gli incubi postindustriali di Ligotti\, i deserti geografici e metafisici di Roberto Bolaño e ora il signor Hyde in persona\e. Con questo lavoro indago nuovamente un tema che attraversa molti dei miei lavori precedenti. È difficile per me dargli un nome preciso ma credo sia un’indagine sul male\, una domanda sul male e sul suo rapporto con la rappresentazione e la creazione artistica. Anche la struttura del romanzo di Stevenson è quella frammentaria e dell’indagine. Come il notaio Utterson (vero protagonista del romanzo di Stevenson)\, il lettore segue le tracce di mr. Hyde\, del male nascosto in evidenza nelle città\, nei rapporti umani\, nelle istituzioni senza mai afferrarlo del tutto in un inquietante nascondino (hide and seek in inglese).
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SUMMARY:Scuola di Musical
DESCRIPTION:LA SCUOLA\nBallare\, cantare e recitare è un modo per imparare ad esprimersi con tutte le arti svolgendo un’attività adatta ad essere intrapresa fin da piccoli. I ragazzi hanno bisogno di crescere armonicamente col proprio corpo: ballare\, cantare e recitare è un modo per imparare ad esprimersi con tutte le arti svolgendo un’attività completa particolarmente adatta ad essere intrapresa fin da piccoli. L’idea innovativa che sta alla base del progetto Scuola di Musical Ragazzi è la formazione globale. \nCORSI\nScuola di musical Bambini – 03/05 anni\nScuola di musical Junior – 06/12 anni\nScuola di musical Adolescenti – 13/18 anni \nI giovanissimi vengono educati a diventare artisti attraverso un percorso in cui i valori della disciplina e della passione\, dell’impegno e del sacrificio\, hanno priorità assoluta. \nLa nostra filosofia è quella di non alimentare lo sfruttamento delle qualità naturali dei minori attraverso l’inserimento nelle fiction televisive\, la partecipazione a trasmissioni di piccoli talenti allo sbaraglio\, la pubblicità o qualsiasi altro mezzo che metta visibilità\, denaro e successo come obiettivi primari. \nSe vuoi essere contattato dalla nostra segreteria per avere maggiori informazioni compila il modulo di contatto.\nOppure chiama allo 011.4347273 (dalle 9 alle 19.30)\n340.7794400 (24h/24h)
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LOCATION:Torino\, Via Villar 25\, TO\, 10147\, Italy
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SUMMARY:Visita Museo Bagatti Valsecchi
DESCRIPTION:🏛️ Museo Bagatti Valsecchi — Milano\nUna casa museo neorinascimentale nel cuore di Milano\, tra le meglio conservate in Europa. \nSituato in Via Gesù 5\, nel quadrilatero della moda di Milano\, il Museo Bagatti Valsecchi è uno scrigno d’arte e storia vissuta. Nato dalla passione dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi\, il palazzo è un autentico capolavoro dell’eclettismo lombardo di fine Ottocento: gli ambienti sono stati concepiti e arredati con opere d’arte\, arredi e oggetti d’uso del XV e XVI secolo\, creando un’atmosfera straordinariamente autentica in cui l’arte non è esposta\, ma abitata. Oggi il museo è considerato uno degli esempi più affascinanti di casa museo in Europa. \n\n🕐 Orari di apertura\n\n\n\n\nGiorno\nOrario\n\n\n\n\nMercoledì\n10:00 – 18:00\n\n\nGiovedì\n10:00 – 18:00\n\n\nVenerdì\n10:00 – 18:00\n\n\nSabato\n10:00 – 18:00\n\n\nDomenica\n10:00 – 18:00\n\n\nLunedì\nChiuso\n\n\nMartedì\nChiuso\n\n\n\n\n\nℹ️ Si consiglia di consultare il calendario delle chiusure speciali sul sito del museo prima della visita. \n\n\n🎟️ Biglietti\n\n\n\n\nTipologia\nPrezzo\n\n\n\n\nIntero\n14 €\n\n\nRidotto (universitari con badge\, over 65)\n10 €\n\n\nYoung (6–17 anni)\n6 €\n\n\nFamily Pack (2 adulti + 2 bambini)\n26 €\n\n\nGratuito (bambini fino a 5 anni\, persone con disabilità\, Amici del Museo\, membri ICOM)\n0 €\n\n\n\n\n\n♿ Accessibilità e info utili\n\nAscensore disponibile su richiesta in biglietteria per accedere alle sale al primo piano\nServizi igienici attrezzati per persone con disabilità motoria (larghezza max sedia a rotelle: 70 cm)\nCani di piccola taglia ammessi (in borsa o in braccio)\nLocker disponibili all’ingresso per zaini e borse\nPasseggini e valigie non sono consentiti all’interno delle sale (custodia gratuita in biglietteria)\n\n\n📍 Come raggiungerci\nVia Gesù\, 5 – 20121 Milano \nMetro M3 → fermata Montenapoleone | Metro M1/M4 → fermata San Babila Bus 54\, 61 → San Babila | Bus 94 → Piazza Cavour | Tram 1 → Montenapoleone BikeMi stazione n°80 (Manzoni) o n°13 (via Senato) \n📞 +39 02 7600 6132 | 🌐 museobagattivalsecchi.org \n\n🎫 Biglietto Open — Cavalieri di Cultura\nGrazie al Box Cultura di Cavalieri di Cultura\, visitare il Museo Bagatti Valsecchi è ancora più semplice e conveniente. \nUtilizzando un gettone culturale dal tuo Box Cultura\, riceverai un voucher sconto valido per il mese in corso. Il voucher ti permette di prenotare la tua visita al prezzo ridotto\, scegliendo in autonomia la data che preferisci tra quelle disponibili nel mese. \nCome utilizzare il voucher: \n\nOttieni il voucher tramite il Box Cultura usando un gettone culturale\nContatta la biglietteria del museo (📞 +39 02 7600 6132) oppure prenota direttamente sul sito ufficiale del museo\nScegli una delle date disponibili nel mese in corso\nPresenta il voucher al momento della prenotazione per ottenere il prezzo scontato\n\n\n⚠️ Il voucher è valido esclusivamente per il mese in cui viene generato. Si consiglia di prenotare con anticipo per assicurarsi la data desiderata.
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LOCATION:Museo Bagatti Valsecchi\, Via Gesù\, 5\, Milano\, Milano\, 20121\, Italy
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SUMMARY:Museo Popoli e Culture
DESCRIPTION:Scopri il Museo Popoli e Culture\nUn viaggio tra tradizioni\, storie e culture provenienti da tutto il mondo. \nIl Museo Popoli e Culture di Milano custodisce una preziosa collezione di opere\, oggetti e testimonianze provenienti da Asia\, Africa\, Oceania e America Latina\, offrendo un percorso immersivo dedicato alla scoperta delle culture extra-europee. Nato nel 1910 grazie all’opera dei missionari del PIME\, il museo rappresenta oggi uno spazio di dialogo\, conoscenza e meraviglia. \nAgevolazione Cavalieri di Cultura\nL’ingresso al museo ha un costo ridotto di 5€\, ma per i possessori del BoxCultura l’accesso è gratuito. \nIl Gettone Open\nCon il Gettone Open non sei obbligato a visitare il museo in un giorno specifico.\nPotrai utilizzare il tuo accesso liberamente durante il mese\, scegliendo il momento che preferisci per vivere l’esperienza. \nTi basterà: \n\nconsultare la pagina del PIME dedicata alle visite;\nverificare giorni e orari disponibili;\ncontattare direttamente la struttura per organizzare la tua visita.\n\nIn questo modo potrai scegliere con maggiore libertà quando dedicarti alla scoperta del museo e delle sue collezioni. \nOrari di visita\nIl museo è aperto: \n\nDal lunedì al sabato\nMattina: 9:00 – 12:30\nPomeriggio: 14:00 – 18:00\nDomenica chiuso\n\nInformazioni utili\n\nPer accedere ai contenuti audio del percorso è possibile scansionare il QR code presente all’ingresso del museo.\nSi consiglia di utilizzare cuffie o auricolari personali per una migliore esperienza di ascolto.\nAlcune attività o visite guidate potrebbero richiedere prenotazione anticipata.\n\n📍 Museo Popoli e Culture – Milano\nVia Monte Rosa 81\, Milano
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LOCATION:Museo del Pime\, Via Monte Rosa 81\, Milano\, Mi\, 20149\, Italy
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SUMMARY:Villa Clerici
DESCRIPTION:Scopri Villa Clerici e la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei\nNel cuore di Milano\, Villa Clerici custodisce uno dei luoghi più affascinanti dedicati all’arte contemporanea e spirituale: la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei\, la prima realtà in Italia interamente dedicata all’arte sacra contemporanea. Tra sale storiche\, opere moderne\, sculture\, dipinti e atmosfere senza tempo\, la visita permette di immergersi in un dialogo unico tra arte\, cultura e spiritualità. \n📍 GASC Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei \nAgevolazione Box Cultura\nL’ingresso ridotto alla Galleria ha un costo di 5€\, ma per i possessori del Box Cultura il biglietto è disponibile a 3€. \nIl Gettone Open\nCon il Gettone Open non sei obbligato a visitare la Villa in un giorno specifico.\nPotrai utilizzare il tuo accesso durante il mese\, scegliendo liberamente quando vivere l’esperienza. \nTi basterà: \n\nconsultare la pagina dedicata agli orari e alle visite;\nverificare aperture e disponibilità;\ncontattare direttamente la struttura per organizzare la tua visita.\n\nIn questo modo avrai la libertà di scegliere il momento migliore per immergerti nelle sale della Villa e nelle collezioni della Galleria. \nOrari di visita\nLa Galleria è aperta: \n\nGiovedì: 14:30 – 17:30\nVenerdì: 14:30 – 17:30\nDomenica: 14:30 – 18:30\nSabato apertura dedicata ai gruppi su prenotazione\n\nLa biglietteria chiude 45 minuti prima dell’orario di chiusura. \nInformazioni utili\n\nPer gruppi e visite dedicate è consigliata la prenotazione anticipata.\nPer informazioni e prenotazioni è possibile contattare direttamente la struttura:\n\ngalleria@villaclerici.it\n02 6470066\n\n\nAlcuni orari potrebbero subire variazioni in occasione di eventi o mostre temporanee.\n\n📍 Via Giovanni Terruggia 14\, Milano
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LOCATION:Villa Clerici\, Via Giovanni Terruggia\, 8/14\, Milano\, MI\, 20162\, Italy
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SUMMARY:TRAGUDIA IL CANTO DI EDIPO
DESCRIPTION:liberamente ispirato alle opere di Sofocle e ai racconti del mito\nDi Alessandro Serra\nRegia Alessandro Serra\nCon Alessandro Burzotta\, Salvatore Drago\, Francesca Gabucci\, Sara Giannelli\, Jared McNeill\, Chiara Michelini\, Felice Montervino\nRegia\, scene\, luci\, suoni\, costumi Alessandro Serra\nTraduzione in lingua grecanica Salvino Nucera\nVoci e canti Bruno de Franceschi\nCollaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini\nCollaborazione al suono Gup Alcaro\nCollaborazione alle luci Stefano Bardelli\nCollaborazione ai costumi Serena Trevisi Marceddu\nTecnico del suono Alessandro Orrù\nCostruzione scena Daniele Lepori\, Serena Trevisi Marceddu\, Loic Francois Hamelin\nProduzione Sardegna Teatro\, Teatro Bellini\, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale Fondazione Teatro Due Parma\nIn collaborazione con Compagnia Teatropersona\, I Teatri di Reggio Emilia \ndurata ’80 \n64th INTERNATIONAL THEATER FESTIVAL MESS:\n“Golden Laurel Wreath Award” Grand Prix per il miglior spettacolo\n“Golden Laurel Wreath Award”\, miglior regista Alessandro Serra\n“Golden Laurel Wreath Award”\, miglior attore/attrice Chiara Michelini\nPremio Radio Sarajevo “Sound of MESS” per il miglior uso dei suoni in teatro \nScrive Antifane nella commedia Poiesis:\nLa tragedia è un’arte fortunata\, perché gli spettatori conoscono l’intreccio già prima che il poeta lo racconti\, basta ricordarglielo. Appena pronunziato il nome di «Edipo»\, già si sa tutto il resto il padre Laio\, la madre Giocasta\, le figlie\, i figli\, che cosa ha sofferto\, la sua colpa.\nCome ricostruire oggi quel sapere collettivo che esonerava il poeta tragico dal dover volgere in prosa il mito e lo legittimava a sollecitare immediate visioni nel pubblico?\nCome compiere il tragico oggi?\nQuale linguaggio è\, ciò che tramite Sofocle\, vogliamo dire allo spettatore? E in quale lingua? Il greco di Sofocle era volutamente alto e musicale\, una lingua che ci strappa dal piano di realtà e ci pone su un livello di trascendenza.\nCome consegnare al pubblico la drammatizzazione perfetta del mito perfetto in una lingua non ostile e concettuale ma musicale\, istintiva e sensuale?\nL’italiano sembra abbassare il tragico a un fatto drammatico.\nAbbiamo perciò scelto il grecanico\, lingua che ancora oggi risuona in un angolo remoto di quella che fu la Magna Grecia\, una striscia di terra che dal mare si arrampica sull’Aspromonte scrutando all’orizzonte l’Etna.
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SUMMARY:UN PO' MENO FANTASMA
DESCRIPTION:terzo capitolo del progetto triennale de La libertà dei ciottoli\nun progetto di Kronoteatro + Francesca Sarteanesi\nideazione Tommaso Cheli\ndrammaturgia Tommaso Cheli / Francesca Sarteanesi\nregia Francesca Sarteanesi\ncon Tommaso Bianco\nscene e costumi Rebecca Ihle\nresponsabile tecnico Alex Nesti\nsupervisione progetto Maurizio Sguotti\nproduzione Kronoteatro\ncoproduzione Teatro Nazionale di Genova \ncon il sostegno di PimOff\, Spazio ZUT!\, L’arboreto/Teatro Dimora\, Teatro Moderno di Agliana\, Gli Scarti/Fuori Luogo \n\nMarcello non riesce a stare al passo: sente troppo\, vede troppo. La sua sensibilità lo espone e lo isola\, schiacciato dalla superficialità di chi lo circonda. Un lavoro affascinante su quando essere delicati diventa una forma di resistenza.\n\n\n\nSensibilità\, delicatezza emotiva e una percezione del mondo fuori misura rispetto al contesto che la circonda. Al centro c’è Marcello\, un uomo ordinario ma segnato da una particolare fragilità: parla a voce molto bassa\, abita il mondo con discrezione\, quasi in sottrazione. Una modalità di stare nelle relazioni che ha inevitabilmente influenzato la sua vita personale\, affettiva e lavorativa. \nAttraverso un flusso monologante intimo e continuo\, emerge il ritratto di un uomo consapevole della propria differenza\, ma mai disposto a considerarla una forma di debolezza. La sua sensibilità non assume i tratti della rinuncia o della marginalità\, ma diventa uno sguardo limpido e raffinato sulla realtà\, destinato a scontrarsi con il torpore e la grossolanità del mondo circostante. \nUno spettacolo poetico che costruisce un paesaggio umano fatto di silenzi\, scarti e delicatezze\, in cui la sensibilità si fa spazio di resistenza contro la brutalità del vivere contemporaneo.
URL:https://cavalieridicultura.it/evento/un-po-meno-fantasma/2026-10-03/
LOCATION:Teatro fontana\, Via Gian Antonio Boltraffio\, 21\, Milano\, MI\, 20159\, Italy
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SUMMARY:HOTEL DALIDA
DESCRIPTION:di e con Roberta Lidia De Stefano\nideazione e spazio scenico Roberta Lidia De Stefano\ntesto e dramaturg Irene Petra Zani\ndisegno del suono e composizioni musicali Roberta Lidia De Stefano e Gerarda Avallone\ndisegno luci Serena Serrani\ndirezione tecnica Silvia Laureti\nscene e costumi Roberta Lidia De Stefano realizzati da Erika Carretta\nassistente Sofia Murari\nfotografie e video in scena Serena Serrani\ntraduzione liriche e sopratitoli Roberta Lidia De Stefano\nproduzioni indipendenti Ro.se / Brugole & co. / Lecite Visioni \ncon il sostegno di Teatro dei Filodrammatici Milano / foyer residenze / Sementerie Artistiche \n\nPrimavera araba. Iolanda\, una reporter di guerra\, viene rinchiusa in una stanza d’hotel. L’unica voce che arriva da fuori è la musica di Dalida. Omaggio a Marie Colvin\, giornalista uccisa nel 2012\, Oriana Fallaci\, Anna Politkovskaja. Un viaggio nell’intimità pubblica e privata di una donna intrappolata nello scenario della guerra che ha visto. La Vocazione è il nodo che unisce Dalida alla Reporter: entrambe chiamate – voce e corpo – a farsi “testimoni” della realtà\, costi quel che costi.\n\n\n\nDurante la primavera araba una reporter di guerra si ritrova prigioniera in una stanza d’albergo al Cairo\, senza memoria del proprio rapimento e senza alcuna possibilità di contatto con l’esterno. In questo spazio chiuso e sospeso\, l’unica presenza che la accompagna è una voce delle canzoni di Dalida\, che provengono dalla stanza accanto. \nLa pluripremiata Roberta Lidia De Stefano dà voce e corpo a una figura sospesa\, attraversando un progressivo slittamento tra realtà e visione. Ciò che inizialmente si manifesta come un’eco martellante si trasforma in un dialogo sempre più intimo\, facendo emergere profonde affinità tra la reporter e la celebre artista: una vocazione totalizzante\, la fuga dalle proprie origini\, la ricerca di una verità da restituire al pubblico\, fino alla rinuncia a una dimensione personale e identitaria come la maternità. In questo intreccio\, l’intuito visionario di Dalida e l’urgenza testimoniale della reporter convergono in un’unica figura\, una Tiresia contemporanea sospesa tra desiderio di vedere oltre il reale e incapacità di guardare dentro di sé. \nHotel Dalida è uno spazio di confine e di memoria\, in cui identità e narrazione si disgregano e si ricompongono\, mentre le canzoni della celebre interprete\, rielaborate in chiave contemporanea e cantate dal vivo dall’attrice\, attraversano la scena trasformando la stanza in un teatro di guerra interiore\, dove mourir sur scène e morire sul campo diventano le due facce d’una stessa tensione.
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SUMMARY:HOTEL DALIDA
DESCRIPTION:di e con Roberta Lidia De Stefano\nideazione e spazio scenico Roberta Lidia De Stefano\ntesto e dramaturg Irene Petra Zani\ndisegno del suono e composizioni musicali Roberta Lidia De Stefano e Gerarda Avallone\ndisegno luci Serena Serrani\ndirezione tecnica Silvia Laureti\nscene e costumi Roberta Lidia De Stefano realizzati da Erika Carretta\nassistente Sofia Murari\nfotografie e video in scena Serena Serrani\ntraduzione liriche e sopratitoli Roberta Lidia De Stefano\nproduzioni indipendenti Ro.se / Brugole & co. / Lecite Visioni \ncon il sostegno di Teatro dei Filodrammatici Milano / foyer residenze / Sementerie Artistiche \n\nPrimavera araba. Iolanda\, una reporter di guerra\, viene rinchiusa in una stanza d’hotel. L’unica voce che arriva da fuori è la musica di Dalida. Omaggio a Marie Colvin\, giornalista uccisa nel 2012\, Oriana Fallaci\, Anna Politkovskaja. Un viaggio nell’intimità pubblica e privata di una donna intrappolata nello scenario della guerra che ha visto. La Vocazione è il nodo che unisce Dalida alla Reporter: entrambe chiamate – voce e corpo – a farsi “testimoni” della realtà\, costi quel che costi.\n\n\n\nDurante la primavera araba una reporter di guerra si ritrova prigioniera in una stanza d’albergo al Cairo\, senza memoria del proprio rapimento e senza alcuna possibilità di contatto con l’esterno. In questo spazio chiuso e sospeso\, l’unica presenza che la accompagna è una voce delle canzoni di Dalida\, che provengono dalla stanza accanto. \nLa pluripremiata Roberta Lidia De Stefano dà voce e corpo a una figura sospesa\, attraversando un progressivo slittamento tra realtà e visione. Ciò che inizialmente si manifesta come un’eco martellante si trasforma in un dialogo sempre più intimo\, facendo emergere profonde affinità tra la reporter e la celebre artista: una vocazione totalizzante\, la fuga dalle proprie origini\, la ricerca di una verità da restituire al pubblico\, fino alla rinuncia a una dimensione personale e identitaria come la maternità. In questo intreccio\, l’intuito visionario di Dalida e l’urgenza testimoniale della reporter convergono in un’unica figura\, una Tiresia contemporanea sospesa tra desiderio di vedere oltre il reale e incapacità di guardare dentro di sé. \nHotel Dalida è uno spazio di confine e di memoria\, in cui identità e narrazione si disgregano e si ricompongono\, mentre le canzoni della celebre interprete\, rielaborate in chiave contemporanea e cantate dal vivo dall’attrice\, attraversano la scena trasformando la stanza in un teatro di guerra interiore\, dove mourir sur scène e morire sul campo diventano le due facce d’una stessa tensione.
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SUMMARY:LEMNOS
DESCRIPTION:Spettacolo in collaborazione con Romaeuropa Festival \nregia\, drammaturgia\, scene e video Giorgina Pi\ndramaturg Massimo Fusillo\ncon Gaia Insenga (Filottete)\, Giampiero Judica (Ulisse)\, Aurora Peres (Deus Ex)\, Gabriele Portoghese (Neottolemo)\, Alexia Sarantopoulou (Il Coro)\nambiente sonoro Collettivo Angelo Mai\narrangiamenti e cura del suono Cristiano De Fabritiis\, Valerio Vigliar\ncostumi Sandra Cardini\nluci Andrea Gallo\ncolorist Alessio Morglia \nproduzione Bluemotion /Teatro Nazionale di Genova / ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione –Teatro Nazionale / TPE Teatro Piemonte Europa in collaborazione Angelo Mai \ndurata 1 ora e 15’ \nLemnos è la prima tappa di un progetto performativo che attraversa mito\, poesia e paesaggio contemporaneo. Il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete\, l’eroe abbandonato sull’isola di Lemnos dopo essere stato ferito da un serpente. La sua ferita\, incurabile e maleodorante\, lo rende intollerabile alla comunità dei guerrieri che lo lasciano solo sull’isola durante la spedizione verso Troia. Anni dopo\, quando la guerra sembra impossibile da vincere\, i Greci scoprono che solo il suo arco — l’arco di Eracle — può garantire la vittoria. Sono così costretti a tornare a cercare proprio colui che avevano espulso. Il mito narra che Ulisse e il giovane Neottolemo tornino a Lemnos\, per sottrargli l’arco con l’inganno. Alla fine\, però\, la rivoluzione interiore di Neottolemo modificherà l’esito della storia. Lemnos è una drammaturgia originale che nasce da scoperte e risonanze con il presente\, da viaggi nei luoghi della ricerca\, da incontri e interviste. \nDa diari scritti nei mesi di lavoro. Il progetto assume questo mito come una figura nodale per interrogare i meccanismi di esclusione che attraversano le comunità politiche e le narrazioni storiche. Nella riscrittura scenica di Lemnos\, Filottete è una donna: un gesto che si pone come omaggio alla poesia e al pensiero di Adrienne Rich\, che sceglie proprio Filottete come suo alter ego che re-visiona il mondo da una prospettiva femminista e radicale. La ferita di Filottete diventa così il punto di emergenza di un corpo che la comunità non riesce a contenere ma di cui continua ad avere bisogno. Anche Eracle è una donna\, ma ha perso le sue doti di deus ex machina. Queste due polarità circondano i due diversi modelli maschili: Ulisse archetipo di una strategia stanca accanto a Neottolemo che porta il peso di essere figlio di un eroe. E poi c’è il coro che dal presente racconta\, sa\, rende testimonianza parlando in greco. \nLa drammaturgia si costruisce come un montaggio di materiali poetici e teorici che attraversano il Novecento e la scrittura femminista. Tra questi\, la riscrittura del mito di Ghiannis Ritsos\, poeta greco che visse lunghi periodi di confino politico\, e le risonanze epiche e postcoloniali di Derek Walcott. A queste voci si intrecciano la scrittura di Rich e il pensiero di Hélène Cixous\, componendo un campo di forze poetiche in cui il mito viene riattivato come dispositivo critico sul presente. \nIl lavoro nasce parallelamente da una ricerca sul campo condotta in Grecia\, tra isole e paesaggi attraversati da stratificazioni di memoria politica. In particolare\, l’isola di Makronisos\, che è la vera isola del Filottete di Giorgina Pi\, luogo di deportazione e rieducazione durante e dopo la guerra civile greca entra nel progetto come controcampo storico del mito: un paesaggio reale in cui la ferita e l’esilio assumono una dimensione collettiva ancora irrisolta. \nVideo\, suono e parola costruiscono in scena un ambiente immersivo che nasce da queste indagini sul campo. Riprese video\, field recordings\, materiali raccolti nei luoghi della ricerca e frammenti poetici vengono montati come un dispositivo performativo in cui il paesaggio diventa parte attiva della drammaturgia. \nIn Lemnos il mito non viene rappresentato ma riattivato. Filottete diventa una figura attraverso cui interrogare le genealogie della violenza\, le forme dell’abbandono e il ritorno di ciò che la storia tenta di espellere. La scena si configura così come uno spazio di attraversamento tra mito e archivio\, tra poesia e paesaggio\, in cui la ferita continua a produrre voce. \nLemnos è un’isola. L’isola del confino\, dell’esclusione. Il luogo dove sopravvivere è il sogno più impossibile. Ma è anche il solo posto in cui Filottete\, dal margine\, legge chiaramente il passato e riconosce da dove viene. Sceglie la sua genealogia. Così come fecero e continuano a fare tante persone attraverso la politica e la poesia come atto di testimonianza. Lemnos è un viaggio sulla tragedia che abitò alcune isole di confino greche creando\, anche dopo la Seconda guerra mondiale\, veri campi di concentramento in Europa\, nel mar Egeo\, per chi non rinnegava il proprio antifascismo. Un’epica della crudeltà\, di cui non si conosce nulla. Abbiamo visitato Makronisos\, il cuore di quell’orrore e abbiamo scelto di raccontarne le atrocità. Lo facciamo a partire da Sofocle attraverso le voci contemporanee di chi ha raccontato con la poesia quanto il mito di Filottete fosse ancora necessario. Persone che come noi quella storia non l’hanno mai perdonata. L’isola è sospensione tra prima e dopo. La frattura\, la vertigine di cui si sceglie di non parlare. Il nostro Neottolemo si domanda “perché siamo venuti?” “perché abbiamo combattuto?” “dove e perché torniamo?”. E sono domande che ci poniamo noi\, oggi\, come oppositori e oppositrici dell’orrore in cui siamo cresciute e che non smette di circondarci\, dove stridono ancora armi e fascismo\, e il mare incombe scuro e luttuoso\, ancora con Filottete improvvisamente un vicolo una spiaggetta un secolo breve grida Non abbandonarmi. \nGiorgina Pi\n“Con Giorgina Pi abbiamo da tempo un dialogo fitto sul mito antico e sulle sue riscritture nella cultura contemporanea\, con uno sguardo sui temi del desiderio e del corpo (come a proposito della figura di Tiresia). Tornare a lavorare con lei sul mito di Filottete e sulla figura di Neottolemo (che avevo affrontato negli anni Ottanta collaborando con Mario Martone) è stata un’esperienza affascinante\, perché la drammaturgia si è costruita per gradi\, per sondaggi plurimi su innumerevoli testi moderni da far interagire con Sofocle (anche solo come suggestione) e per montaggi che hanno coinvolto il suo viaggio in Grecia\, e le risonanze politiche che questo mito può avere nella storia della Grecia moderna.” \nMassimo Fusillo\nDi ritorno al Romaeuropa Festival\, Giorgina Pi prosegue con Lemnos una ricerca che intreccia mito\, scrittura scenica e interrogazione politica del presente. Prima tappa di un progetto più ampio\, il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete\, l’eroe abbandonato sull’isola di Lemno perché ferito\, maleodorante\, divenuto insostenibile per la comunità che pure\, anni dopo\, sarà costretta a tornare da lui. Nella riscrittura di Pi\, Filottete è una donna: non un semplice spostamento di genere\, ma un gesto che rilegge il mito come dispositivo di esclusione\, facendo della ferita il punto in cui un corpo diventa insieme intollerabile e necessario. Anche Eracle è una donna\, privata però di ogni funzione salvifica\, mentre Ulisse e Neottolemo restano a incarnare due diverse forme del maschile: la strategia consumata e il peso dell’eredità. Tra drammaturgia originale\, materiali di ricerca\, viaggi\, interviste e un coro che dal presente testimonia in greco\, Lemnos non cerca una rilettura archeologica del mito\, ma ne riattiva la forza per interrogare ciò che le comunità espellono\, e ciò di cui\, nonostante tutto\, continuano ad avere bisogno. \nBluemotion è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer\, regist*\, musicist* e artist* visiv* si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni\, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive\, risultato dello scambio e delle visioni del gruppo. Bluemotion indaga vari linguaggi: il teatro contemporaneo\, la musica\, il cinema\, la letteratura\, la fotografia e soprattutto le loro ibridazioni. Crea\, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. L*artist* di Bluemotion sono anche attivist* nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavorat_ dello spettacolo.
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, RM\, 00152\, Italy
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SUMMARY:QUI VIVREMO BENE una drammaturgia originale sull'emergenza abitativa
DESCRIPTION:Di Luigi Vittoria\nCon Elisa Grilli e Tommaso Russi\nUna co-produzione Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni\nDisegno luci di Chiara Senesi e Desideria Angeloni\nFoto e video di Anna Minor\nProgetto vincitore del festival OVER 2025\nCon il sostegno di Pim Off\, Teatro Argot \, NEST Teatro e Fertili Terreni \n\nMilano\, quartiere Giambellino: servizi assenti\, case vuote\, vite sospese. Si aspetta davanti a porte chiuse\, mentre dentro nessuno abita. Poi la scelta si impone: rispettare la legge o sopravvivere. E allora si entra. Si occupa.\n\n\n\nUna casa può diventare un privilegio\, un quartiere può trasformarsi in un campo di battaglia e il diritto ad abitare può finire al centro di uno scontro politico\, sociale e umano. \nQui vivremo bene nasce dalle vicende che nel 2018 hanno attraversato il quartiere milanese del Giambellino\, tra sgomberi\, arresti e mobilitazioni per il diritto alla casa. A partire dalle testimonianze raccolte sul campo — in particolare attraverso gli incontri con gli attivisti del Comitato Abitanti Giambellino — lo spettacolo si addentra nelle crepe dell’edilizia popolare\, dando voce a chi vive quotidianamente le tensioni di una città sempre più difficile da abitare. \nLa drammaturgia si costruisce per frammenti e prospettive che si rincorrono e si scontrano. Alle storie del Comitato si intrecciano episodi che raccontano le trasformazioni urbane\, l’erosione dei diritti\, la precarietà crescente e le nuove forme di esclusione. Accanto alla dimensione collettiva emergono racconti personali\, in cui le biografie individuali diventano il riflesso di un disagio condiviso. \nAttraverso linguaggi e dispositivi scenici differenti\, Qui vivremo bene compone il ritratto di una città attraversata da contraddizioni profonde. Più che raccontare una crisi abitativa\, lo spettacolo interroga ciò che una casa rappresenta oggi: non soltanto un tetto\, ma la possibilità di appartenere a un luogo\, di costruire relazioni\, di immaginare un futuro.
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La sua ferita\, incurabile e maleodorante\, lo rende intollerabile alla comunità dei guerrieri che lo lasciano solo sull’isola durante la spedizione verso Troia. Anni dopo\, quando la guerra sembra impossibile da vincere\, i Greci scoprono che solo il suo arco — l’arco di Eracle — può garantire la vittoria. Sono così costretti a tornare a cercare proprio colui che avevano espulso. Il mito narra che Ulisse e il giovane Neottolemo tornino a Lemnos\, per sottrargli l’arco con l’inganno. Alla fine\, però\, la rivoluzione interiore di Neottolemo modificherà l’esito della storia. Lemnos è una drammaturgia originale che nasce da scoperte e risonanze con il presente\, da viaggi nei luoghi della ricerca\, da incontri e interviste. \nDa diari scritti nei mesi di lavoro. Il progetto assume questo mito come una figura nodale per interrogare i meccanismi di esclusione che attraversano le comunità politiche e le narrazioni storiche. 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Tra questi\, la riscrittura del mito di Ghiannis Ritsos\, poeta greco che visse lunghi periodi di confino politico\, e le risonanze epiche e postcoloniali di Derek Walcott. A queste voci si intrecciano la scrittura di Rich e il pensiero di Hélène Cixous\, componendo un campo di forze poetiche in cui il mito viene riattivato come dispositivo critico sul presente. \nIl lavoro nasce parallelamente da una ricerca sul campo condotta in Grecia\, tra isole e paesaggi attraversati da stratificazioni di memoria politica. In particolare\, l’isola di Makronisos\, che è la vera isola del Filottete di Giorgina Pi\, luogo di deportazione e rieducazione durante e dopo la guerra civile greca entra nel progetto come controcampo storico del mito: un paesaggio reale in cui la ferita e l’esilio assumono una dimensione collettiva ancora irrisolta. \nVideo\, suono e parola costruiscono in scena un ambiente immersivo che nasce da queste indagini sul campo. 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Lemnos è un viaggio sulla tragedia che abitò alcune isole di confino greche creando\, anche dopo la Seconda guerra mondiale\, veri campi di concentramento in Europa\, nel mar Egeo\, per chi non rinnegava il proprio antifascismo. Un’epica della crudeltà\, di cui non si conosce nulla. Abbiamo visitato Makronisos\, il cuore di quell’orrore e abbiamo scelto di raccontarne le atrocità. Lo facciamo a partire da Sofocle attraverso le voci contemporanee di chi ha raccontato con la poesia quanto il mito di Filottete fosse ancora necessario. Persone che come noi quella storia non l’hanno mai perdonata. L’isola è sospensione tra prima e dopo. La frattura\, la vertigine di cui si sceglie di non parlare. Il nostro Neottolemo si domanda “perché siamo venuti?” “perché abbiamo combattuto?” “dove e perché torniamo?”. E sono domande che ci poniamo noi\, oggi\, come oppositori e oppositrici dell’orrore in cui siamo cresciute e che non smette di circondarci\, dove stridono ancora armi e fascismo\, e il mare incombe scuro e luttuoso\, ancora con Filottete improvvisamente un vicolo una spiaggetta un secolo breve grida Non abbandonarmi. \nGiorgina Pi\n“Con Giorgina Pi abbiamo da tempo un dialogo fitto sul mito antico e sulle sue riscritture nella cultura contemporanea\, con uno sguardo sui temi del desiderio e del corpo (come a proposito della figura di Tiresia). Tornare a lavorare con lei sul mito di Filottete e sulla figura di Neottolemo (che avevo affrontato negli anni Ottanta collaborando con Mario Martone) è stata un’esperienza affascinante\, perché la drammaturgia si è costruita per gradi\, per sondaggi plurimi su innumerevoli testi moderni da far interagire con Sofocle (anche solo come suggestione) e per montaggi che hanno coinvolto il suo viaggio in Grecia\, e le risonanze politiche che questo mito può avere nella storia della Grecia moderna.” \nMassimo Fusillo\nDi ritorno al Romaeuropa Festival\, Giorgina Pi prosegue con Lemnos una ricerca che intreccia mito\, scrittura scenica e interrogazione politica del presente. Prima tappa di un progetto più ampio\, il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete\, l’eroe abbandonato sull’isola di Lemno perché ferito\, maleodorante\, divenuto insostenibile per la comunità che pure\, anni dopo\, sarà costretta a tornare da lui. Nella riscrittura di Pi\, Filottete è una donna: non un semplice spostamento di genere\, ma un gesto che rilegge il mito come dispositivo di esclusione\, facendo della ferita il punto in cui un corpo diventa insieme intollerabile e necessario. Anche Eracle è una donna\, privata però di ogni funzione salvifica\, mentre Ulisse e Neottolemo restano a incarnare due diverse forme del maschile: la strategia consumata e il peso dell’eredità. Tra drammaturgia originale\, materiali di ricerca\, viaggi\, interviste e un coro che dal presente testimonia in greco\, Lemnos non cerca una rilettura archeologica del mito\, ma ne riattiva la forza per interrogare ciò che le comunità espellono\, e ciò di cui\, nonostante tutto\, continuano ad avere bisogno. \nBluemotion è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. 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